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I Crochi autunnali

L'autunno è il periodo di fioritura di una specie di fiori bellissima: i crochi. Vediamo insieme tutti i segreti riguardanti queste piante.

di Redazione

31 ottobre 2011

I Crochi autunnali

Chiunque ami i fiori e i giardini conosce i crochi, sono piccoli fiori a fioritura primaverile, diffusi anche allo stato selvatico nella nostra penisola, che spesso vengono posti a dimora anche nel tappeto erboso, per produrre un effetto più naturale nel prato; sono piante di coltivazione assai facile, che ben sopportano il gelo, e fioriscono ogni anno anche in condizioni di coltivazione non ideali. In effetti la fioritura delle tante specie di croco diffuse in coltivazione avviene in primavera, a volte nel tardo inverno, non appena le giornate cominciano ad allungarsi; e allora perchè nel mio prato sbocciano dei crochi anche in settembre e in ottobre? In realtà in Italia vengono chiamati comunemente crochi alcune specie di piccoli fiori dalle forme somiglianti tra di loro, ma che non appartengono al genere croco; spesso vengono confusi con i crochi, e coltivati come tali. Le specie di crochi-non-crochi più diffusi in Italia sono le Sternbergie, i Colchici e gli zephyranthes. Queste piante condividono molte caratteristiche, non solo di forma, con i veri crocus; la cosa che li differenzia in modo molto evidente è il periodo della fioritura, infatti le specie e varietà più diffuse di suddette piante producono i loro piccoli fiori a fine estate o in autunno.

La Sternbergia

Il nome è difficile anche da pronunciare, vengono confuse con i crochi, spesso chiamate anche crochi autunnali, o crochi gialli; la pianta è in effetti assai simile ad un croco, la specie Sternbergia lutea produce fiori decisamente simili a dei piccoli crochi, se non fosse per il fogliame che è più cospicuo, e più grande, e per la fioritura, che comincia in settembre e continua fino ai primi geli. Le Sternbergie non appartengono alla stessa famiglia dei crochi, bensì alle amaryllidacee; esistono circa cinque specie di questa pianta, dove la Sternbergia lutea è sicuramente la più diffusa in coltivazione. Oltre all'aspetto condividono con i crocus anche la facilità di coltivazione, infatti basta porle a dimora in autunno inoltrato o a fine inverno, in un buon terreno ben drenato, e in luogo soleggiato; queste piante hanno un periodo di riposo vegetativo che dura per tutta la bella stagione; verso la fine dell'estate, quando il clima si fa fresco e umido, cominciano a produrre le lunghe foglie arcuate, a nastro, di colore verde chiaro; alle foglie seguono i fiori, simili a crochi gialli, ma più allungati e alti; il fogliame rimane rigoglioso per tutto l'inverno; non temono il gelo. In genere si seguono soltanto il primo anno, annaffiando solo nel caso in cui il terreno rimanesse asciutto per svariati giorni; dal secondo anno in poi le sternbergie coltivate in piena terra vengono lasciate a se stesse, e vegetano senza problemi, tendendo a produrre sempre nuovi bulbilli, e ad allargarsi nelle zone incolte. Se abbiamo spazio possiamo lasciare le piante a dimora, in modo che aumentino di numero; se vogliamo invece contenerle, ogni due anni circa, in primavera, estirpiamo i bulbi e diradiamoli, gettando quelli piccoli o rovinati.

I Colchici

Detti anche gigli matti, o falsi crochi, i colchici sono diffusi in tutta Europa; hanno un bulbo di dimensioni medi, che produce un folto fogliame in primavera, lucido, ampio, allungato; il fogliame vegeta rigoglioso fino all'estate, e poi dissecca; quando le foglie sono ormai sparite, in tarda estate o in autunno, i colchici producono i fiori, che spuntano senza stelo direttamente dal terreno spoglio. I fiori ricordano nella forma i crocus, ma sono più ampi, o più lunghi, nei toni del bianco e del rosa; esistono svariate specie e varietà di colchico, alcune anche con fiori doppi e grandi. I colchici appartengono alla stessa famiglia dei gigli, e tutte le parti della pianta contengono colchicina, un alcaloide usato in medicina, fortemente tossico. Si coltivano in piena terra, in un substrato abbastanza ricco e ben drenato, in modo da evitare ristagni d'acqua. Amano posizioni soleggiate, e in genere non necessitano di cure; si pongono a dimora in tarda primavera o all'inizio dell'estate, per vedere i primi fiori già a fine estate. Le foglie primaverili vanno lasciate sviluppare indisturbate, in modo che la pianta possa immagazzinare sufficienti sostanze nutritive per la fioritura autunnale.

