Epifite

Orchidee

Tipi di orchidee

I tipi di orchidee che si possono osservare sono innumerevoli. Essi presentano diverse caratteristiche strutturali e svariate esigenze colturali.

di Redazione

10 maggio 2016

Tipi di orchidee: epifite

I tipi di orchidee presenti in natura o quelli ibridi sono innumerevoli, la loro scelta dipende da tantissimi fattori riguardanti l’ambiente in cui metterle a dimora, condizione climatica e terreno. Le orchidee epifite sono degli esemplari caratterizzati da un apparato radicale aereo che utilizzano per fissarsi agli alberi come supporto. Queste ultime nella parte terminale possiedono una sorta di cuffia, sono rivestite da un tessuto spugnoso in grado si svolgere la fotosintesi e assorbire il vapore acqueo dall’ambiente circostante. Il fusto può raggiungere dimensioni massime di circa 10 metri, possiede inoltre degli pseudobulbi contenenti mucillagini che trattengono l’acqua e le sostanze nutritive indispensabili per la crescita e lo sviluppo di tutto l’apparato. Le infiorescenze possono svilupparsi singolarmente, a racemi o a spiga; riescono ad assorbire le sostanze nutritive e l’umidità sia dall’ambiente circostante e sia dalla corteccia dell’albero a cui sono ancorate. Tutte le specie di orchidee appartenenti alle epifite provengono dalle zone dei tropici e includono: Cymbidium, Cattleya, Odontoglossum e il genere Vanda.

Tipi di orchidee: scandenti

Tra i tanti tipi di orchidee è possibile osservare esemplari scandenti. Si tratta di piante che presentano un apparato radicale interrato nel terreno ma allo stesso tempo, esse sviluppano dei fusti volatili che si ancorano a diversi substrati. In altre parole questa specie di orchidea ha sia un apparato radicale ancorato al terreno e uno aereo mediante il quale si aggrappa ad altri vegetali. A questa categoria appartiene la Vanilla. Essa proviene dalle regioni del Messico e da tutte quelle zone a clima tropicale umido; presenta una struttura aerea molto flessibile ma poco ramificata. Il fogliame verde scuro è composto da foglie ovali, appiattite, con una punta aguzza e in grado di raggiungere dimensioni massime di circa 15 centimetri. I fiori sono raggruppati in piccoli bouquet di colore giallo, verde o bianco. Prediligono climi umidi, posizioni semiombreggiate e possibilmente dei supporti sui quali aggrapparsi e agevolare la sana crescita di tutto il suo apparato.

Tipi di orchidee: terrestri

Tra gli altri tipi di orchidee compaiono quelle terrestri. Si tratta di esemplari provenienti da climi principalmente temperati, sviluppano un apparato radicale esclusivamente nel terreno dal quale assorbe le sostanze nutritive necessarie al loro fiorente sviluppo. A questa categoria appartengono le orchidee: Paphilopedilum, Bletilla, Cypripedium; Cymbidium. Questa tipologia di piante non sono in grado, come altre specie, di immagazzinare l’acqua necessaria, per cui devono essere annaffiate con una certa frequenza, tenendo conto del clima e delle variazioni ambientali. La coltivazione di un’orchidea terrestre può avvenire sia in piena terra ma anche in vaso, basta seguire qualche piccola regola. Per quanto riguarda il tipo di terriccio, può essere utilizzata della comune terra per piante verdi aggiungendo qualche scaglia di pino o altro materiale in grado di drenare l’acqua delle annaffiature ed evitare dei ristagni idrici.

