Rosmarino secco

Aromatiche

Rosmarino secco

In dubbio tra rosmarino secco e rosmarino fresco? Ecco le 3 ragioni per cui bisognerebbe preferire quello essiccato.

di Redazione

05 gennaio 2017

Differenze tra secco e fresco

Il rosmarino secco presenta diversi vantaggi, sia di tipo pratico che di tipo nutrizionale, rispetto a quello fresco. E se da un lato la praticità di un alimento conservato va spesso a contrapporsi alla genuinità di uno fresco, dall'altro per quanto riguarda il rosmarino il consumatore non è tenuto a scegliere tra queste due "virtù" della spezia. Oltre ai benefici pratici che il rosmarino secco condivide con altri alimenti conservati, infatti, quest'erba aromatica ne possiede, nella sua forma essiccata, di nutrizionali. E li possiede in quantità e qualità da fare tranquillamente invidia a qualsiasi spezia fresca. Più in dettaglio, vedremo che vi sono almeno 3 ragioni per le quali bisognerebbe preferirlo nella sua versione essiccata. In questa breve guida avremo modo di esaminarle.

Concervazione

Il rosmarino secco, a differenza di quello fresco, non necessita di alcuna cura. L’unica accortezza che è necessario avere è quella di tenerlo chiuso all'interno di un recipiente isolandolo dall'aria. Se non si fa così, infatti, esso potrebbe assorbire acqua dall'aria che lo circonda, reidratandosi e perdendo così la sua capacità di conservarsi a lungo. Il processo di essiccamento, infatti, funziona proprio in virtù del potere disidratante che esercita sull'erba aromatica. Una volta che questo viene meno, essa non può più essere conservata. Decidendo invece di preferire il rosmarino fresco, sotto-forma quindi di pianta, bisognerà continuamente prendersene cura. Per non parlare poi dell’ingombro: una pianta di rosmarino, infatti, nel suo periodo di massimo sviluppo può anche raggiungere i due metri di altezza. L'ingombro è decisamente notevole.

Condizioni

Il rosmarino secco, come del resto tutte le spezie essiccate, si conserva più a lungo. Come già detto, infatti, il processo di essiccamento implica la disidratazione della spezia. Una volta che l’alimento è stato privato dell’acqua in esso contenuta vengono meno le condizioni favorevoli alla proliferazione di muffe e batteri, in quanto i microrganismi proliferano in ambienti ricchi di acqua. Sia ben chiaro però che una spezia, fresca o conservata che sia, questi microrganismi li contiene. La loro presenza non costituisce un problema per la salute del consumatore finché il loro numero è contenuto. In quest'ottica, il vantaggio che il rosmarino essiccato ha su quello fresco in termini di praticità, sta nel fatto che la proliferazione dei microrganismi patogeni viene enormemente rallentata dalla disidratazione. Ed è proprio per questo che una spezia fresca deve necessariamente essere consumata più in fretta di quanto i microrganismi non si riproducono.

Principi nutritivi

Il rosmarino secco, e questo è il suo vero punto forte, è uno dei pochissimi alimenti che non perdono le sue proprietà nutrizionali a seguito del processo di essiccamento. La maggior parte dei cibi infatti, per quanto conservi buona parte delle sue sostanze nutritive, a seguito dell’essiccamento perde alcune vitamine, in particolare la vitamina C (acido ascorbico). Questo non è il caso del rosmarino essiccato, che, nutrizionalmente parlando, rimane praticamente identico (o quasi) alla sua controparte fresca. Questo suo lato positivo è di particolare interesse per persone che sono abituate a consumare cotti altri alimenti fonte di vitamina C (per esempio pomodori o peperoni). La vitamina C è infatti termosensibile (viene cioè distrutta dal calore), pertanto se da un lato gli amanti dei cibi ben cotti dovrebbero preferire cibi fonti di vitamina C freschi, il rosmarino fa eccezione. Diventa dunque possibile, limitatamente a quest’erba aromatica, coniugare i vantaggi di praticità a quelli nutrizionali.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono i principali vantaggi nutrizionali del rosmarino secco rispetto a quello fresco?
    Il rosmarino essiccato rappresenta un'eccezione positiva tra le erbe aromatiche perché mantiene pressoché intatte le sue proprietà nutrizionali durante il processo di disidratazione. A differenza di molti altri vegetali che perdono significative quantità di vitamina C (termosensibile) quando vengono cotti o essiccati, il rosmarino secco conserva livelli simili a quelli della pianta fresca. Questo lo rende ideale per chi consuma spesso cibi cotti ad alte temperature, permettendo di integrare nutrienti essenziali senza subire le perdite tipiche della cottura di altre verdure ricche di acido ascorbico.
  • Come si conserva correttamente il rosmarino secco per mantenerne le proprietà?
    La conservazione del rosmarino secco richiede principalmente l'allontanamento dall'umidità ambientale. È fondamentale riporlo in recipienti ermetici e chiusi, poiché l'esposizione all'aria può causare il riassorbimento di umidità da parte delle foglie. Questa reidratazione comprometterebbe il processo di essiccazione iniziale, favorendo la proliferazione di muffe e batteri e riducendo drasticamente la shelf-life del prodotto. Mantenendolo asciutto e al riparo dall'aria, il rosmarino secco garantisce una conservazione molto più lunga e sicura rispetto alla variante fresca, che richiede cure costanti e consumo rapido.
  • Perché il rosmarino secco è considerato più pratico rispetto alla pianta fresca?
    La praticità deriva dalla totale assenza di necessità di manutenzione dopo la raccolta. Mentre la pianta fresca richiede spazio considerevole (può raggiungere i due metri di altezza), cure continue e consumo immediato per evitare il deterioramento, il rosmarino secco è pronto all'uso immediato. Non occupa spazio vitale in giardino o balcone e non teme il deperimento veloce. Inoltre, la disidratazione rallenta enormemente la riproduzione dei microrganismi patogeni, eliminando la preoccupazione di dover consumarlo entro pochi giorni come avviene per le foglie appena raccolte.
  • Esiste un rischio sanitario legato ai microrganismi nel rosmarino fresco?
    Sì, il rosmarino fresco, come tutte le piante vive, ospita naturalmente microrganismi. Sebbene la loro presenza sia solitamente innocua finché i numeri sono bassi, l'ambiente ricco d'acqua della pianta fresca favorisce la rapida proliferazione di batteri e muffe. Questo impone un consumo tempestivo. Al contrario, l'essiccamento rimuove l'acqua necessaria alla vita microbica, bloccando efficacemente la crescita di eventuali patogeni. Pertanto, il rosmarino secco offre una sicurezza igienica superiore nel tempo, rendendolo adatto a scorte domestiche lunghe senza rischi sanitari legati al deterioramento biologico.

Scheda Tecnica

Salvia rosmarinus (ex Rosmarinus officinalis)

Nome scientificoSalvia rosmarinus (ex Rosmarinus officinalis)
FamigliaLamiaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde aromatico
OrigineMediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoSciolto, drenante, calcareo, povero
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate (gennaio-luglio)
AltezzaFino a 2 metri
ConcimazioneLeggera, primavera, concime organico o specifico per agrumi/arbusti
PotaturaDopo la fioritura, eliminare rami secchi o legnosi
MoltiplicazioneSemina, talea, margotta
Malattie e parassitiCocciniglie, afidi, marciume radicale da eccesso d'acqua
Difficoltà di coltivazioneFacile

Potrebbe interessarti anche