Erba benedetta

Rimedi Naturali

erba benedetta

L'erba benedetta è molto utilizzata sia in cucina che come rimedio naturale, in quanto è in grado di regolare il flusso mestruale e di fermare possibili emorragie interne.

di Redazione

24 gennaio 2013

Erba benedetta

L’erba benedetta, il cui nome scientifico è “Geum Urbanum” è una pianta molto diffusa in tutta Europa, anche in Italia. Oltre che col nome di “erba benedetta”, essa è conosciuta anche come “garofanaia”, “cariofillata” oppure “ambretta selvatica”, tutti nomi che rimandano a delle sue particolari caratteristiche. Appartenente al gruppo delle “Rosaceae”, l’erba benedetta è una pianta erbacea che si trova durante tutto l’anno, poiché resiste alle intemperie così come al caldo eccessivo. Si trova sia sulla costa, in prossimità di spiagge e mare, sia nell’entroterra, anche in collina e in montagna, fino però a un’altezza di 1600 metri. Si tratta di un’erba molto resistente che si sviluppa di frequente sulle strade, tra le crepe dei muri, nei boschi, sui marciapiedi delle città e tra la vegetazione: per quanto resistente al caldo, preferisce luoghi freschi ma umidi, dove prolifera creando a volte anche disagi poiché molto difficile da estirpare. Il fusto – molto ramificato e ricco di arbusti – ha un’altezza che varia dai quaranta ai sessanta centimetri; la maggior parte delle foglie sono piccole (misurano infatti pochi centimetri), mentre ve ne sono alcune più grandi che generalmente si trovano sulla sommità della pianta. Questa pianta erbacea presenta anche dei fiorellini gialli caratterizzati da un numero fisso di petali (cinque), e dei frutti di colore rosso scuro. La fioritura si verifica tra la fine della primavera e l’estate: è possibile infatti vedere i fiori dell’erba benedetta solo tra maggio e la metà di luglio. È molto diffusa nei giardini poiché richiede poche cure e in genere resiste alle intemperie, tuttavia è bene non lasciarla troppo a lungo esposta al sole cocente e garantirle una certa umidità, poiché non tollera il clima secco, particolarmente arido.

Gli usi dell’erba benedetta

L’erba benedetta viene utilizzata sia in cucina, per condire primi, secondi e piatti a base di pesce e carne, sia come rimedio medicamentoso in virtù delle sue notevoli proprietà curative. Della pianta si usano prevalentemente le foglie – “l’erba” vera e propria – e le radici, le quali per sapore, odore e aroma ricordano moltissimo i chiodi di garofano. Le foglie vanno raccolte col caldo, in estate, mentre le radici nel periodo che va da marzo agli inizi di giugno: dopo la raccolta, sia le une che le altre vanno lasciate essiccate al sole.

Le proprietà benefiche dell’erba benedetta

Sia le foglie che le radici di erba benedetta contengono sostante estremamente preziose per l’organismo come tannini, glucosidi e vari oli essenziali, le quali sono le principali depositarie delle proprietà benefiche di cui gode la pianta. Tuttavia la concentrazione più elevata del principio attivo si trova nelle radici, le quali sono molto usate nella fitoterapia, una branca di medicina “alternativa” che per curare patologie più o meno gravi si avvale dell’uso di piante, erbe e fiori dalle riconosciute proprietà medicamentose. Le foglie, invece, vengono usate soprattutto in cucina, come condimento. Tra le proprietà benefiche dell’erba benedetta vi è la capacità di regolare il flusso mestruale e quella di fermare possibili emorragie interne, soprattutto uterine. Della sua azione positiva risente anche l’apparato gastro-intestinale, che viene purificato. Non solo: l’erba benedetta aiuta anche a regolarizzare l’attività intestinale e la digestione, scongiurando problemi come stipsi o diarrea (quest’ultima, soprattutto, viene arginata grazie alle proprietà astringenti di cui gode l’erba benedetta). Quest’erba combatte inoltre l’inappetenza, favorendo il ripristino di un ciclo alimentare regolare.