Gli zephyranthes

Anche gli zephyranthes, noti comunemente col nome di gigli della pioggia, appartengono alla famiglia delle amaryllidacee, come le sternbergie; questi bulbi, che producono fiori simili a crochi allargati,d ai colori vivaci, sono di origine americana, anche se molte specie sono ormai diffuse allo stato selvatico anche in altre zone del mondo. La particolarità di queste bulbose è che spesso sono sempreverdi, con un bel ciuffo di foglie nastriformi, di colore verde scuro; inoltre gli zephyranthes fioriscono ogni volta che, dopo un periodo di siccità, il clima diviene più umido. Questo evento in Italia avviene in autunno e in primavera, non è inusuale infatti che alcune specie di zephyranthes fioriscano due volte in un anno. Si pongono a dimora al sole o a mezz'ombra, in un buon terreno ricco e molto ben drenato; sopportano senza problemi la siccità, che se molto prolungata può causare la perdita di gran parte del fogliame. Non appena in autunno il clima diviene umido la pianta comincia a produrre i boccioli, che sbocciano per la gran parte dell'autunno. Non temono il gelo, e spesso la pianta perde il fogliame a causa della siccità estiva, e non a causa del freddo invernale.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra i veri crochi e i "crochi autunnali"?
    La distinzione fondamentale risiede nel periodo di fioritura e nella classificazione botanica. I veri crochi (genere Crocus) fioriscono in primavera, mentre le piante comunemente chiamate "crochi autunnali" in Italia appartengono ad altri generi come Sternbergia, Colchico e Zephyranthes. Questi ultimi sbocciano tra fine estate e autunno. Inoltre, i veri crochi fanno parte della famiglia delle Iridacee, mentre Sternbergie e Zephyranthes appartengono alle Amaryllidaceae e i Colchici alle Colchicaceae, presentando differenze morfologiche significative, specialmente nel ciclo fogliare.
  • Le Sternbergie richiedono cure particolari durante l'estate?
    No, le Sternbergie sono piante molto rustiche che entrano in un periodo di riposo vegetativo durante la bella stagione. Una volta piantate in autunno o fine inverno in terreno ben drenato e soleggiato, non necessitano di interventi estivi. È sufficiente annaffiare solo se il terreno rimane estremamente asciutto per molti giorni consecutivi. Dal secondo anno in poi, possono essere lasciate completamente a se stesse, sviluppandosi naturalmente e moltiplicandosi tramite bulbilli senza bisogno di concimazioni o potature specifiche.
  • Perché i Colchici fioriscono senza foglie e sono considerati tossici?
    I Colchici presentano un ciclo biologico unico: producono il fogliame lucido in primavera, che secca completamente prima della fioritura autunnale. I fiori spuntano quindi direttamente dal terreno nudo. Sono definiti "gigli matti" anche perché contengono colchicina, un alcaloide fortemente tossico presente in tutte le parti della pianta, utilizzato in ambito medico ma pericoloso se ingerito. Per questo motivo, è fondamentale maneggiarli con cura e tenerli fuori dalla portata di bambini e animali domestici, evitando qualsiasi contatto diretto con succhi o polveri vegetali.
  • Come funziona la fioritura degli Zephyranthes legata alla pioggia?
    Gli Zephyranthes, noti come "gigli della pioggia", hanno una fioritura stimolata dai cambiamenti climatici. Fioriscono tipicamente dopo un periodo di siccità seguito da piogge o umidità, evento comune in autunno e talvolta in primavera in Italia. Questa adattabilità permette loro di fiorire anche due volte l'anno. Sono piante quasi sempreverdi con foglie nastriformi verdi scuri. Tollerano bene la siccità estiva, che può causare la perdita temporanea del fogliame, ma non il gelo. Piantarle in pieno sole o mezz'ombra con terreno ben drenato garantisce la migliore risposta fiorale.
  • Quando è il momento giusto per dividere e trapiantare queste bulbose?
    Il periodo ideale per intervenire sulle bulbose autunnali varia leggermente in base alla specie. Per le Sternbergie, si consiglia di diradare i bulbilli ogni due anni circa, preferibilmente in primavera, eliminando quelli piccoli o danneggiati per contenere la diffusione. Per i Colchici e gli Zephyranthes, il trapianto o la divisione va effettuato in tarda primavera o inizio estate, subito dopo che il fogliame si è seccato o la pianta ha completato il suo ciclo attivo. Questo permette alle ferite di cicatrizzare prima della ripresa vegetativa e della successiva fioritura autunnale.

Scheda Tecnica

Sternbergia lutea, Colchicum spp., Zephyranthes spp.

Nome scientificoSternbergia lutea, Colchicum spp., Zephyranthes spp.
FamigliaAmaryllidaceae / Colchicaceae
Tipo di piantaBulbosa
OrigineEuropa, Asia, America
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoBen drenato, ricco, non umido
IrrigazioneModerata, solo se necessario; tollerano la siccità
FiorituraFine estate - Autunno (settembre-ottobre)
Altezza10-30 cm
ConcimazioneNon necessaria dopo il primo anno
PotaturaNessuna, rimuovere solo il secco
MoltiplicazioneDivisione dei bulbilli
Malattie e parassitiRaramente soggetta a malattie; attenzione alla colchicina (tossica)
Difficoltà di coltivazioneFacile