Fiori zafferano

Aromatiche

Coltivare zafferano

Coltivare zafferano è una pratica utile per la cucina che ci regala anche fiori viola dall'aspetto molto bello.

di Redazione

06 dicembre 2016

Come prendersi cura della pianta di zafferano

Bisogna considerare prima di tutto che la parte commestibile della pianta, quella che andremo ad utilizzare in cucina, sono i 3 stimmi rossi all'interno del fiore. Il resto della pianta può essere semplicemente ornamentale, regalando foglie verdi e fiori di uno splendido colore viola. Si possono coltivare piante di zafferano anche nei vasi, andando a mettere più bulbi all'interno degli stessi, preferendo contenitori di dimensioni di almeno 40cm di diametro. È importante scegliere i bulbi sani, preferibilmente facendosi consigliare da un rivenditore specializzato, magari proprio da un vivaio. I bulbi sono delle dimensioni di circa 4cm di diametro. Una volta cresciuta la pianta di zafferano è abbastanza resistente e regala un prodotto ottimo per l'utilizzo culinario, una volta seccato e ridotto nella classica polverina per arricchire le pietanze.

Coltivare zafferano: le annaffiature

Per coltivare zafferano con successo non occorre irrigare troppo frequentemente. All'inizio del ciclo vitale delle piantine, ovviamente, l'apporto idrico non dovrà mai scarseggiare, cercando di mantenere costantemente umido il terreno dove coltiviamo lo zafferano. Man mano che la pianta cresce non occorrerà praticamente intervenire più. Prendendo a riferimento l'Italia centrale, per esempio, le piogge stagionali sono più che sufficienti per garantire l'acqua necessaria allo sviluppo e la crescita delle piante di zafferano. Soltanto nella stagione più calda, qualora vi siano lunghi periodi di siccità, può essere necessario bagnare la base delle piante, avendo cura di utilizzare un sistema idoneo come quello a goccia. In alternativa, per coltivazioni più piccole o nei vasi, possiamo semplicemente annaffiare la terra se è completamente asciutta e secca.

Concimazione e terreno

La scelta del terreno è di fondamentale importanza per la riuscita della coltivazione. La prima cosa da tenere in considerazione è il drenaggio. In pieno campo andremo a verificare che il terreno non sia troppo pesante, eventualmente aggiungendo della sabbia. Per la coltivazione delle piante di zafferano in vaso, invece, possiamo optare per la sistemazione dell'argilla espansa sullo strato inferiore del contenitore. In alternativa possiamo mettere dei sassolini, magari utilizzando una retina a maglie strette di nylon per evitare che si mischino al terriccio. Nell'orto la terra va preparata in anticipo, con una profonda operazione di zappatura e vangatura di almeno 40cm. Possiamo dunque procedere alla concimazione, prediligendo il letame maturo per un apporto organico ideale. Dopo la distribuzione ricopriremo tutto con la terra e aspetteremo il periodo per la semina dei bulbi, quando il terreno avrà assorbito le sostanze nutritive.

Esposizione, clima, malattie, raccolta

I fiori dello zafferano andranno raccolti prima possibile perché marciscono molto presto. Preleveremo da questi gli stimmi che verranno poi essiccati naturalmente e ridotti in polvere per l'utilizzo culinario, senza aggiunta di prodotti chimici. Il nostro zafferano sarà naturale e buonissimo. Si può coltivare lo zafferano nello stesso appezzamento di orto fino a 3 anni. Dopodiché è raccomandato evitare di ripetere la medesima coltivazione per almeno un quinquennio. La rotazione con i legumi è particolarmente indicata. Periodicamente procederemo ad interventi di sarchiatura del terreno, semplicemente rimuovendo le erbe infestanti. La pianta dello zafferano può tollerare un'esposizione prolungata al sole nelle stagioni caratterizzate da temperature di oltre 35°C. È molto resistente anche agli inverni rigidi, l'importante è che si evitino i ristagni idrici che potrebbero provocare pericolosi marciumi, provocando anche la morte della pianta. Bisognerà tenere lontani insetti e animali come i topi, cercando di evitare il più possibile i prodotti chimici.

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Domande frequenti

  • Come si raccolgono e conservano gli stimmi di zafferano?
    Gli stimmi rossi devono essere prelevati manualmente dai fiori immediatamente dopo la fioritura, poiché i fiori appassiscono rapidamente. Una volta estratti, vanno fatti essiccare naturalmente all'aria o in ambienti ventilati e ombreggiati per preservarne aroma e colore. Solo dopo l'essiccazione completa possono essere ridotti in polvere per l'uso culinario. Conservarli in recipienti ermetici al buio garantisce la durata delle proprietà aromatiche.
  • Si può coltivare lo zafferano in vaso?
    Sì, lo zafferano si adatta bene alla coltivazione in vaso. Si consiglia di usare contenitori larghi almeno 40 cm di diametro per ospitare più bulbi. È fondamentale creare un ottimo strato drenante sul fondo usando argilla espansa o sassolini separati dal terriccio da una rete. Questo evita il ristagno idrico, principale causa di marcescenza dei bulbi, garantendo una fioritura sana e abbondante anche in balcone o terrazzo.
  • Quanto spesso bisogna innaffiare lo zafferano?
    Le annaffiature devono essere moderate. Sono essenziali solo all'inizio del ciclo vegetativo per mantenere il terreno costantemente umido. Successivamente, la pianta richiede poca acqua; nelle zone con piogge stagionali regolari, l'irrigazione artificiale potrebbe non servire affatto. Intervieni solo durante lunghi periodi di siccità estiva, bagnando la base delle piante, preferibilmente con sistemi a goccia per non inzuppare il terreno.
  • Qual è il terreno migliore per lo zafferano?
    Lo zafferano necessita di terreni sciolti, leggeri e soprattutto ben drenati. Terreni pesanti o argillosi vanno migliorati aggiungendo sabbia per favorire il deflusso dell'acqua. Prima della messa a dimora dei bulbi, è utile preparare il suolo con una vangatura profonda (almeno 40 cm) e incorporare letame maturo per fornire nutrienti organici. L'importante è evitare qualsiasi accumulo di acqua stagnante intorno ai bulbi.
  • Dopo quanti anni bisogna cambiare la posizione di coltivazione?
    È consigliato coltivare lo zafferano nello stesso appezzamento per un massimo di tre anni consecutivi. Trascorso questo periodo, è opportuno interrompere la coltura per almeno cinque anni, effettuando una rotazione con altre piante, come i legumi. Questa pausa permette al terreno di recuperare le sostanze nutritive e riduce il rischio di accumulo di patogeni specifici, assicurando la salute e la produttività futura dei bulbi.

Scheda Tecnica

Crocus sativus

Nome scientificoCrocus sativus
FamigliaIridaceae
Tipo di piantaGeofita bulbosa
OrigineAsia Minore / Vicino Oriente
EsposizionePieno sole
TerrenoSciolto, ben drenato, ricco di sostanza organica
IrrigazioneModerata, essenziale solo in fase iniziale e durante siccità estiva
FiorituraAutunnale (ottobre-novembre)
Altezza15-20 cm
ConcimazioneLetame maturo in autunno/inverno, prima della messa a dimora
PotaturaNessuna richiesta specifica; rimuovere foglie secche dopo la dormienza
MoltiplicazioneDivisione dei bulbilli (bulbetti) in estate-autunno
Malattie e parassitiMarciumi radicali da ristagno idrico, roditori (topi), afidi rari
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede attenzione al drenaggio e tempistica raccolta)

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