Pianta attaccata dalla cocciniglia di San Josè

Malattie melo e pero

Cocciniglia di San Josè

La cocciniglia di San Josè è uno tra gli insetti più pericolosi che può attaccare ed infestare le nostre piante, in particolare gli alberi da frutto come il melo. Questa specie è capace di riprodursi molto velocemente; è bene imparare a riconoscere i segnali della presenza di quest'insetto.

di Redazione

24 giugno 2016

La cocciniglia di San Josè

Questo tipo di insetto, nonostante il suo nome che porta a pensare ad una sua provenienza latina, è in realtà originaria della Cina. Questo insetto è giunto nel nostro continente intorno nella seconda metà del XIX secolo, probabilmente dall' America attraverso scambi di materiale vivaistico. Il suo nome è dovuto alla città in cui viveva lo studioso che per primo ne classificò la specie. Il nome scientifico di questa specie è Quadraspidiotus perniciosus ed appartiene alla famiglia delle Diaspididae per l'ordine dei Rincoti. Essa è un essere polifago, ossia è capace di svilupparsi e proliferare su molteplici specie vegetali, anche se attacca in particolar modo le rosacee, tutte quelle piante come meli, peri, peschi, ciliegi. Ne sono quasi immuni invece alberi come gli ulivi, gli agrumi o le viti.

Descrizione

L'esemplare adulto di cocciniglia di San Josè è caratterizzato da un colore grigio plumbeo dovuto alla sua corazza; proprio a causa della presenza di questo scudo, chiamato follicolo, formato da più strati, l'insetto risulta a volte difficile da eliminare. La cocciniglia giovane è denominata neanide, ed ha invece un colore giallo tendente all'arancio, ha le zampe ma non presenta ancora le ali. Al momento della fissazione compare uno scudo, dapprima di colore bianco. Le ali spunteranno soltanto agli esemplari maschi che a differenza delle femmine, si possono riconoscere per la loro forma più allungata. La resistenza del parassita è dovuta al fatto che esso spesso tende a sovrapporsi ai suoi simili, formando colonie su rami, sul tronco, sulle foglie e sui germogli, molto resistenti ai trattamenti.

Ciclo biologico

Le neanidi completano il loro sviluppo generalmente con l'arrivo della primavera; successivamente gli esemplari maschi potranno cominciare a fecondare le femmine, che produrranno all'inizio della stagione successiva la nuova generazione. A questo primo ciclo riproduttivo ne seguirà un altro intorno al mese di agosto e un altro ancora solitamente a fine settembre o inizi di ottobre. Saranno queste ultime cocciniglie a generare le prime neanidi che si svilupperanno nel nuovo anno; abbiamo dunque un ciclo biologico formato da tre diverse generazioni, alcune anche sovrapposte, in un periodo pari a dodici mesi. La cocciniglia di San Josè è vivipara, ossia le uova non sono visibili in quanto impiantate nell'utero, e partenogenetica, cioè può svilupparsi anche senza che venga necessariamente fecondata.

Trattamenti

Gli esemplari appartenenti a questa specie tendono a cibarsi della pianta creando degli arrossamenti lungo il tronco ed i rami; ciò porterà alla comparsa di necrosi facilmente osservabili, mentre i frutti attaccati saranno caratterizzati dalla presenza di macchioline rosse piuttosto riconoscibili. Dato lo sviluppo veloce dell'insetto è consigliabile effettuare il trattamento in tempi rapidi per evitare la perdita completa dell'albero. Si consigliano i trattamenti a base di olio bianco anche misto a prodotti chimici; meglio se nella stagione invernale o con l'arrivo della primavera, in quanto le forme svernanti di neanidi risultato più facili da sconfiggere. Utili alleati nella lotta contro la Cocciniglia di San Josè possono rivelarsi altri insetti, quali l'Imenottero Aelinide, l'Encarsia Perniciosi o ancora il Chilocorus Bipustulatus, che possono essere inseriti sulla pianta.

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Domande frequenti

  • Quali piante vengono colpite dalla cocciniglia di San Josè?
    La cocciniglia di San Josè (Quadraspidiotus perniciosus) è un insetto polifago che attacca prevalentemente le Rosacee, inclusi meli, peri, peschi e ciliegi. Nonostante il nome possa suggerire diversità, non è limitata a una sola specie. Tuttavia, alberi come olivi, agrumi e viti risultano quasi immuni all'attacco di questo parassita. È fondamentale identificare correttamente l'albero ospite per applicare tempestivamente i trattamenti specifici e prevenire danni diffusi alla chioma e ai frutti.
  • Come si riconosce visivamente la cocciniglia di San Josè?
    L'esemplare adulto appare come una piccola corazza grigio plumbeo chiamata follicolo, composta da più strati protettivi. Le giovani neanidi hanno colorazione gialla-aranciata e possiedono zampe ma non ali. Quando si fissano alla pianta, producono inizialmente uno scudo bianco. I maschi adulti, distinguibili dalle femmine per la forma più allungata, sviluppano ali, mentre le femmine rimangono sessili. L'infestazione crea colonie dense su rami, tronchi e germogli, rendendo l'insetto difficile da notare senza un'ispezione accurata.
  • Quali sintomi manifestano le piante infestate?
    L'alimentazione della cocciniglia provoca arrossamenti lungo il tronco e i rami, portando progressivamente alla necrosi dei tessuti vegetali. Sui frutti attaccati compaiono macchioline rosse caratteristiche e riconoscibili. Poiché l'insetto si riproduce rapidamente e forma colonie sovrapposte resistenti, un'infestazione non trattata può portare alla morte completa dell'albero. L'osservazione regolare della corteccia e dei frutti è essenziale per intercettare precocemente questi segni distintivi prima che il danno sia irreversibile.
  • Quando è il momento migliore per intervenire con i trattamenti?
    Il trattamento ideale avviene in inverno o all'inizio della primavera, quando le forme svernanti (neanidi) sono più vulnerabili e facili da sconfiggere. Data la rapida riproduzione dell'insetto, è cruciale agire tempestivamente. Si raccomandano applicazioni a base di olio bianco, eventualmente associate a prodotti chimici specifici. Intervenire in questi periodi critici del ciclo biologico massimizza l'efficacia della disinfestazione, proteggendo la pianta dalle successive generazioni estive e autunnali.
  • Esistono nemici naturali utili per contrastare la cocciniglia?
    Sì, diversi insetti utili possono essere impiegati nella lotta biologica contro la cocciniglia di San Josè. Tra i principali predatori naturali figurano l'Imenottero Aelinide, l'Encarsia Perniciosi e il Chilocorus Bipustulatus. Introducendo questi organismi benefici nell'ecosistema del giardino, si favorisce un controllo naturale della popolazione del parassita. Questa strategia, integrata con interventi chimici mirati nei momenti critici, rappresenta un approccio sostenibile ed efficace per mantenere sotto controllo l'infestazione senza danneggiare l'ambiente circostante.