Celosia argentea

Piante da Giardino

Celosia argentea

La celosia argentea è una pianta ricca di colore, piacevole da coltivare in giardino o in appartamento, capace di regalare grandi fioriture

di Redazione

19 giugno 2018

Celosia argentea

Le piante del genere Celosia, provenienti dalle regioni tropicali del centro America, dell’Africa e dell’Asia, sono erbacee, ovvero prive di fusto legnoso (nonwoody), perenni, ma generalmente coltivate come annuali a scopo ornamentale e, in taluni casi, anche alimentare. Fanno parte delle Amaranthaceae, famiglia che comprende circa centosettantacinque generi e oltre duemilacinquecento. Secondo quanto riportato dal ‘Glossaire de botanique, ou, Dictionnaire étymologique de tous les noms et termes relatifs à cette science’ scritto da Alexandre Etienne Guillaume barone di Théis e pubblicato a Parigi nel 1810, il nome Celosia deriva dal greco κήλεος, kéleos ovvero bruciato. Le tinte e la peculiare forma delle infiorescenze, sono spettacolari e spesso enfatizzate durante le selezioni. Nel linguaggio dei fiori, queste piante simboleggiano l’immortalità e il protrarsi nel tempo di un sentimento. Il portamento della Celosia è eretto e compatto, l’apparato sotterraneo, formato dalle radici, modesto. Le foglie, alterne, non presentano stipole ovvero appendici disposte in modo simmetrico alla base del picciolo, la struttura che sostiene la foglia; il colore varia dal verde scuro al verde acido.

Specie e varierà di Celosia

La Celosia argentea, originaria dell’Asia tropicale, ha prodotto diverse varietà per questo motivo è una specie molto conosciuta. Detta anche Amaranto bianco, possiede una struttura a forma di piramide e fiori di colore bianco argenteo o madreperlaceo. Le foglie, in generale grandi e allungate, ovali o lanceolate, hanno nervature evidenti e sono, al tatto, piuttosto ruvide. L’altezza è variabile, in media si aggira intorno ai 40 centimetri. La Celosia argentea cristata, che viene citata tra le piante coltivate in Egitto durante il periodo tolemaico (dal 332 a. C. - al 30 a.C.), sembra essere stata introdotta in Europa, precisamente in Francia, intorno alla metà del Cinquecento. Può raggiungere i 30 centimetri di altezza; le infiorescenze, larghe dai 10 ai 12 centimetri, sono formate da fiori di colore rosso vivo o giallo inseriti su una rachide centrale. Il termine cristata significa dotata di cresta; per questa caratteristica, che ricorda l’appendice carnosa dal margine frastagliato presente sulla testa del gallus, viene comunemente detta cresta di gallo, cockcomb o crete de coq. Usata prevalentemente a scopo ornamentale, in alcune zone dell’Africa occidentale, in Nigeria in particolare, e del sud est asiatico, viene utilizzata come contorno nella preparazione di piatti locali poichè le foglie e i germogli dei fiori sono commestibili. Ma non solo. Sembra che studi americani abbiano riconosciuto a questa pianta delle proprietà curative; nella medicina tradizionale cinese, TCM, ad esempio, i piccoli semi, neri e tondeggianti, vengano usati, nei casi di ipertensione, di problemi alla vista e di prurito agli occhi. La specie Celosia argentea plumosa, denominata anche amaranto piumoso, è molto ramificata; l'altezza varia dai 40 ai 60 centimetri, nelle varietà nane dai 20 ai 30 centimetri. Poichè i fiori essicati non perdono il colore, viene spesso utilizzata per preparare composizioni o, più in generale, a scopo decorativo. La Celosia argentea è raffigurata anche nei quadri del pittore fiammingo Jan Brueghel il Vecchio (1568 – 1625) ed in sette diversi francobolli, tre emessi dal Giappone (due il 3 settembre 2013 - fiori di stagione, 7° serie ed uno il 5 settembre 2014 denominato Cream Bear and Celosia argentea – serie saluti autunno 2014), uno dalla Repubblica Popolare del Congo (10 febbraio 1971), uno dal Camerun (17 marzo 1975), due dalla Corea del Nord (uno il 12 marzo 1987 serie farfalle e fiori e uno il 15 aprile 2013 tirato in 50000 esemplari e raffigurante un cockcomb rosso). La Celosia necessita di sole, di luce, ma teme il vento e non resiste a temperature inferiori ai 10-15° C. La temperatura ottimale si aggira intorno a 20-23°C; oltre i 40° C la pianta soffre.

