fertilizzante

Tecniche di giardinaggio

prodotti giardinaggio

Volete che le piante del vostro giardino siano sempre rigogliose e longeve? Se la risposta è positiva, come da ogni buon pollice verde, non avrete problemi se utilizzerete i prodotti giusti per loro.

di Redazione

15 febbraio 2013

I fertilizzanti

La somministrazione di prodotti fertilizzanti costituisce un passaggio obbligato per fare in modo che le vostre piante producano fioriture e fogliame sempre abbondante fornendo loro le sostanze nutritive necessarie per il corretto sviluppo. Questo genere di elementi viene oggi classificato secondo tre categorie principali: - i concimi, che arricchiscono il terreno con sostanze nutritive direttamente assorbibili dalla pianta; - gli ammendanti, meno ricchi di nutrienti e che migliorano le caratteristiche del suolo; - i correttivi che modificano il pH del terreno. Gli ammendanti disponibili sul mercato comprendono la torba, i letami, gli estratti umici e gli umati solubili fluidi o solidi, mentre i correttivi si differenziano a seconda del tipo di terreno dove possono essere utilizzati in composti del calcio per substrati acidi o in ammendanti ricchi di zolfo per terreni basici,. Per quanto riguarda i concimi la disponibilità è assai più ampia, comprendendo più sottocategorie e varietà. La distinzione principale va fatta fra quelli di origine organica e quelli chimici o sintetici, senz'altro meno preferibili ai primi per le loro possibili conseguenze dannose per la salute se usati in modo improprio. A differenza dei concimi chimici infatti, quelli organici, prodotti da un'attività biologica, contengono tutte le sostanze nutritive utilizzate dai microorganismi presenti sul terreno e pertanto consentono di fornire alla pianta gli indispensabili sali minerali come fosforo, potassio, magnesio e calcio, senza diminuirne la capacità vitale e impoverire il terreno. Numerosa è la varietà di concimi organici di cui possiamo disporre, a partire dal letame, liquami e terricciati vari per finire con il compost, di facile produzione a partire dagli scarti organici casalinghi (frutta, alimenti, ecc.) e da giardino (fiori, rami, erba).

I fitofarmaci

Con la denominazione di fitofarmaci s'intendono tutti quei prodotti, di sintesi o naturali, che possono essere utilizzati per combattere le principali avversità come le malattie infettive o i parassiti che minano la salute della pianta. A seconda della patologia a cui è interessata la specie possiamo suddividere tale categoria di prodotti in varie sottocategorie tra cui: gli acaricidi, utilizzati per combattere l'acaro o ragno rosso, un'aracnide che si sviluppa sulla pianta in condizioni di clima caldo e asciutto; gli insetticidi, il cui uso è indicato contro i comuni afidi, le cocciniglie, i bruchi di vario genere e altri minatori fogliari e senza dimenticare le formiche, che vivono in simbiosi con gli afidi da cui succhiano la melata residua e che trasportano questi insetti da una pianta all'altra allargando così l'infestazione; i fungicidi, che combattono l'oidio, malattia diffusa particolarmente fra le rose, la ruggine e vari marciumi radicali. La gamma di tutti questi fitofarmaci è molto ampia, così che si può introdurre un'ulteriore differenziazione in base al loro meccanismo d'azione; infatti, esistono sia insetticidi che fungicidi che, penetrando all'interno dei tessuti delle piante, hanno una durata abbastanza prolungata nel tempo ed altri che, rispettivamente, agiscono per contatto sterminando gli insetti o ricoprendo semplicemente la lamina fogliare. Nel caso degli insetticidi, inoltre, l'uso deve essere limitato solo ai casi di reale necessità quando le piante hanno subito danni significativi e non a fini preventivi, accorgimento che d'altra parte è possibile adottare per i fungicidi, al fine di evitare che spore rimaste sul terreno o fra le foglie cadute diffondano la malattia fungina con l'arrivo della bella stagione.

