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Piante Medicinali

carciofo

Il carciofo oltre ad essere coltivato come ortaggio è utilizzato molto come pianta medicinale in quanto presenta varie proprietà benefiche. Vediamo insieme quali sono

di Redazione

04 febbraio 2013

Carciofo

Quello che tutti noi conosciamo con il nome comune di carciofo, in ambito botanico è detto “cynara carduncus scolymus”. Si tratta di una pianta che fa parte della grande famiglia delle Composite, di cui è uno dei vegetali più utilizzati sia in cucina, sia in ambito erboristico/fitoterapico per via delle straordinarie proprietà di cui gode. Analogamente all’asparago – verdura dalle proprietà simili e dall’eguale impiego in ambito culinario – il carciofo richiede una grande pazienza da parte di chi intende coltivarlo; questo perché i tempi di coltivazione sono estremamente lunghi e tra semina, crescita, maturazione e raccolta possono trascorrere addirittura dieci anni. Ciò costituisce un problema soprattutto per le piccole coltivazioni: le grandi coltivazioni di carciofi, infatti, godono di un costante ricambio di piante e nel frattempo possono permettersi di attendere anni; chi invece coltiva piccoli appezzamenti di terreno non ha alcuna convenienza nell’ipotecare spazio per questa pianta. Il carciofo ha l’aspetto di una pianta a rizoma multiplo: la sua forma ricorda quella di un piccolo cespuglio compatto, caratterizzato da foglie verde scuro piuttosto dure, che si erge dritto su un fusto spesso e arricchito da qualche foglia qua e là. In cucina si usano le infiorescenze del carciofo, gelosamente custodite all’interno del cespo che dunque andrà mondato e pulito eliminando foglie e fusto. Questa pianta predilige un clima temperato; tollera il caldo ma non sopporta assolutamente il freddo, tanto che quando la temperatura scende sotto lo zero il suo sviluppo si arresta, e in genere ogni periodo di freddo eccessivo condiziona in qualche modo la sua crescita. Pur preferendo terreni argillosi, ricchi di silice, il carciofo cresce bene un po’ su tutti i tipi di terreno; in Italia è tra le verdure più diffuse in tavola e viene coltivato soprattutto nel Lazio, in Sicilia, Sardegna e Liguria.

Le proprietà benefiche del carciofo

Il carciofo gode di notevoli proprietà che lo rendono uno degli alimenti più preziosi della dieta mediterranea, la quale utilizza questa verdura in mille modi diversi, da solo oppure, più spesso, accompagnato da cereali, uova e condimenti vari. Quel che è noto fin da tempi antichi (e che la scienza successivamente ha confermato) è che il carciofo gode di notevoli proprietà depurative che lo rendono un cibo particolarmente consigliato quando si soffre di dolori di stomaco o quando si è affetti da virus intestinali. Ma il carciofo può essere considerato a tutti gli effetti una pianta medicinale soprattutto il virtù del benefico effetto esercitato sul fegato, l’organo che più di tutti trae beneficio dalla sua azione disintossicante. Chi possiede un fegato sano beneficia dell’assunzione del carciofo in quanto questo previene le patologie più comuni e stimola le difese naturali, tuttavia a beneficiare di questa verdura sono anche coloro i quali soffrono di disturbi del fegato come cirrosi epatica, itterizia e dispepsia, ossia difficoltà di digestione. Beneficia dell’azione del carciofo anche chi soffre di disturbi meno gravi ma ugualmente fastidiosi come meteorismo, aerofagia, mal di pancia reiterano e iper-colesterolemia (colesterolo alto). Il carciofo protegge il fegato e viene dunque detto “epatoprotettore” ed anche “ancofoleretico” poiché coadiuva l’organismo nella produzione di bile e ne favorisce anche l’eliminazione. Ottimo digestivo, il carciofo viene spesso usato nella preparazione di liquori detti appunto digestivi, ideali da consumare a fine pasto.

I principi attivi del carciofo

Il carciofo espleta la sua funzione di epatoprotettore grazie alla massiccia presenza della cinarina, un polifenolo che deriva dall’acido caffeico e che è responsabile anche del sapore leggermente amarognolo di questo ortaggio. Oltre a preservare la corretta funzionalità del fegato, la cinarina abbassa i livelli di colesterolo nel sangue. L’essere un cibo a bassissimo contenuto di calorie (cento grammi di cuore di carciofo contengono all’incirca ventidue calorie) rende il carciofo particolarmente adatto alle diete ipocaloriche, le quali beneficiano anche del notevole apporto vitaminico e nutrizionale. Il carciofo è infatti un ortaggio ricchissimo di sali minerali – soprattutto ferro, calcio, fosforo e magnesio, indispensabili per l’organismo poiché implicati nei processi di formazione dei tessuti, nel metabolismo, nel trasferimento degli impulsi nervosi e nella comunicazione tra gli enzimi. L’inulina, poi, è un principio attivo anch’esso contenuto in massicce quantità nel carciofo: questa fibra diminuisce sensibilmente la concentrazione dei trigliceridi nel sangue, limitando la glicemia. Altri principi attivi propri di questo ortaggio sono i flavonoidi, polifenoli tipici delle piante che svolgono una potente azione antiossidante.