Fioritura celosia

Nelle zone caratterizzate da clima temperato può essere utilizzata per creare bordure o per ornare giardini rocciosi, in quelle contraddistinte da clima rigido va collocata indoor. Nel caso di coltura in vaso, sul fondo del recipiente devono essere posti dei cocci e della ghiaia per evitare eventuali ristagni di acqua. Circa la collocazione all’interno di un locale, occorre tener presente che i raggi del sole filtrati dai vetri potrebbero, soprattutto in estate, bruciare la foglie della pianta. Adatta anche come fiore reciso, viene talvolta aggiunta nei bouquet nuziali. Per la maggior parte delle specie, la fioritura inizia verso la fine della primavera e può proseguire fino all'autunno inoltrato; in genere è particolarmente abbondante nel periodo compreso tra maggio e agosto. La cimatura degli apici vegetativi favorisce la ramificazione della pianta e quindi una maggiore produzione di fiori. Gli steli appassiti devono essere a mano a mano tolti per consentire la crescita di nuovi fusti erbacei.

Terreno, concimazione e propagazione Celosia

Il terreno ideale è fertile, torboso, quindi ricco di sostanze organiche, misto a sabbia, umido e privo di ristagni idrici; un ph troppo alto potrebbe causare la clorosi fogliare dovuta a carenza di ferro. Se la pianta è coltivata in piena terra, le irrigazioni devono essere saltuarie nei mesi vegetativi, ovvero da aprile a ottobre; se in vaso, occorrono annaffiature regolari da marzo a ottobre. In entrambe i casi eccessi di acqua potrebbero far marcire le radici. Durante la stagione calda è importante la quotidiana e mattutina nebulizzazione delle foglie. Poiché la Celosia può essere soggetta ad attacchi batterici, l’acqua utilizzata deve essere sempre fresca, pulita ed arricchita con una goccia di clorochina La concimazione, che assicura una buona crescita della pianta, varia in funzione dello stadio di fioritura; quando i fiori cominciano a sbocciare questa operazione diventa più frequente ovvero deve essere fatta anziché una volta la mese, ogni due settimane. A tale scopo può essere usato un fertilizzante, contenente tre parti di azoto, due di potassio e una di fosforo, da diluire nell’acqua utilizzata per l’annaffiatura. E’ comunque adatto anche un concime granulare e lento rilascio da utilizzare ogni due mesi. La propagazione della pianta avviene per semina e ciò potrebbe dar luogo a giovani piante di Celosia diverse da quella madre. A febbraio, in una cassetta posta in un ambiente parzialmente ombreggiato e con una temperatura costante di circa 20°C, si colloca del terriccio umido e si pongono, a circa 2 mm di profondità, i semi neri e lucidi, prodotti dalle infiorescenze. Quando cominciano a spuntare i germogli, il contenitore deve essere spostato alla luce, ma non al sole diretto. Le piantine possono essere trapiantate in vaso quando raggiungono un'altezza di circa 5-10 cm o in giardino quando arrivano 15-20 centimetri. Nel caso di messa a dimora esterna, le giovani piante, dato lo sviluppo anche orizzontale, devono essere ben distanziate per assicurare una crescita ottimale. In entrambe i casi primi fiori iniziano a fiorire dopo sei settimane. La Celosia non necessita di particolari cure tuttavia periodicamente vanno eliminate, quando presenti, eventuali erbacce e piante infestanti. Se la pianta comincia ad appassire o cresce con difficoltà, potrebbe essere stata annaffiata in modo eccessivo, concimata in modo irregolare oppure esposta a correnti d'aria fredda. Nel caso di terreno inzuppato d’acqua, controllare tempestivamente le radici della pianta e togliere quelle marce. Se necessario, procedere al rinvaso della pianta.

Malattie Celosia

Le malattie della Celosia possono essere causate da funghi o da parassiti. Pericoloso il Rhizoctonia solani, un fungo che si sviluppa generalmente negli strati superiori del terreno dove può sopravvivere per diversi anni; si diffonde rapidamente quando la temperatura è intorno ai 20° C. Genera marciume basale che provoca nanismo, fa deperire la parte aerea ed infine causa la decomposizione dei tessuti del colletto e della radice. Anche Verticillium dahliae è un fungo; colpisce soprattutto le piante erbacee inibendone la crescita, creando giallumi e provocando il ripiegamento delle foglie. La Muffa grigia causata da Botrytis cinerea, fungo polifago, viene contrastata anche riducendo l’umidità. Tra gli organismi che possono attaccare la Celosia: il Tripide occidentale dei fiori (Frankliniella occidentalis), insetto di piccole dimensioni molto dannoso che provoca lo scolorimento dell’infiorescenza; il Tetranycus urticae, o ragnetto rosso, minuscolo acaro polifago che sottrae linfa alla pianta; le Minatrici, larve che infestano le foglie provocandone l’ingiallimento e successivamente il deperimento. La presenza di macchioline bianche sia sulle foglie che sui fusti in genere rivela la presenza di afidi, detti anche pidocchi o gorgoglioni, che possono far morire la pianta poiché le tolgono il nutrimento. In tutti i casi di malattia, l’intervento deve essere tempestivo ed appropriato, ovvero messo a punto utilizzando specifici prodotti in genere composti chimici.

