fiori di melo

Tecniche di giardinaggio

Mela - Malus domestica

La mela rappresenta il frutto per antonomasia, il più caro che noi abbiamo a cuore forse, per la sua semplicità e per la sua squisitezza. Impariamo a coltivarne l'albero...

di Redazione

07 settembre 2011

Generalità

La mela è uno dei frutti più coltivati al mondo, in effetti la pianta di mele, chiamata Malus communis o Malus domestica, ha una storia che dura da millenni, ed ebbe origine probabilmente in Asia occidentale, da dove si diffuse prima in Grecia, poi nel resto dell'Europa, e, secoli dopo in tutto il resto del mondo. Il successo di questo frutto è dovuto sicuramente alle sue caratteristiche peculiari: è dolce e può essere consumato sia fresco e crudo, sia in composte, marmellate o altri piatti che ne comportano la cottura, sia dolci che salati. E' ricco di nutrienti, succoso, e soprattutto è di facile conservazione: anche millenni fa il raccolto di mele poteva venire conservato per mesi, ponendo i frutti freschi in luogo riparato dalla luce, dal sole e dal freddo invernale. Grazie a queste caratteristiche la mela viene coltivata in gran parte del globo, dove negli anni si sono prodotti numerosissimi ibridi e cultivar, con differenti caratteristiche organolettiche, di forma, colore, sapore, ma anche di coltivazione: alcune varietà sono infatti più resistenti al freddo, altre tollerano meglio il caldo o la siccità, altre ancora sono particolarmente resistenti alle malattie più comuni. Si tratta in generale comunque di piante rustiche, che sopportano abbastanza bene il caldo, e che sopportano senza problemi il freddo invernale, visto anche che la perdita delle foglie in autunno porta il melo ad entrare in un periodo di completo riposo vegetativo, che protegge la pianta dal gelo anche intenso.

Come coltivarle

Il melo è un piccolo albero, che raggiunge tranquillamente i dieci metri di altezza, con chioma allargata e piccole foglie caduche, di colore verde scuro; in primavera produce innumerevoli piccoli fiori di colore bianco o rosato, a cui seguono i frutti, generalmente riuniti in piccoli grappoli, di 4-5 esemplari, con l'esemplare centrale di dimensioni maggiori. Nei frutteti si prediligono varietà dallo sviluppo non eccessivo, che vanno dai 150-180 cm nelle varietà nane, fino ad un massimo di 2-4 metri nelle varietà più comuni, in modo da facilitare le opere di potatura e raccolta dei frutti, ed i trattamenti antiparassitari. Si posizionano in luogo ben soleggiato, con un buon terreno di medio impasto, ben lavorato, ed arricchito a fine inverno con dello stallatico ben maturo. Le annaffiature vengono fornite solo da aprile a settembre, e solo quando il terreno appare asciutto: eccessive annaffiature infatti possono favorire lo sviluppo di marciumi radicali. Il melo produce i suoi frutti sui rami vecchi, è importante tenere conto di questo fatto nel momento in cui si decide di potare la pianta; infatti la potatura del melo avviene in maniera regolare solo nei primi anni di vita della pianta, in modo da fornirle una bella forma, ampia ed allargata; negli anni successivi, a fine inverno, si interviene soltanto per rimuovere i rami rovinati dalle intemperie, o le ramificazioni eccessivamente sviluppatesi verso l'alto, in modo da arrotondare la chioma. Potature drastiche di un melo maturo possono portare alla mancanza, anche totale, di frutti. Il melo produce fiori ermafroditi, ma purtroppo ogni fiore non si autoimpollina; nei grandi frutteti si impiegano api o altri insetti impollinatori per portare il polline di pianta in pianta, ed ottenere un buon raccolto. Nei frutteti familiari è bene piantare almeno due esemplari di melo, facendo attenzione a scegliere due varietà che fioriscano nello stesso periodo dell'anno.

Parassiti

Il melo viene colpito da un buon numero di parassiti, che generalmente non rovinano la pianta seriamente, ma che possono compromettere il raccolto di frutti; alcune varietà sono particolarmente resistenti ad alcune malattie fungine, difficilmente invece troviamo mele resistenti ai parassiti animali. Tra le malattie fungine più comuni troviamo la ticchiolatura e l'oidio, con la seconda che colpisce particolarmente in primavera. Tra gli insetti più comuni troviamo gli afidi, la monilia, la mosca della frutta, il rodilegno. I trattamenti si praticano soltanto caso per caso, quando vediamo la presenza di insetti o funghi sulla pianta; in ogni caso è bene attendere almeno 15 giorni dopo i trattamenti prima di raccogliere le mele.

