fiore orchidea cambria

Orchidee

Orchidee Cambria

Le orchidee cambria sono delle creazioni derivate da due particolari specie, per questo motivo non si trovano in natura, ma come tutte le altre varietà non sono di facile coltivazione.

di Redazione

11 maggio 2016

Orchidee cambria

Nel 1911 Charles Vuylsteke incrociò due specie di particolari orchidee creandone una nuova che inizialmente fu chiamata Vulylstekeara in onore nel suo creatore, poi, circa dieci anni dopo fu invece ribattezzata con il nome Cambria. Questa splendida orchidea è una sempreverde ed è forse la specie più comune, che troviamo spesso nelle case, poiché facilmente coltivabile ma soprattutto perché è davvero molto bella. Il suo vero e proprio successo avvenne negli anni sessanta, durante i quali fu onorata con moltissimi premi, e da lì iniziò anche la frenesia di molti a voler creare ibridi di orchidee sempre più spettacolari. In natura le orchidee Cambria non ci sono, infatti, sono un ibrido derivato dall'incrocio di diversi generi. E' una pianta che possiede diversi steli fiorali fino ad un massimo di sette fiori e tali fiori possiedono un colore particolare: rosso scuro, talvolta screziato di bianco. Infine, è provvista di pseudobulbi dai quali nascono le foglie. La sua caratteristica speciale è che terminata la fioritura inizia la generazione di un nuovo pseudobulbo, particolare non trascurabile per capire il momento adatto per il rinvaso. Per coloro che non hanno mai posseduto una orchidea è altamente consigliabile iniziare con una Cambria in quanto si adatta molto bene agli ambienti chiusi, è facile da coltivare, i fiori fioriscono semplicemente ed in abbondanza, anzi, i fiori sbocciati talvolta possono perdurare anche per circa due mesi se non si trovano in un ambiente troppo caldo e secco. La Cambria, infatti, predilige un ambiente umido; durante l'estate è consigliabile spostarla all'aperto o almeno in un ambiente ventilato evitando correnti eccessive. La luce diretta del sole potrebbe danneggiare le sue foglie. In generale la Cambria fiorisce a primavera o in autunno, dipende molto dalle condizioni ambientali e può avere dai tre ai sette fiori i quali una volta appassiti potranno essere tagliati alla base perché non rifioriranno. Molti sostengono che dopo la fioritura e dopo che sono spuntati i nuovi pseudobulbi, mantenere la temperatura dell'ambiente nella quale la Cambria si trova, intorno ai 16-17 gradi stimolerà la pianta a rifiorire, tuttavia, di solito bastano normali cure in quanto la Cambria non ha bisogno di particolari tecniche per rifiorire; è una pianta molto generosa.

Terreno, annaffiatura, rinvaso

La Cambria ha bisogno di un substrato specifico per la sua crescita. Sul fondo del vado deve essere inserito del polistirolo o del sughero, poi si può collocare il substrato formato da corteccia sminuzzata e sfagno. In questo modo le radici potranno avere la giusta umidità ma potranno anche respirare. Il substrato deve rimanere sempre abbastanza umido ma in maniera moderata. Se le temperature sono medie è sufficiente una sola annaffiatura a settimana. Non si devono assolutamente creare dei ristagni di acqua, tuttavia privilegiando un ambiente umido, è importante nebulizzare acqua sulle foglie, soprattutto in alcuni periodi dell'anno in cui le elevate temperature tendono a seccare l'ambiente. I fiori non devono mai essere bagnati. La Cambria deve essere rinvasata almeno una volta ogni due anni. Questa operazione delicatissima deve essere eseguita senza danneggiare le radici e la pianta. Il vaso deve essere, dunque, immerso in una bacinella di acqua tiepida per un giorno. Dopo si può eliminare il vaso e la terra dalle radici. A questo punto le parti vecchie delle radici dovranno essere tagliate e subito dopo è possibile inserire nuovamente la pianta in un nuovo vaso che dovrà essere un po' più grande del precedente e con sufficienti fori per il drenaggio. Il materiale da utilizzare per il rinvaso dovrà essere prima messo in ammollo in acqua per togliere la polvere e ben idratarlo. Un accorgimento fondamentale è quello di disinfettare il vaso prima di eseguire le operazioni ed utilizzare i guanti per non trasmettere alla pianta malattie. A questo punto sarà opportuno proteggerla per almeno una settimana dai raggi del sole e andrà annaffiata puntualmente per almeno sette giorni.

Concimazione e potatura

La Cambria è una pianta epifite pertanto non ha il giusto apporto di sostanze nutritive che invece potrebbe offrirle un normale terreno, così, ha bisogno di una concimazione costante durante tutto l'anno che contenga azoto, fosforo e potassio. In un litro di acqua si devono sciogliere 0,5 grammi di concime e tale composto, deve essere somministrato alla pianta già annaffiata, una volta ogni tre settimane. La potatura consiste nell'eliminazione dello stelo floreale, perché una volta terminata la fioritura questo tende a deteriorarsi. Le forbici con le quali effettuerete questa operazione, dovranno essere disinfettate con la candeggina.