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Domande frequenti

  • Come devo innaffiare la Celosia per evitarne il deperimento?
    La Celosia teme fortemente i ristagni idrici che possono causare il marciume radicale. Se coltivata in piena terra, le irrigazioni devono essere saltuarie durante i mesi vegetativi (aprile-ottobre). In vaso, invece, occorrono annaffiature regolari nello stesso periodo, assicurandosi sempre che il sottovaso sia vuoto. È fondamentale utilizzare acqua fresca e pulita; per prevenire attacchi batterici, si consiglia di aggiungere una goccia di clorochina all'acqua. Inoltre, durante la stagione calda, è benefica la nebulizzazione mattutina delle foglie per mantenere un'adeguata umidità ambientale senza bagnare eccessivamente il substrato.
  • Quali sono le principali varietà di Celosia argentea e come si distinguono?
    Esistono tre gruppi principali derivati da Celosia argentea. La varietà 'cristata', nota come 'cresta di gallo', presenta infiorescenze rosse o gialle a forma di cresta frastagliata carnosa, alta circa 30 cm. La varietà 'plumosa', o 'amaranto piumoso', è molto ramificata con fiori piumosi, alta 40-60 cm (20-30 cm nelle forme nane), e i suoi fiori secchi mantengono il colore, ideali per composizioni decorative. Infine, la forma tipica 'argentea' ha fiori bianchi argentei o madreperlacei, portamento piramidale e foglie grandi, ovali e ruvide al tatto, raggiungendo mediamente i 40 cm di altezza.
  • Quando e come si effettua la semina della Celosia?
    La moltiplicazione avviene per semina, preferibilmente a febbraio. Si utilizzano cassette con terriccio umido, mantenute in ambiente parzialmente ombreggiato a circa 20°C. I semi neri e lucidi vanno posizionati a circa 2 mm di profondità. Una volta spuntati i germogli, il contenitore va spostato alla luce, evitando però il sole diretto. Le piantine possono essere trapiantate in vaso quando raggiungono i 5-10 cm di altezza, mentre in giardino si procede quando arrivano a 15-20 cm. È importante distanziare bene le piante in esterno per permettere lo sviluppo orizzontale. I primi fiori appariranno dopo circa sei settimane dalla germinazione.
  • Come posso prolungare la fioritura della Celosia?
    Per incentivare una fioritura abbondante e duratura fino all'autunno, è essenziale intervenire con la cimatura. Eliminando gli apici vegetativi si stimola la pianta a produrre nuove ramificazioni laterali, aumentando così il numero di fiori. Inoltre, bisogna rimuovere tempestivamente gli steli appassiti: questo evita che la pianta sprechi energie per la produzione di semi e favorisce la nascita di nuovi fusti erbacei. Un'attenzione costante alla concimazione, aumentandola a ogni due settimane durante la fase di sbocciatura con un fertilizzante specifico, supporta ulteriormente questa vigorosa produzione floreale.
  • Quali malattie e parassiti colpiscono più frequentemente la Celosia?
    La Celosia è suscettibile a diverse minacce. I funghi rappresentano un rischio serio: il Rhizoctonia solani causa marciume basale e nanismo, specialmente a 20°C, mentre il Verticillium dahliae inibisce la crescita causando ingiallimenti. La muffa grigia (Botrytis cinerea) è favorita dall'eccessiva umidità. Tra gli insetti, il tripide occidentale scolorisce le infiorescenze, il ragnetto rosso sottrae linfa, le minatrici degradano le foglie e gli afidi, riconoscibili dalle macchie bianche, possono uccidere la pianta privandola di nutrimento. In caso di attacco, è cruciale un intervento tempestivo con prodotti specifici adeguati al patogeno identificato.

Scheda Tecnica

Celosia argentea

Nome scientificoCelosia argentea
FamigliaAmaranthaceae
Tipo di piantaErbacea annuale (coltivata come tale)
OrigineRegioni tropicali di Asia, Africa e America Centrale
EsposizionePieno sole, luce intensa; teme il vento forte
Temperatura minima10-15°C (sopra i 40°C soffre)
TerrenoFertile, torboso, misto a sabbia, drenante, pH neutro/sub-acido
IrrigazioneRegolare in vaso, saltuaria in piena terra; evitare ristagni
FiorituraDa tarda primavera a autunno inoltrato (picco maggio-agosto)
AltezzaVariabile: 20-60 cm a seconda della varietà (argentea, cristata, plumosa)
ConcimazioneOgni 15 giorni con fertilizzante liquido (N-P-K 3:2:1) o granulare lento rilascio ogni 2 mesi
PotaturaCimatura degli apici per favorire la ramificazione; rimozione fiori appassiti
MoltiplicazioneSemina (febbraio-marzo), trapianto a 5-10 cm (vaso) o 15-20 cm (giardino)
Malattie e parassitiMarciumi radicali (Rhizoctonia, Verticillium), muffa grigia (Botrytis), tripidi, ragnetti rossi, afidi, minatori fogliari
Difficoltà di coltivazioneMedia; richiede attenzione a ristagni idrici e correnti fredde

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