Tipi di orchidee: parassite

I tipi di orchidee parassite sono sprovvisti di clorofilla per cui hanno sviluppato un apparato specifico che le permette comunque di acquisire il materiale necessario al suo sostentamento. Alcune hanno un apparato radicale infettato da funghi, altre invece come la specie di Corallorhiza, sono sprovviste di un apparato radicale il quale è sostituito da dei rizomi ramificati simili a coralli. Questa specie di orchidea presenta una parte del fusto ipogea (la parte interrata del fusto è caratterizzata da un rizoma carnoso costituito da tubercoli simili a coralli) e una parte epigea ( una parte aerea di colore marrone e rosso). Quest'ultima risulta essere sprovvista di clorofilla. Il fogliame è pressochè assente ed è sostituito da una sorta di guaina squamosa rossastra e bruna. Vista l'assenza di fogliame, questa specie di orchidea non è capace di produrre alcuna sostanza in quanto non avviene il processo della fotosintesi clorifilliana.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali categorie di orchidee e come si distinguono?
    Le orchidee si classificano principalmente in quattro gruppi in base al loro habitat naturale. Le epifite crescono sugli alberi grazie a radici aeree e pseudobulbi che immagazzinano acqua (es. Cattleya, Vanda). Le scandenti hanno radici nel terreno ma fusti rampicanti che si aggrappano ai supporti (es. Vanilla). Le terrestri vivono nel suolo, assorbono nutrienti direttamente dalla terra e richiedono annaffiature più frequenti poiché non immagazzinano acqua (es. Paphiopedilum, Cypripedium). Infine, le parassite, come la Corallorhiza, sono prive di clorofilla e foglie, sopravvivendo grazie a simbiosi fungine o rizomi specializzati.
  • Come devo annaffiare le orchidee terrestri rispetto a quelle epifite?
    La gestione dell'acqua cambia radicalmente tra le due categorie. Le orchidee terrestri (come Paphiopedilum e Cymbidium) non possiedono strutture di riserva d'acqua significative, quindi necessitano di annaffiature regolari per mantenere il substrato costantemente umido ma mai zuppo, adattandosi alle condizioni climatiche locali. Al contrario, le epifite (come le Cattleya) hanno pseudobulbi e radici ricoperte da velamen che trattengono l'umidità; vanno annaffiate quando il substrato inizia ad asciugare, evitando assolutamente i ristagni idrici che causano marciumi radicali. È fondamentale garantire alta umidità ambientale per le epifite.
  • Che tipo di terriccio usare per le orchidee terrestri?
    Per le orchidee terrestri, il substrato deve garantire ottimo drenaggio pur mantenendo una certa freschezza. Una buona miscela prevede l'utilizzo di comune terra per piante verdi integrata con materiali inerti porosi come scaglie di pino, perlite o argilla espansa. Questo mix previene i ristagni idrici, nemici mortali delle radici, e favorisce la respirazione dell'apparato radicale. Non utilizzare mai terriccio universale compatto o torba pura non drenante. La miscela ideale imita il sottobosco naturale, permettendo all'acqua di scorrere via rapidamente dopo l'irrigazione.
  • È vero che alcune orchidee non hanno bisogno di sole diretto?
    Sì, molte orchidee, specialmente quelle epifite e tropicali, prediligono posizioni semiombreggiate o luce diffusa. Il sole diretto, soprattutto nelle ore centrali della giornata, può bruciare le foglie sensibili di specie come le Phalaenopsis o le Vanilla. Le orchidee terrestri di origine temperata tollerano meglio la luce, ma spesso prosperano sotto chiome arboree. L'obiettivo è fornire abbastanza luminosità per la fotosintesi senza stress termico. Un'esposizione a est o nord (nell'emisfero boreale) è spesso ideale, oppure l'uso di tende schermanti per filtrare i raggi diretti.
  • Come si coltivano le orchidee parassite in casa?
    Le orchidee parassite (es. Corallorhiza) sono estremamente difficili da coltivare in ambiente domestico perché mancano di clorofilla e non fotosintetizzano. Dipendono interamente da funghi simbionti nel suolo per ottenere nutrienti. Richiedono condizioni specifiche del sottobosco forestale, umidità costante e presenza dei miceli fungini giusti. Non sono adatte ai principianti né ai comuni vasi da interno. La loro coltivazione richiede competenze avanzate di micologia e controllo microclimatico rigoroso, rendendole quasi impossibili da mantenere sane senza un habitat naturalistico controllato.
  • Posso mettere le orchidee in piena terra?
    Solo alcune tipologie, principalmente le orchidee terrestni di origine temperata (come Cypripedium o Bletilla), possono essere coltivate in piena terra, purché il giardino offra un'area ombreggiata, umida e ben drenata. Le orchidee epifite e tropicali (Cattleya, Vanda, Phalaenopsis) non sopravvivono in piena terra nei climi europei a causa del freddo e della mancanza di substrato adatto. Anche per le terrestri, il terreno deve essere preparato con ammendanti drenanti. In caso di dubbi o climi rigidi, la coltivazione in vaso con substrato specifico rimane la soluzione più sicura e controllabile.

Scheda Tecnica

FamigliaOrchidaceae
Tipo di piantaEpifita, Scandente, Terrestre, Parassita
OrigineTropicale, Temperata, America Centrale
EsposizioneSemiombreggiata, Luce diffusa
TerrenoSubstrato drenante, Terra per piante verdi, Corteccia
IrrigazioneFrequente, Mantenere umidità ambientale
FiorituraPrimavera-Estate
AltezzaDa pochi cm a 10 metri
ConcimazionePeriodica durante la crescita
PotaturaDopo la fioritura, rimuovere parti secche
MoltiplicazioneDivisione dei cespi, Propaggini
Malattie e parassitiCocciniglia, Afidi, Marciumi radicali
Difficoltà di coltivazioneMedia/Alta, varia in base alla specie