Esempio di olivo in vaso

Olivo

Olivo in vaso

Non c'è albero che più ci rappresenti in tutto il mondo se non l'olivo. Coltivare un olivo in vaso è semplice e di moda. L'emozione di coltivarlo a casa nostra è un'esperienza unica.

di Redazione

03 ottobre 2016

Olivo in vaso

L'olivo, olea europea, è una pianta mediterranea e come tale cresce perfettamente nelle aree caratterizzate da un clima piuttosto mite, come le nostre regioni centro meridionali. Ama il caldo, tollera bene la siccità e con qualche attenzione resiste bene anche alle temperature vicino allo zero. Tra le piante sempre verdi spicca per la sua longevità: può vivere centinaia di anni. Le sue radici necessitano di terreni poco profondi e la sua crescita è lenta ma continua, anche se rallenta nel periodo invernale. Tutte queste caratteristiche hanno fatto si che negli ultimi anni dilagasse la tendenza alla coltivazione dell'olivo in vaso. Non solo per le olive, ma anche a scopo ornamentale. Come pianta non richiede eccessive cure e se lo si mette nelle condizioni ideali ci darà tanta soddisfazione e squisite olive con il minimo sforzo.

Corretta esposizione e annaffiatura

Come brevemente accennato in precedenza, l'ulivo ama il caldo e non teme la siccità. Questi sono due parametri fondamentali. Dovremo dunque posizionare la nostra pianta in un luogo quanto più soleggiato possibile. Questo garantirà una sana e rigogliosa crescita della pianta. Oltre a ciò bisogna fare molta attenzione con le annaffiature. Assicuriamoci che il terreno sia ben asciutto tra un'annaffiatura e l'altra. Tendenzialmente se lo collochiamo in un vaso di medie dimensioni, sarà sufficiente annaffiarlo una volta a settimana in estate, una ogni due o tre settimane nelle altre stagioni. D'inverno saranno sufficienti le piogge. Questo perché l'ulivo, specie se nei vasi, teme moltissimo l'umidità e i ristagni idrici, che favorirebbero il marciume radicale e l'insorgere di malattie che potrebbero risultare fatali. Scegliamo quindi preferibilmente vasi in terracotta, che garantisce una traspirazione migliore rispetto alla plastica, e prepariamo un terreno soffice e che sia drenante. Utile in quest'ottica collocare della ghiaia o dei coccetti in fondo al contenitore.

Rinvaso e potatura, due operazioni delicate

Nei primi anni di vita del nostro olivo dovremmo provvedere al rinvaso ogni due o tre anni. Il periodo migliore per quest'operazione è all' arrivo dei primi tepori primaverili, poco prima del completo risveglio vegetativo. Il nuovo vaso deve essere di una o al massimo due misure più grande del precedente. Sistemate della ghiaia o dei coccetti in fondo al vaso, aggiungete del nuovo terriccio e una volta effettuato il rinvaso annaffiate abbondantemente. Man mano che la pianta crescerà i rinvasi saranno sempre più distanziati nel tempo tra loro, fino al momento in cui non ce ne sarà più bisogno. Anche per quanto riguarda la potatura si interviene prevalentemente sulle piante giovani seguendo due criteri. Il primo è di natura pratica. Bisogna tagliare i rami che crescono orizzontalmente e che si intersecano con gli altri. Questi vanno eliminati perché, in primo luogo, arrecano danni alla pianta sfregandosi contro gli altri e in secondo luogo limitano il passaggio dell'aria e dei raggi del sole nella parte interna della pianta stessa. Il secondo criterio è prettamente decorativo, ovvero serve per dare la forma desiderata alla chioma.

