Piantine di zafferano

Aromatiche

Zafferano coltivazione

Zafferano coltivazione: la coltivazione dello zafferano può essere effettuata sia nell'orto che in vaso. E' una spezia con proprietà curative e molto ricercata in cucina.

di Redazione

04 novembre 2016

Quanto annaffiare lo zafferano

La pianta di zafferano è resistente sia alle basse che alle alte temperature, si adatta bene al clima mediterraneo ma non sopporta l'eccessiva piovosità.Di conseguenza quando viene coltivata nell'orto o in vaso è necessario non bagnarla eccessivamente, perché le annaffiature frequenti potrebbero far marcire i bulbi. Questi normalmente vengono piantati nel periodo estivo e cominciano ad essere annaffiati a partire da settembre per consentire la crescita delle foglie e la fioritura. Nei mesi invernali l'irrigazione viene diradata, con l'unica accortezza di non far seccare il terreno, mentre in primavera riprende. Per quanto riguarda la quantità d'acqua da dare, se le piante sono esposte alla pioggia questa dovrebbe essere sufficiente per il loro fabbisogno. Se invece sono in un luogo riparato bisogna ricordare di non dare troppa acqua.

Come coltivare e come prendersi cura dello zafferano

Il terreno ideale per la crescita dello zafferano deve essere ben drenato e sabbioso, in posizione soleggiata. Per le coltivazioni nell'orto, i bulbi si mettono nel terreno ad agosto, a una profondità di circa 10 centimetri e ad altrettanta distanza l'uno dall'altro. Se la coltivazione dello zafferano avviene in vaso, in ognuno si dispongono 4 o 5 bulbi. Il vaso deve essere alto almeno 15 cm e avere un diametro di circa 18-20, il fondo deve consentire la facile fuoriuscita dell'acqua.La fioritura avviene entro fine ottobre mentre a partire dal mese di giugno successivo la pianta va in riposo vegetativo: le foglie si seccano e le piante devono essere estratte dal suolo, i nuovi bulbi che si sono formati vengono separati da quelli vecchi e sistemati in sacchetti per proteggerli dall'umidità. In settembre vengono a loro volta messi nel terreno per dare vita a nuove piante.La raccolta dei fiori avviene tra ottobre e novembre: l'ideale è farla la mattina presto, quando le corolle sono ancora chiuse. La separazione dei pistilli viene fatta a mano, aprendo il fiore e spezzando il filo che unisce i pistilli stessi.

Come concimare lo zafferano

Affinchè la produttività delle piantine di zafferano sia ottimale, il terreno dell'orto deve essere adeguatamente preparato e concimato. Se da un lato è stato verificato che i concimi chimici non hanno particolari effetti benefici sulla produttività delle piante, risultati ben più positivi si ottengono usando concimi organici, in particolare letame molto maturo mescolato con foglie e ridotto in terriccio. La quantità ideale per la coltivazione dello zafferano è di circa 3 kg di concime ogni metro quadro. Il concime deve essere distribuito nel periodo precedente alla messa nel terreno dei bulbi. Generalmente, per gli appezzamenti di modeste dimensioni, si procede interrando il letame con una vanga e un rastrello, che frantumano le zolle di terreno più grandi e lo mescolano al concime stesso.

Esposizione, malattie e possibili rimedi

Lo zafferano è una pianta molto resistente che ama particolarmente il sole: se coltivato in zone nebbiose o con alti tassi di umidità la sua crescita può venirne compromessa.Per quanto riguarda le malattie, lo zafferano è soggetto ad attacchi da parte di funghi che ne causano il marciume. I patogeni fungini sono molteplici, quello che causa i danni maggiori è il Rhizoctonia violacea. Una pianta colpita da questo fungo presenta una muffa bluastra che si diffonde velocemente da un bulbo all'altro, causando la formazione di piccole verruche violacee. É il cosiddetto "mal vinato": se un bulbo viene colpito deve essere estratto dal terreno per separarlo dagli altri. Anche nel caso di "fumaggine", malattia che si presenta con la presenza di placche nere sul bulbo, la soluzione migliore è l'estrazione del bulbo e l'allontanamento immediato dagli altri.

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Domande frequenti

  • Quando e come si piantano i bulbi di zafferano?
    I bulbi di zafferano vanno interrati generalmente ad agosto-settembre, in terreni ben drenati e soleggiati. La profondità ideale è di circa 10 centimetri, mantenendo una distanza di 10 centimetri tra un bulbo e l'altro. Se coltivi in vaso, usa contenitori alti almeno 15 cm e larghi 18-20 cm, inserendo 4-5 bulbi per vaso assicurandoti che il fondo abbia fori di drenaggio efficaci per evitare il ristagno idrico.
  • Come si raccolgono e lavorano gli stimmi per ottenere lo zafferano?
    La raccolta avviene tra ottobre e novembre, preferibilmente la mattina presto quando i fiori sono ancora chiusi. È fondamentale estrarre delicatamente i fiori e separare manualmente i tre stimmi rossi (pistilli) dalla parte bianca del fiore. Questa operazione richiede precisione per non contaminare la spezia. Gli stimmi raccolti devono poi essere essiccati rapidamente per preservare aroma, colore e proprietà, oppure utilizzati freschi se previsti dalle ricette specifiche.
  • Quali cure richiedono le annaffiature dello zafferano?
    Lo zafferano teme eccessivamente l'umidità stagnante. Le irrigazioni iniziano a settembre per favorire la crescita fogliare e la fioritura. Durante l'inverno, le annaffiature vanno diradate, limitandosi a mantenere il terreno leggermente umido senza mai bagnarlo eccessivamente. In primavera, con la ripresa vegetativa, si ricomincia a innaffiare regolarmente. Se la pianta riceve piogge naturali sufficienti, spesso non serve integrare con acqua artificiale, specialmente se il terreno è ben drenato.
  • Come prevenire e trattare il mal vinato e altre malattie fungine?
    Il nemico principale è il fungo Rhizoctonia violacea, che causa il 'mal vinato', riconoscibile da muffe bluastre e verruche violacee sui bulbi. Altre patologie includono la fumaggine (placche nere). Non esistono trattamenti chimici efficaci una volta contratta l'infezione: la misura preventiva e curativa consiste nell'estrarre immediatamente i bulbi infetti e distruggerli lontano dal giardino. È cruciale usare bulbi sani, terreni ben drenati ed evitare concimi chimici che non migliorano la salute della pianta rispetto all'organico.

Scheda Tecnica

FamigliaIridaceae
Tipo di piantaGeofita bulbosa
OrigineAsia Minore / Mediterraneo orientale
EsposizionePieno sole, preferibilmente riparata da venti forti
TerrenoBen drenato, sabbioso, leggero e calcareo
IrrigazioneModerata; evitare ristagni idrici che causano marciume
FiorituraAutunnale (ottobre-novembre)
Altezza15-25 cm
ConcimazioneOrganica (letame maturo) prima della messa a dimora
PotaturaNon necessaria; rimuovere foglie secche dopo la dormienza
MoltiplicazioneDivisione dei bulbilli (bulbetti) durante il riposo vegetativo
Malattie e parassitiMarciumi radicali (es. Rhizoctonia violacea), fumaggine, lumache
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede buon drenaggio e attenzione all'umidità)

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