Ultime cose da sapere

Le orchidee possono essere riprodotte dividendo semplicemente gli pseudobulbi che si generano tutte le volte che la pianta fiorisce. In pratica, basta spostarli in altri vasi. Un'altra caratteristica particolare della Cambria è che ha radici molto delicate e che quindi sono soggette a "ferirsi" facilmente soprattutto nelle operazioni di rinvaso. Infine c'è da dire che le malattie che la Cambria può contrarre si sviluppano sempre a causa delle condizioni sbagliate in cui viene fatta vivere la pianta. La scarsa irrigazione, infatti, può portare alla caduta dei fiori, una esposizione eccessiva alla luce invece può causare il sorgere di macchie sulle foglie.

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Domande frequenti

  • Quando e come devo rinvasare un'orchidea Cambria?
    Il rinvaso va effettuato ogni due anni, preferibilmente quando compaiono nuovi pseudobulbi dopo la fioritura. Immergi il vaso intero in acqua tiepida per un giorno per ammorbidire il substrato. Rimuovi con cautela la pianta, elimina le radici secche o marce e mettila in un contenitore leggermente più grande con fori di drenaggio. Il nuovo substrato (corteccia e sfagno) va precedentemente lavato e idratato. Disinfetta sempre il vaso e gli strumenti. Dopo il rinvaso, tieni la pianta al riparo dal sole diretto per una settimana e continua le annaffiature regolari.
  • Quanto durano i fiori della Cambria e come prolungarne la vita?
    I fiori della Cambria possono durare fino a due mesi se l'ambiente non è troppo caldo o secco. La fioritura avviene generalmente in primavera o autunno, producendo da 3 a 7 fiori per stelo di colore rosso scuro, talvolta screziati di bianco. Per massimizzare la durata, evita correnti d'aria fredde e mantieni un'umidità ambientale adeguata nebulizzando le foglie (senza bagnare i fiori). Una volta appassiti, taglia lo stelo alla base poiché non rifiorirà sullo stesso ramo.
  • Come si concima correttamente l'orchidea Cambria?
    Essendo un'epifita, la Cambria necessita di concimazione costante durante tutto l'anno, poiché il substrato non fornisce nutrienti naturali. Utilizza un fertilizzante liquido bilanciato (azoto, fosforo, potassio). La dose corretta è di 0,5 grammi di concime disciolti in un litro d'acqua. Somministra il composto ogni tre settimane, assicurandoti che la pianta sia stata precedentemente annaffiata con acqua pulita per non bruciare le radici delicate. Non concimare mai su substrato asciutto.
  • Quali sono i sintomi di cure errate sulla Cambria?
    Le malattie della Cambria dipendono quasi esclusivamente dalle condizioni ambientali. Una scarsa irrigazione provoca la caduta prematura dei fiori. Al contrario, un'esposizione eccessiva alla luce diretta del sole causa la comparsa di macchie sulle foglie. Evita inoltre i ristagni idrici nel sottovaso o nel substrato, poiché le radici sono delicate e soggette a marciume. Mantenere il substrato umido ma ben drenato e garantire una luce diffusa sono fondamentali per prevenire questi problemi.
  • È possibile far rifiorire la Cambria e come stimolarla?
    Sì, la Cambria è nota per la sua generosità e capacità di rifiorire con cure standard. Tuttavia, molti esperti suggeriscono che mantenere la pianta a temperature intorno ai 16-17°C dopo la fioritura e la comparsa di nuovi pseudobulbi possa stimolare ulteriormente la formazione di nuovi fiori. Taglia lo stelo vecchio alla base. Assicurati che la pianta riceva luce diffusa e continui con le annaffiature e la concimazione regolari. Non servono tecniche complesse, basta costanza.

Scheda Tecnica

FamigliaOrchidaceae (ibrido intergenerico)
Tipo di piantaEpifita sempreverde
OrigineIbrido creato artificialmente (non presente in natura)
EsposizioneLuce diffusa, evitare sole diretto; preferibile ambiente ventilato
Temperatura minima16-17°C (consigliata per stimolare la rifioritura)
TerrenoSubstrato aerato: corteccia sminuzzata e sfagno, con drenaggio (polistirolo/sughero)
IrrigazioneModerata, substrato sempre umido ma mai inzuppato; nebulizzare foglie (mai fiori); 1x/settimana a temperature medie
FiorituraPrimavera o Autunno; 3-7 fiori per stelo (rosso scuro/bianco); durata 2 mesi
ConcimazioneCostante annuale (azoto, fosforo, potassio); 0,5g/litro ogni 3 settimane su substrato umido
PotaturaTagliare lo stelo florale alla base dopo la fioritura; strumenti disinfettati
MoltiplicazioneDivisione degli pseudobulbi generati dopo la fiorura
Malattie e parassitiScarsa irrigazione (caduta fiori), troppa luce (macchie fogliari); rischio infezioni se cura errata
Difficoltà di coltivazioneFacile/Modesta (adatta ai principianti)