Plasmora viticola

Malattie della vite

Peronospora della vite

Gli appassionati di giardinaggio sanno molto bene quanta fatica e cura richieda la cura del vigneto. La pianta madre infatti è delicata, soggetta a malattie infestanti come la peronospora della vite.

di Redazione

26 giugno 2018

Cos'è la peronospora della vite

Questa è una malattia causata dal fungo plasmora viticola, originario del Nord America e diffuso in Europa a partire dal XIX secolo. Il microrganismo appartiene alla categoria degli oomiceti, i quali generano spore che si formano durante il ciclo vegetativo della pianta. La germinazione di queste spore rimane dormiente durante il periodo invernale per poi completarsi appena le condizioni climatiche lo permettono. Una volta portato a compimento il loro sviluppo, le oospore emettono le zoospore che sono le responsabili dell'infestazione vera e propria delle viti. In quanto funghi, le zoospore proliferano in condizioni climatiche di caldo umido o quantomeno quando insistono piogge abbondanti. Il germogli devono essere lunghi almeno 10 centimetri per permettere il loro spostamento sul velo d'acqua attraverso una coppia di flagelli. Se i germogli sono più piccoli non hanno lo spazio necessario per raggiungere le aperture stomatiche della pianta dove generalmente s'annidano. Attraverso l'emissione di un tubetto, il patogeno succhia linfa vitale alla pianta che utilizza come nutrimento causandone la morte.

Sintomi attacco peronospora sulle foglie della vite

I primi sintomi dello sviluppo di questo tipo di patologia, sono riscontrabili in maniera evidente sulla parte superiore della foglia. Queste infatti presentano delle macchie, di tre centimetri di diametro, dai contorni irregolari. Si localizzano sui margini della foglia ed hanno un colore giallastro, da cui il nome macchie d'olio. Queste parti decolorate tendono a diventare nere perché comincia la necrosi, a meno che l'ambiente non sia particolarmente umido. In questo caso infatti le macchie saranno di colore biancastro, condizione che evidenzia la formazione delle strutture riproduttive del fungo. Se la condizione climatica è ottimale si potranno avere sia necrosi che efflorescenze biancastre, senza la formazione di macchie d'olio, che sta a significare lo stato molto avanzato della malattia. In questo caso le foglie cadono precocemente, a meno che non si tratti di foglie vecchie o di piante particolarmente resistenti agli attacchi patogeni. I tralci invece subiscono attacchi sui nodi, diventando di un colore violaceo. Si aprono a questo punto degli spacchi dai quali fuoriesce l'efflorescenza biancastra, e i tralci prendono un'inconsueta forma ad S.

Sintomi e danni peronospora sui grappoli della vite

Anche i grappoli sono interessati nell'infestazione della peronospora della vite. La spora infatti dopo avere attaccato i tralci si trasferisce sugli acini causando macchie livide piuttosto evidenti. Successivamente si sviluppano efflorescenze biancastre come sulla foglia e il frutto si secca. Dopo la proliferazione del fungo i grappoli conoscono due diverse sindromi: il marciume grigio e il marciume bruno. Il primo è tipico dei grappoli ancora acerbi, dagli acini piccoli e raspi ancora allo stato vegetativo. Inizia con una colorazione scura degli acini alla quale subentra la fruttificazione biancastra del fungo, causandone la tipica tonalità grigia della malattia. I grappoli più vecchi invece sono interessati dal marciume bruno, che prende il nome dal colore scuro che il grappolo assume e dall'assenza di fruttificazione del fungo. Dato che gli stomi da cui prolifera il fungo hanno perso con l'età parte della loro funzionalità il fungo resta intrappolato all'interno degli stessi, e non è in grado di produrre fruttificazione. Il grappolo però non riceve nutrimento e assume un colore bruno avvizzendo.

Come difendersi

Le cause che contribuiscono alla proliferazione della peronospora della vite possono essere le più diverse: l'esposizione e il luogo del vigneto, l'altitudine, la presenza o meno d'umidità. Una valutazione attenta della composizione del terreno, la scelta di portainnesti notoriamente più resistenti, la corretta esecuzione delle tecniche di coltivazione possono essere azioni in grado di prevenire l'insorgere della malattia. Inoltre lo sviluppo o meno dell'infestazione è strettamente collegato al tipo di clima in cui il vigneto è collocato. Un rilevamento metereologico costante, fa sì che si possano prendere in tempo precauzioni. Il metodo che generalmente si usa per prevenire la peronospora della vite è la cosiddetta regola dei tre 10. La temperatura esterna dev'essere come minimo superiore ai 10 gradi, le gemme non devono superare i 10 centimetri, la pioggia caduta nelle ultime 24 ore non deve superare i 10 mm. La maggiore garanzia è data da un trattamento costante con prodotti chimici in grado di creare un ambiente sfavorevole al fungo, agenti facilmente reperibili nei negozi specializzati.