Usi del carciofo

Il carciofo può essere consumato sia crudo che cotto; nel primo caso è spesso associato ad altre verdure nel famoso pinzimonio. La cottura non altera le sue straordinarie qualità, perciò questo ortaggio può essere consumato in tutti i modi che la fantasia suggerisce, abbinato a ogni genere di condimento; se tuttavia si vogliono sfruttare appieno le sue proprietà medicamentose, si possono comprare apposite capsule gelatinose contenenti principio attivo concentrato (le si trova in tutte le farmacie e in erboristeria) oppure, se lo si preferisce, gocce di estratto secco titolato. Col le foglie di carciofo si preparano inoltre ottimi decotti e tisane depurative.

Possibili controindicazioni

Il carciofo è una pianta molto sicura. La controindicazione più grave potrebbe essere una forma di allergia nei confronti del principio attivo contenuto nella pianta, ragion per cui il suo utilizzo dovrebbe essere immediatamente sospeso. Le donne che stanno allattando dovrebbero limitare il consumo di carciofi poiché essi possono ostacolare la secrezione del latte materno. Anche chi soffre di calcoli biliari deve usare molta cautela poiché un ingente consumo di carciofi potrebbe causare coliche di una certa entità.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici del carciofo per la salute?
    Il carciofo è renowned per le sue proprietà epatoprotettive e anofoileretiche, ovvero aiuta il fegato a disintossicarsi e stimola la produzione di bile. È eccellente per la digestione, contrastando meteorismo, aerofagia e dispepsia. Inoltre, grazie alla cinarina e all'inulina, contribuisce ad abbassare i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, proteggendo il sistema cardiovascolare e agendo come antiossidante grazie ai flavonoidi.
  • Come si coltiva il carciofo e quali sono i suoi requisiti ambientali?
    Il carciofo predilige climi temperati e posizioni soleggiate, tollerando bene il caldo ma temendo il freddo: temperature sotto lo zero bloccano la sua crescita. Cresce bene in terreni argillosi e ricchi di silice, pur adattandosi a vari tipi di suolo. Richiede pazienza: dai semi alla prima raccolta possono passare anni. Non è ideale per piccoli appezzamenti a causa dei lunghi cicli produttivi, ma si adatta bene dove lo spazio non è un vincolo stretto.
  • In quali forme si può assumere il carciofo per scopi medicinali?
    Oltre al consumo alimentare fresco o cotto, il carciofo si assume in fitoterapia tramite capsule gelatinose con principio attivo concentrato, gocce di estratto secco titolato, o preparando decotti e tisane con le foglie. Questi preparati, reperibili in farmacia o erboristeria, permettono di sfruttare appieno le proprietà depurative ed epatoprotettive della pianta, specialmente in caso di problemi digestivi o epatici.
  • Esistono controindicazioni o effetti collaterali nel consumo di carciofo?
    Il carciofo è generalmente sicuro, ma esistono alcune precauzioni. Chi soffre di calcoli biliari deve usarlo con cautela, poiché l'aumentata produzione di bile potrebbe provocare coliche. Le donne che allattano dovrebbero limitarne il consumo, dato che potrebbe ostacolare la secrezione del latte materno. Infine, in rari casi, può causare reazioni allergiche specifiche verso i suoi principi attivi; in tal caso, l'uso va sospeso immediatamente.

Scheda Tecnica

Cynara cardunculus var. scolymus

Nome scientificoCynara cardunculus var. scolymus
FamigliaComposite (Asteraceae)
Tipo di piantaPerenne erbacea a rizoma multiplo
OrigineMediterraneo (Italia, Nord Africa)
EsposizioneSoleggiata, riparata dal freddo intenso
Temperatura minimaSopra 0°C (sopporta il caldo, teme il gelo)
TerrenoArgilloso, ricco di silice, fertile e ben drenato
IrrigazioneRegolare, moderata in inverno
FiorituraPrimavera-Estate (infiorescenze commestibili prima dell'apertura)
AltezzaVariabile, fino a 1-2 metri
ConcimazioneRicche di sostanza organica e sali minerali
PotaturaAsportazione foglie secche e parti danneggiate
MoltiplicazionePer seme o divisione dei cespi/rizomi
Malattie e parassitiGeneralmente resistente, attenzione a funghi e afidi
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede pazienza e spazi ampi)

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