Gli erbicidi

Una categoria particolare di fitofarmaci è costituita dagli erbicidi, sostanze utilizzate per debellare la crescita delle erbe infestanti e il cui funzionamento avviene per assorbimento fogliare e conseguente trasporto del prodotto fino alle radici della pianta (negli erbicidi sistemici), oppure per azione diretta sui tessuti fogliari e sulle gemme. La classificazione degli erbicidi avviene a seconda del principio chimico attivo che li compone, che può essere ad azione totale oppure selettiva, oppure del genere di specie la cui infestazione sono in grado di contrastare e che possono essere a foglia larga (dicotiledoni) o a foglia stretta (monocotiledoni). La loro composizione chimica comprende sostanze sia organiche che inorganiche come l'acido solforico o il solfato di ferro le quali, mancando di proprietà selettive, agiscono solamente come sterilizzanti.

I fitoregolatori

Una categoria di prodotti per il giardinaggio non particolarmente conosciuta e diffusa è costituita dai fitoregolatori, sostanze chimiche dette anche "ormoni radicanti" che, usate in piccolissime dosi, servono a favorire lo sviluppo della pianta incoraggiando l'emissione di radici nelle talee dette "difficili" o un più abbondante radicamento in quelle cosidette normali. La composizione chimica dell'ormone da radicamento consiste di acidi particolari e auxina sintetica, mescolata in genere a semplice polvere di talco e in concentrazione differente a seconda che si preveda l'utilizzo in talee legnose od erbacee.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra concimi organici e chimici?
    I concimi organici derivano da attività biologica (come letame, compost o scarti vegetali) e forniscono nutrienti ai microorganismi del suolo, migliorandone la vitalità senza impoverirlo. Contengono sali minerali essenziali come fosforo, potassio, magnesio e calcio. Al contrario, i concimi chimici o sintetici sono meno preferibili perché, se usati impropriamente, possono avere conseguenze negative sulla salute e sull'ecosistema del terreno.
  • Quando è necessario utilizzare insetticidi e fungicidi?
    L'uso di insetticidi e fungicidi dovrebbe essere limitato ai casi di reale necessità, ovvero quando le piante subiscono danni significativi, e non a fini puramente preventivi. Gli insetticidi combattono afidi, cocciniglie e bruchi, mentre i fungicidi trattano oidio, ruggine e marciumi radicali. È importante distinguere tra prodotti sistemici (che penetrano nei tessuti) e quelli di contatto, scegliendo in base alla specifica patologia e al momento giusto per evitare resistenze o sprechi.
  • Cosa sono gli ammendanti e a cosa servono?
    Gli ammendanti sono prodotti meno ricchi di nutrienti rispetto ai concimi, il cui scopo principale è migliorare le caratteristiche fisiche e strutturali del suolo. Esempi comuni includono torba, letami, estratti umici e umati solubili. Si distinguono dai correttivi, che invece modificano specificamente il pH del terreno (ad esempio usando composti del calcio per terreni acidi o zolfo per quelli basici).
  • Come funzionano gli erbicidi sistemici?
    Gli erbicidi sistemici agiscono attraverso l'assorbimento fogliare della pianta infestante. Una volta assorbiti, vengono trasportati dall'alto verso il basso fino alle radici, garantendo una eliminazione completa della pianta. Esistono anche erbicidi di contatto che agiscono direttamente sui tessuti fogliari e sulle gemme. La scelta dipende dal fatto che si voglia agire su dicotiledoni o monocotiledoni e se serva un'azione totalizzante o selettiva.
  • A cosa servono i fitoregolatori o ormoni radicanti?
    I fitoregolatori, spesso chiamati ormoni radicanti, sono sostanze chimiche usate in piccolissime dosi per favorire lo sviluppo radicale delle piante. Sono particolarmente utili per stimolare l'emissione di radici nelle talee definite 'difficili' o per potenziare il radicamento in quelle normali. La loro composizione include generalmente acidi specifici e auxina sintetica, miscelata a polvere di talco, con concentrazioni variabili in base al tipo di talea (legnosa o erbacea).