Le olive e i parassiti

A seconda della specie, il nostro ulivo fiorirà in un periodo dell'anno che va da Aprile a Giugno. Di tutta la fioritura però, solo una minima parte si trasformerà in olive. Le olive a loro volta matureranno in un periodo di tempo che va da settembre a inverno inoltrato. Una volta che le nostre olive saranno maturate non resta che raccoglierle. Prima di mangiarle devono però essere trattate, perché appena raccolte hanno un sapore eccessivamente amaro. Solitamente si lasciano in salamoia per circa un mese e dopo una profonda risciacquatura si possono mangiare. Purtroppo non solo noi esseri umani siamo golosi di olive. Dovremo fare attenzione spesso alla nostra pianta perché sono diversi i parassiti che potrebbero attaccarla. Tra i più conosciuti e frequenti ci sono la cocciniglia e la mosca dell'olivo. Trattandosi di una pianta in vaso e non di piantagioni potremmo giocare di anticipo su questi ospiti indesiderati attraverso un'attenta osservazione. Monitoriamo spesso le condizioni di salute della pianta. Anche se difficili da vedere questi parassiti non sfuggiranno a un'attenta osservazione. Una volta identificati si potrà procedere a un'eliminazione manuale.

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Domande frequenti

  • Quanto spesso devo innaffiare l'olivo in vaso?
    L'olivo teme i ristagni idrici, quindi è fondamentale lasciare asciugare completamente il terreno tra un'annaffiatura e l'altra. In estate, per un vaso di medie dimensioni, basterà irrigare una volta a settimana. Nelle altre stagioni, riduci a una volta ogni due o tre settimane. Durante l'inverno, se la pianta è all'esterno, le precipitazioni naturali sono solitamente sufficienti; evita assolutamente di bagnarlo se le temperature scendono sotto lo zero per prevenire il marciume radicale.
  • Quando e come si effettua il rinvaso?
    Il rinvaso va eseguito nei primi anni di vita, ogni due o tre anni, preferibilmente in primavera quando iniziano i primi tepori e prima del risveglio vegetativo. Il nuovo vaso deve essere solo leggermente più grande (di una o due misure) rispetto al precedente per non creare troppa umidità nel terreno. Sul fondo inserisci uno strato drenante come ghiaia o coccetti, aggiungi nuovo terriccio fresco e, dopo aver riposto la pianta, annaffia abbondantemente per far assestare il substrato.
  • Quali sono i principali parassiti da monitorare?
    I nemici principali dell'olivo in vaso sono la cocciniglia e la mosca dell'olivo. Poiché la pianta è confinata in un contenitore, puoi agire preventivamente con una vigilanza costante. Osserva regolarmente foglie e rametti: la cocciniglia appare come piccole macchie bianche o marroni, mentre la mosca causa deformazioni sui frutti. Identificati tempestivamente, questi parassiti possono essere eliminati manualmente con facilità, evitando l'uso di prodotti chimici aggressivi e preservando la salute della pianta.
  • Le olive raccolte si possono mangiare subito?
    No, le olive appena raccolte sono estremamente amare a causa dell'oleuropeina e non sono commestibili direttamente. Per renderle gustose, è necessario sottoporle a un processo di disamaricazione. Il metodo più comune consiste nel lasciarle in salamoia per circa un mese, cambiando eventualmente l'acqua. Successivamente, devono essere risciacquate accuratamente sotto acqua corrente per rimuovere l'eccesso di sale prima di poterle consumare o conservare. La maturazione avviene generalmente da settembre a inizio inverno.
  • Come si pota l'olivo per mantenerlo sano ed estetico?
    La potatura segue due criteri: pratico e decorativo. Praticamente, devi eliminare i rami che crescono in orizzontale, quelli secchi o malati, e soprattutto quelli che si incrociano tra loro. Rimuovere i rami intrecciati è vitale per permettere all'aria e alla luce solare di penetrare nella chioma interna, prevenendo malattie fungine. Decorativamente, puoi modellare la forma desiderata, ma ricorda di intervenire principalmente in primavera, rimuovendo solo il necessario per non stressare eccessivamente la pianta.

Scheda Tecnica

Olea europaea

Nome scientificoOlea europaea
FamigliaOleaceae
Tipo di piantaAlbero sempreverde
OrigineMediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoSciolto, drenante, calcareo
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraAprile-Giugno
AltezzaFino a 8-10 metri (in vaso limitata)
ConcimazioneLeggera, in primavera
PotaturaPrimavera, per forma e pulizia
MoltiplicazionePropaggine, margotta, seme (lento)
Malattie e parassitiCocciniglia, mosca dell'olivo, marciume radicale
Difficoltà di coltivazioneFacile (in climi adatti)

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