susine

Frutteto

Susino - Prunus domestica

Il susino è una pianta che produce un frutto molto apprezzato. Per questo motivo esso non dovrebbe mai mancare in un frutteto. Vediamo quali sono le tecniche migliori per la coltivazione del prunus domestica.

di Redazione

09 giugno 2016

Generalità

Prunus domestica è una pianta di origini incerte, si presume possa provenire dalle regioni del sud-est asiatico. Introdotta e coltivata anche in Europa da più di duemila anni. Il susino si divide in due gruppi distinti geograficamente l'un dall'altro: il susino europeo e il susino cino-giapponese. Il susino europeo ha foglie ovali di color verde scuro e piuttosto spesse con la pagina inferiore leggermente pelosa, i fiori, che spuntano prima delle foglie sono bianchi. I frutti, a parte qualche varietà sono generalmente ovaliformi con colore che varia dal giallo, verde, rosso e viola-blu. Spesso la polpa si stacca dal nocciolo ed è usata sia per il consumo fresco sia per l'essiccamento, è anche noto il loro potere lassativo e l'elevata quantità di zuccheri, che danno al frutto un ottimo valore nutritivo. Il susino cino-giapponese ha foglie lanceolate di color verde chiaro, molto sottili, i fiori sono bianchi e la fioritura avviene più precocemente rispetto al susino europeo. I frutti sono generalmente di forma tondeggiante, il colore varia dal giallo al rosso a blu-nero e sono coltivati esclusivamente per il consumo fresco.

Portainnesti

Solitamente è usato come portainnesti per il susino il mirabolano che dà alla pianta un notevole sviluppo e una buona longevità. La produttività è ottima e non ha particolari esigenze di terreno. Un'altro portainnesti è il susino San Giuliano che ha un'ottima affinità d'innesto, una buona produttività. Per le varietà di susino cino-giapponese, si usa come portainnesti anche il pesco che, ha buona affinità, rende la pianta molto produttiva, ma meno longeva. Altre portainnesti interessanti sono il franco, che si comporta molto bene e permette di avere piante sane e vigorose e il Pixy. A seconda del tipo di portainnesto scelto, si otterranno piante di altezze differenti e adatte a substrati con caratteristiche variabili.

Impollinazione

Le piante di susino europeo sono nella maggior parte dei casi autofertili, in ogni modo la presenza di diverse varietà ne aumenta notevolmente la produzione di frutti. Molte varietà cino-giapponesi sono invece autosterili, perciò spesso è necessario piantare due o più varietà in grado di fecondarsi reciprocamente, ovviamente è indispensabile che fioriscano nello stesso periodo. In molti casi i susini dopo la fioritura, producono più frutti di quelli che la pianta è in grado di portare a maturazione. Per ottenere un buona produzione è consigliato il diradamento dei frutticini.

Concimazione

Come per moltissime altre piante, anche per il susino si consiglia di usare concimi organici come il letame o lo stallatico durante il periodo di riposo vegetativo, mentre in primavera- estate, si possono usare concimi NPK, vale a dire a base di azoto, fosforo e potassio evitando di utilizzarli durante i periodi più caldi e siccitosi.

Malattie

I parassiti animali che più attaccano il susino sono in particolare gli afidi, che si sviluppano sull'estremità dei germogli. Possibili sono anche attacchi di cocciniglie che, se presenti in modo massiccio, posso causare un generale indebolimento della pianta con danni anche ai frutti. Un'altro parassita che provoca danni rilevanti è la tignola delle susine che depone le uova nelle foglie e nei frutti provocandone una precoce caduta. Patogeni di origine fungina cui il susino è soggetto è il corineo che produce delle macchie sulla foglia che necrotizzano i tessuti lasciandole bucherellate.

Forme di allevamento

A pieno vento

Il susino è un albero tipicamente a pieno vento (crescita naturale). È possibile formare la chioma su fusto medio a circa 120 cm, oppure ad alto fusto a circa 180-200 cm. Partendo da un pollone di un anno appena piantato, si dovrà subito tagliarlo all'altezza desiderata dopo di che, l'anno successivo, si conserveranno almeno tre rami che si dovranno accorciare a 20-25 cm dal punto di partenza, questi produrranno a loro volta altri rami che saranno anch'essi accorciati. Così facendo si irrobustirà il tronco e i rami che cresceranno in seguito saranno sufficienti per formare la chioma definitiva. In seguito si faranno solo interventi di diradamento interno della chioma e l'eliminazione di rami secchi o danneggiati.

A vaso nano

Per formare il vaso è necessario piantare un pollone di un anno e tagliarlo a 40-50 cm dal suolo. All'inizio del secondo anno si accorceranno a 30-40 cm almeno quattro rami vigorosi tenendoli lontani dal centro, che a loro volta daranno altri rami dei quali si conserveranno solo quelli esterni. Accorciare ancora anche questi rami in modo da irrobustire ulteriormente la pianta, dopo di che la crescita sarà lasciata libera praticando solo qualche potatura di sfoltimento eliminando i rami disordinati.

A palmetta o spalliera

Questo tipo di forma è molto utile nel caso in cui si voglia guarnire dei muri o delle recinzioni.In questo caso si dovrà piantare un pollone di un anno tagliato a 50 cm da terra e l'anno successivo conservare almeno quattro rami, disponendoli su due piani e ancorati ad un sostegno, che può essere un filo di ferro sostenuto da due paletti ai lati della pianta oppure ad un traliccio. Per questo tipo di forma è consigliato utilizzare varietà di basso o medio sviluppo.