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Domande frequenti

  • Quali sono i primi sintomi visibili della peronospora sulle foglie della vite?
    I primi sintomi compaiono sulla pagina superiore delle foglie sotto forma di macchie oleose giallastre, dette 'macchie d'olio', larghe fino a 3 cm. Con l'aumentare dell'umidità ambientale, queste zone possono sviluppare una patina biancastra costituita dalle strutture riproduttive del fungo Plasmopara viticola. Col progredire della malattia, le macchie diventano nere per necrosi e le foglie possono cadere prematuramente, compromettendo la fotosintesi e la salute generale della pianta.
  • Come si manifesta la peronospora sui grappoli di uva?
    Sui grappoli, il patogeno causa macchie livide sugli acini seguite da efflorescenze biancastre simili a quelle fogliari. Si distinguono due tipi di marciume: il marciume grigio, tipico degli acini acerbi, caratterizzato da una colorazione scura iniziale e successiva fruttificazione biancastra-grigia; e il marciume bruno, che colpisce grappoli più maturi. Nel secondo caso, il fungo rimane intrappolato internamente senza produrre sporulazione visibile, portando l'acino ad assumere un colore brunastro e ad appassire per mancanza di nutrimento.
  • Cosa indica la 'regola dei tre 10' nella prevenzione della peronospora?
    La regola dei tre 10 è un criterio agronomico fondamentale per valutare il rischio di infezione. Stabilisce che il pericolo è elevato solo quando si verificano contemporaneamente tre condizioni: la temperatura esterna supera i 10°C, la lunghezza dei germogli è inferiore a 10 cm (periodo di massima vulnerabilità), e le precipitazioni nelle ultime 24 ore non superano i 10 mm. Quando questi parametri coincidono, è il momento critico per intervenire con trattamenti preventivi.
  • Quali fattori ambientali favoriscono la proliferazione delle zoospore della peronospora?
    La proliferazione è favorita da condizioni climatiche calde e umide, specialmente in presenza di piogge abbondanti. Le zoospore necessitano di un velo d'acqua per muoversi grazie ai loro flagelli verso le aperture stomatiche delle piante. Questo movimento è possibile solo se i germogli hanno raggiunto una lunghezza minima di 10 centimetri; altrimenti, mancano dello spazio fisico per raggiungere gli stomi. L'umidità elevata rallenta anche la necrosi, favorendo la produzione di spore.
  • È possibile prevenire la peronospora agendo sul terreno e sulla selezione varietale?
    Sì, la prevenzione include pratiche colturali mirate. È fondamentale valutare la composizione del suolo e scegliere portinnesti geneticamente più resistenti alle infezioni. Una corretta esecuzione delle tecniche di coltivazione, unita a un monitoraggio meteorologico costante, permette di anticipare le condizioni favorevoli al fungo. Sebbene i trattamenti chimici siano spesso necessari per creare un ambiente sfavorevole al patogeno, la gestione agronomica riduce significativamente l'impatto dell'infestazione.

Scheda Tecnica

Vitis vinifera

Nome scientificoVitis vinifera
FamigliaVitaceae
Tipo di piantaPianta legnosa rampicante
OrigineOriginaria del Nord America (peronospora), specie diffusa globalmente
EsposizioneSoleggiata, preferibilmente riparata dai venti forti
Temperatura minimaVariabile in base al portinnesto e alla cultivar
TerrenoBen drenato, fertile, pH neutro o leggermente alcalino
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate
AltezzaPuò superare i 10 metri se non potata
ConcimazioneNecessita di apporti bilanciati di azoto, fosforo e potassio
PotaturaInverno (potatura secca) e Estate (diradamento)
MoltiplicazionePropaggine, innesto, talea
Malattie e parassitiPeronospora (Plasmopara viticola), Oidio, Antracnosi, Cocciniglia
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede gestione fitosanitaria accurata)