Varietà di mele

I millenni di coltivazione hanno portato all'esistenza di migliaia di varietà di mela; le varietà più comunemente coltivate nel frutteto, soprattutto in caso di frutteti commerciali, sono quelle che producono frutti più numerosi, di pezzatura regolare, colorazione uniforme, e di facile conservazione. Diciamo che le varietà più diffuse, come le golden delicious, o le red delicious, sono mele "standard", ovvero con polpa compatta e succosa, abbastanza dolce, forma leggermente allungata, colore giallo o rosso senza sfumature. In realtà esistono numerose varietà con caratteristiche interessanti, quali polpa particolarmente dolce, o particolarmente asprigna; resistenza alle malattie, o forma particolare. Fortunatamente negli ultimi anni si stanno riscoprendo le antiche varietà di mela, quelle che, prima della globalizzazione, venivano coltivate nelle diverse regioni del globo; queste mele sono speso più interessanti rispetto alle mele "standard" anche se forse i raccolti non sono così abbondanti, o i frutti non possono essere trasportati così facilmente. Il ritorno nei frutteti delle antiche varietà di mela sta particolarmente a cuore a chi si preoccupa della biodiversità; infatti l'uniformarsi mondiale delle coltivazioni di mele può portare a risultati devastanti nel caso in cui un singolo insetto o fungo, mutato negli anni, vada a distruggere le più diffuse cultivar di mela; solo mantenendo gli antichi esemplari, e in buon numero, ci garantisce nel tempo di poter attingere a una fonte di frutti che possa essere resistente ai "nuovi" parassiti che possono diffondersi nel mondo. Fortunatamente ormai sono molti i piccoli coltivatori che hanno deciso di tornare a coltivare le mele dei loro nonni, riprodotte in grande numero innestando le marze dei pochi esemplari rimasti su numerose piante; in questo modo oltre a mantenere la biodiversità di un frutto così diffuso, torneremo a gustare mele dal sapore particolare, dal colore inusuale, e anche dalla forma o dalla pezzatura non comune.

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Domande frequenti

  • Quante piante di melo devo piantare per avere un buon raccolto?
    È fondamentale piantare almeno due esemplari di melo diversi. Ogni fiore del melo non è autofertile, quindi necessita di impollinazione incrociata. Assicurati di scegliere due varietà che fioriscano nello stesso periodo dell'anno per permettere agli insetti impollinatori, come le api, di trasferire il polline da un albero all'altro, garantendo così la formazione dei frutti.
  • Come e quando si pota il melo?
    Nei primi anni di vita, la potatura è formativa per dare alla pianta una struttura ampia e allargata. Successivamente, si interviene a fine inverno rimuovendo solo i rami rovinati, secchi o quelli che crescono verticalmente in modo eccessivo per arrotondare la chioma. Attenzione: evitare potature drastiche sugli alberi maturi, poiché il melo fruttifica sui rami vecchi e tagli troppi rami potrebbe azzerare completamente il raccolto.
  • Quali sono le cure idriche necessarie per il melo?
    Le annaffiature sono necessarie principalmente da aprile a settembre. Bagna la pianta solo quando il terreno risulta asciutto. È cruciale non eccedere con l'acqua, poiché un terreno troppo umido favorisce lo sviluppo di marciumi radicali che possono danneggiare gravemente la salute dell'albero. Un terreno ben drenato e lavorato aiuta a gestire correttamente l'umidità.
  • Quando posso raccogliere le mele dopo aver trattato la pianta?
    Se devi intervenire contro parassiti o malattie fungine (come afidi, ticchiolatura o oidio), aspetta sempre almeno 15 giorni dopo l'applicazione del trattamento prima di raccogliere i frutti. Questo intervallo di sicurezza garantisce che i residui chimici si degradino adeguatamente, rendendo le mele sicure per il consumo umano e preservando la qualità del raccolto.
  • Perché è importante coltivare varietà antiche di mele?
    Coltivare varietà antiche o locali è essenziale per preservare la biodiversità. L'uso esclusivo di poche varietà 'standard' commerciali rende le coltivazioni vulnerabili: un nuovo parassita o fungo potrebbe distruggere interi raccolti. Le vecchie varietà spesso mostrano maggiore resistenza naturale e offrono sapori unici. Mantenere questi esemplari garantisce una riserva genetica per adattarsi a future minacce fitosanitarie.

Scheda Tecnica

Malus domestica

Nome scientificoMalus domestica
FamigliaRosaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineAsia occidentale
EsposizionePieno sole
TerrenoMedio impasto, ben drenato, ricco di sostanza organica
IrrigazioneDa aprile a settembre, solo se il terreno è asciutto
FiorituraPrimavera (fiori bianchi o rosati)
AltezzaFino a 10m (varietà nane 1,5-2m, comuni 2-4m)
ConcimazioneStallatico maturo a fine inverno
PotaturaFormativa nei primi anni; di produzione a fine inverno (rimozione rami secchi/vigori)
MoltiplicazioneInnesto (marza su portainnesto specifico)
Malattie e parassitiTicchiolatura, oidio, afidi, monilia, mosca della frutta, rodilegno
Difficoltà di coltivazioneFacile (pianta rustica)

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