Susino

Per la coltivazione del prunus domestica è bene rispettare alcune indicazioni sull'esposizione e il tipo di terreno; questa pianta è abbastanza rustica e resistente, tanto che nel periodo di riposo vegetativo può sopportare senza particolari danni temperature che possono arrivare anche a -15 °C. La messa a dimora di queste piante dovrebbe avvenire nel periodo autunnale, prima che le temperature si abbassino e ci sia il pericolo di gelate. Il terreno migliore per la coltivazione è quello piuttosto ricco di sostanze organiche, drenante e non troppo pesante, anche se, data la rusticità della pianta, il prunus domestica può crescere anche in terreno compatti con una percentuale elevata di argilla; fondamentale, però, è che il substrato non consenta la formazione di ristagni idrici che potrebbero provocare marciumi radicali. Questa varietà si adatta bene alle differenti condizioni ambientali e può resistere anche in ambienti caldi. L'esposizione, per avere un raccolto abbondante, deve essere in pieno sole. Può subire danni nel caso si presentino gelate tardive. Per le piante giovani è bene procedere con annaffiature costanti, soprattutto nei periodi più caldi dell'anno. La raccolta dei frutti cambia in base alla varietà coltivata; è possibile dire che essa va all'incirca da giugno a settembre.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra susino europeo e cino-giapponese?
    La distinzione principale risiede nell'aspetto fogliare e nell'utilizzo dei frutti. Il susino europeo presenta foglie ovali, verdi scuro e spesse, con frutti ovaliformi spesso usati per essiccazione e consumo fresco grazie alla polpa distaccabile dal nocciolo. Al contrario, il susino cino-giapponese ha foglie lanceolate, chiare e sottili, con fiori che sbocciano più precocemente. I suoi frutti sono tondeggianti e destinati quasi esclusivamente al consumo fresco. Inoltre, mentre i tipi europei sono spesso autofertili, molte varietà cino-giapponesi sono autosterili e richiedono impollinatori incrociati.
  • È necessario piantare più varietà di susino per avere frutti?
    Dipende dalla specie. Le piante di susino europeo sono nella maggior parte dei casi autofertili, quindi possono produrre frutti da sole, anche se la presenza di altre varietà nearby ne aumenta la resa. Al contrario, molte varietà di susino cino-giapponese sono autosterili: per ottenere la fruttificazione è obbligatorio piantare due o più varietà compatibili che fioriscano nello stesso periodo, in modo da permetterne l'impollinazione incrociata reciproca.
  • Quando e come si effettua la potatura del susino?
    La potatura dipende dalla forma di allevamento scelta (albero, vaso o palmetta). Nella fase iniziale, si taglia il pollone all'altezza desiderata (es. 120 cm per l'albero) e si selezionano i rami principali accorciandoli per irrobustire la struttura. Successivamente, la potatura si concentra sul mantenimento: consiste principalmente nel diradamento interno della chioma per favorire luce e aria, e nell'eliminazione dei rami secchi, danneggiati o disordinati. È inoltre consigliabile effettuare il diradamento dei frutticini dopo la fioritura per evitare che la pianta produca più frutti di quanto possa sostenere, garantendo così una qualità migliore.
  • Quali sono i nemici principali del susino e come riconoscerli?
    I parassiti animali più comuni sono gli afidi, che attaccano l'estremità dei germogli, e le cocciniglie, che in masse elevate indeboliscono la pianta e danneggiano i frutti. Un altro nemico rilevante è la tignola delle susine, le cui larve causano la caduta prematura di foglie e frutti. Tra le malattie fungine, il corineo è particolarmente pericoloso: si manifesta con macchie sulle foglie che portano alla necrosi dei tessuti, lasciando le foglie caratteristicamente 'bucherellate'. La prevenzione e trattamenti specifici tempestivi sono essenziali per contenere questi attacchi.
  • Quale terreno ed esposizione sono ideali per il susino?
    Il susino predilige un'esposizione in pieno sole per garantire raccolti abbondanti, pur adattandosi ad ambienti caldi. Per quanto riguarda il substrato, il terreno ideale è ricco di sostanza organica, ben drenante e non eccessivamente pesante. Tuttavia, la pianta è rustica e tollera anche terreni argillosi compatti, purché non vi siano ristagni idrici, che sono fatali poiché provocano marciumi radicali. La messa a dimora è consigliata in autunno, prima delle gelate, per permettere un buon attecchimento radicale.

Scheda Tecnica

Prunus domestica

Nome scientificoPrunus domestica
FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineSud-est asiatico / Europa
EsposizionePieno sole
TerrenoRicco, drenante, non compatto (evitare ristagni)
IrrigazioneCostante per le giovani piante, moderata per le adulte
FiorituraPrimavera (prima delle foglie per il tipo europeo)
AltezzaVariabile in base al portinnesto e forma di allevamento
ConcimazioneOrganica in riposo vegetativo; NPK in primavera-estate
PotaturaDi formazione (vaso, palmetta, ecc.) e di mantenimento (diradamento)
MoltiplicazioneInnesto (su portinnesti come Mirabolano, San Giuliano, Pesco)
Malattie e parassitiAfidi, cocciniglie, Tignola delle susine, Corineo (fungo)
Difficoltà di coltivazioneFacile (pianta rustica e resistente)