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Potare la vite

Come potare la vite e aumentare il raccolto di uva, l'operazione che consente di tagliare le parti vegetative, potenziando la crescita delle infiorescenze.

di Redazione

22 dicembre 2016

Potare la vite

La crescita della vitis vinifera è molto vigorosa, perciò potare la vite significa da parte dei viticoltori, tenere sotto controllo la dimensione della pianta, tagliando le parti vegetative che se troppo abbondanti, toglierebbero energia alla crescita dei frutti, andando a discapito della quantità del raccolto e della qualità dell'uva. Per coltivare la vite è necessario eseguire potature anche nelle fasi dormienti della pianta, da ottobre in poi, dopo la raccolta, disciplinando con i tagli le parti nude e secche. La potatura delle parti vegetative durante la bella stagione è necessaria per il controllo dei tralci, si procede tagliando le parti verdi per potenziare le infiorescenze estive. In autunno e durante l'inverno la potatura a secco nella fase dormiente della pianta, va ad agire sul controllo dei nuovi tralci e a influire sulla quantità del raccolto, incidendo anche sulla qualità dell'uva.

Potatura invernale della vite

Il lavoro nel vigneto segue le stagioni e le conseguenti fasi di vita delle piante: dal riposo in inverno alla crescita dei germogli in primavera, dalla fioritura estiva alla successiva maturazione e raccolta degli acini, fino alla perdita delle foglie in autunno. Per potare la vite in inverno, detta potatura a secco, è necessario attendere la caduta totale delle foglie e soprattutto che le temperature non siano troppo fredde, perciò in alcuni casi viene eseguita già in autunno, come ad esempio nel Sud Italia in cui la stagione autunnale è più lunga e mite. Nelle regioni del Nord Italia e in montagna, per potare la vite a secco, è necessario aspettare dopo gennaio, per scongiurare gelate e temperature troppo fredde. La potatura a secco è cruciale per accumulare tutte le energie e di conseguenza il nutrimento di riserva, contenuto nei tralci, nel fusto e nelle radici.

Potatura verde della vite

Ogni fase stagionale vede continui interventi sulla vite da parte del viticoltore, con irrigazioni e fertilizzazioni, il controllo della salute delle piante e soprattutto operazioni di potatura, a favore della longevità della vite e della qualità del raccolto. Ad esempio l'operazione di potatura verde della vite che comprende spollonatura e scacchiatura, non si esegue in un momento preciso, tuttavia il periodo in cui queste operazioni diventano davvero indispensabili cade verso la metà della primavera. Con la spollonatura si vanno a potare i germogli originati dall’apparato radicale che spuntano nella zona circostante la pianta, quando sono lunghi a sufficienza per poter essere individuati ed eliminati con facilità, mentre con la scacchiatura si eliminano i rami secchi o feriti e quelli spuntati sulle gemme secondarie che come è evidente non servono a nulla, perché sono sterili.

Potatura estiva o cimatura

La potatura estiva, detta cimatura, viene eseguita per il taglio dei tralci, necessaria per controllare e potenziare la produzione di grappoli. Questo tipo di potatura della vite deve terminare entro fine giugno, per consentire alla pianta di sviluppare in tempo i nuovi germogli da fiore, l'ingrossamento degli acini e la maturazione dei grappoli. Se in inverno per potenziare la crescita della vite si esegue la potatura a secco, insistendo sui tralci o "capi a legno" che al contrario di quelli a frutto, non producono uva, con la potatura estiva si insiste sulle parti verdi, per potenziare, ma anche calibrare la quantità di uva che ogni pianta del vigneto deve produrre. Così com'è negativo ottenere un raccolto scarso, anche la quantità eccessiva di grappoli per pianta, è un fattore che può modificare il sapore dell'uva, quindi la sua qualità. Dunque la missione del viticoltore è ottenere un raccolto con il giusto equilibrio tra quantità e qualità dell'uva, secondo le aspettative e le caratteristiche del proprio vigneto.

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Domande frequenti

  • Quando è il momento migliore per effettuare la potatura invernale della vite?
    La potatura invernale, detta 'a secco', va eseguita dopo la caduta completa delle foglie, quando la pianta è in fase di riposo vegetativo. Il timing dipende dal clima locale: nel Nord Italia e nelle zone montane si consiglia di attendere oltre gennaio per evitare danni da gelo, mentre nel Centro-Sud, dove gli inverni sono più miti, si può procedere già in autunno. L'obiettivo è disciplinare la struttura della pianta prima che riprenda la linfa.
  • Cosa sono la spollonatura e la scacchiatura nella potatura verde?
    Queste due tecniche fanno parte della potatura estiva o 'verde'. La spollonatura consiste nell'eliminare i germogli (polloni) che nascono dall'apparato radicale o dal tronco, poiché sottraggono energie ai tralci produttivi. La scacchiatura, invece, riguarda l'asportazione dei tralci sterili nati dalle gemme secondarie o dai rami secchi/feriti. Entrambe le operazioni si eseguono principalmente verso la metà della primavera per ottimizzare la fotosintesi e la qualità dell'uva.
  • Qual è lo scopo della potatura estiva o cimatura?
    La potatura estiva, nota come cimatura, serve a controllare la vigoria della pianta e a bilanciare la produzione. Tagliando i tralci verdi si favorisce lo sviluppo dei grappoli esistenti e si impedisce che la pianta investa troppe energie nella sola crescita vegetativa. È fondamentale completare questa operazione entro fine giugno per permettere agli acini di ingrossarsi e maturare correttamente prima della vendemmia.
  • Perché è importante equilibrare quantità e qualità del raccolto attraverso la potatura?
    Una vite troppo vigorosa produce molti tralci fogliari a discapito dei frutti. Una potatura ben eseguita regola il carico di acini: un raccolto troppo scarso riduce la resa economica, mentre uno eccessivo diluisce zuccheri e aromi, peggiorando la qualità dell'uva. Il viticoltore deve intervenire sia in inverno (sui tralci legnosi) che in estate (su quelli verdi) per garantire il giusto equilibrio fisiologico della pianta.

Scheda Tecnica

Vitis vinifera

Nome scientificoVitis vinifera
FamigliaVitacee
Tipo di piantaPianta arborea rampicante
OrigineAsia occidentale ed Europa meridionale
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, fertile, preferibilmente calcareo o sabbioso
IrrigazioneModerata, essenziale in estate e durante l'allegagione
FiorituraPrimavera-Estate (maggio-giugno)
AltezzaVariabile, può superare i 10 metri se non contenuta
ConcimazioneOrganica in autunno/inverno, azotata in primavera
PotaturaInvernale (secca) ed estiva (verde/cimatura)
MoltiplicazioneMargotta, innesto, talea
Malattie e parassitiOidio, peronospora, cocciniglia, afide fillossera
Difficoltà di coltivazioneMedia