Come utilizzare l’erba benedetta

In cucina, le foglioline di erba benedetta, generalmente molto tenere, dal sapore delicato, possono essere usate per preparare o arricchire delle ottime insalate, oppure, lessate, possono essere consumate da sole come contorno di secondi a base di pesce o carne. Per quanto riguarda le radici, essendo molto simili per aroma e composizione ai fiori di garofano, l’uso che se ne fa in cucina è molto simile: in questo caso, infatti, l’era aromatica viene utilizzata prevalentemente come spezia, per insaporire le pietanze oppure alcune bevande alcoliche (soprattutto vini e liquori). L’erba benedetta può essere usata anche come tisana, per aiutare la regolarità intestinale; in questo senso, il suo uso è molto simile a quello della genziana, una pianta caratterizzata da effetti e proprietà molto simili. Per preparare una tisana a base si erba benedetta è sufficiente comprare della radice essiccata in erboristeria, tagliarla a pezzetti e unirla a dell’acqua bollente. Dopo averla lasciata in infusione per un quarto d’ora, si procede a filtrarla e si beve come una qualsiasi tisana. L’erba benedetta si presta anche a essere usata sotto forma di tintura madre e di decotto, usando sempre le radici. La tintura di erba benedetta viene preparata usando il vino come solvente: per questo motivo risulta piuttosto alcolica e infatti si consiglia di consumarla come un liquore vero e proprio, magari due volte al giorno, dopo pranzo e dopo cena. La gradazione consigliata non è altissima: il rapporto erba-vino, infatti, generalmente è di uno a venti, ossia cinque grammi di erba benedetta per cento millilitri di vino bianco oppure rosso, a seconda della preferenza.

Domande frequenti

  • Quali sono le proprietà medicinali principali dell'erba benedetta?
    L'erba benedetta (Geum urbanum) è nota principalmente per la sua capacità di regolare il flusso mestruale e di arrestare emorragie interne, specialmente quelle uterine. Grazie all'elevata presenza di tannini e sostanze astringenti nelle radici, agisce positivamente sull'apparato gastrointestinale, aiutando a purificarlo e regolarizzare l'attività intestinale. È efficace contro stipsi e diarrea, quest'ultima contenuta grazie alle proprietà astringenti. Inoltre, stimola l'appetito, favorendo il ritorno a un ciclo alimentare regolare e migliorando la digestione generale.
  • Come si prepara e si utilizza la tisana di erba benedetta?
    Per preparare la tisana, è necessario procurarsi delle radici essiccate di erba benedetta, reperibili in erboristeria. Tagliare le radici a piccoli pezzi e immergerle in acqua bollente. Lasciare in infusione per circa quindici minuti affinché i principi attivi si rilascino completamente. Successivamente, filtrare il liquido per rimuovere i residui solidi e bere la tisana tiepida. Questo metodo è consigliato per favorire la regolarità intestinale e sfruttare gli effetti depurativi e digestivi della pianta, agendo similmente alla genziana.
  • In che modo si usa l'erba benedetta in cucina?
    In cucina, sia le foglie tenere che le radici hanno utilizzi specifici. Le foglie, dal sapore delicato, sono ideali per arricchire insalate o, se lessate, possono costituire un contorno elegante abbinato a piatti di carne o pesce. Le radici, invece, ricordano fortemente il profumo e il sapore dei chiodi di garofano; vengono utilizzate come spezia aromatica per insaporire pietanze complesse o per aromatizzare bevande alcoliche, come vini e liquori, aggiungendo una nota speziata e distintiva ai piatti e alle miscelazioni.
  • Cosa è la tintura madre di erba benedetta e come si assume?
    La tintura madre di erba benedetta si ottiene facendo macerare le radici in vino bianco o rosso come solvente, con un tipico rapporto di 5 grammi di pianta ogni 100 ml di vino. Poiché il risultato è piuttosto alcolico, va consumata con moderazione, come un liquore, solitamente due volte al giorno dopo i pasti principali. Questa preparazione concentra i principi attivi delle radici ed è utilizzata in fitoterapia per le sue proprietà medicinali, richiedendo cautela nell'assunzione a causa del contenuto alcolico.
  • Dove cresce naturalmente l'erba benedetta e quando raccoglierla?
    L'erba benedetta è diffusa in tutta Europa, dall'Italia fino a 1600 metri di quota, crescendo spontaneamente in ambienti freschi e umidi come bordi strada, crepe di muri, boschi e giardini. Resiste bene al caldo ma prospera meglio con umidità. Per la raccolta: le foglie vanno raccolte in estate, quando sono più tenere; le radici si estraggono tra marzo e inizio giugno. Entrambe le parti devono essere fatte essiccare al sole prima dell'uso per conservarne le proprietà aromatiche e medicinali.

Scheda Tecnica

Geum urbanum

Nome scientificoGeum urbanum
FamigliaRosaceae
Tipo di piantaErbacea perenne
OrigineEuropa
EsposizionePreferisce luoghi freschi e umidi, tollera il caldo ma teme il clima secco e il sole cocente.
Temperatura minimaResistente alle intemperie e al freddo
TerrenoAdattabile, cresce in crepe, muri, boschi e giardini; predica umidità.
IrrigazioneNecessita di umidità costante, non tollerare siccità.
FiorituraFine primavera - Estate (maggio-metà luglio)
Altezza40-60 cm
Malattie e parassitiDifficile da estirpare, tende a proliferare aggressivamente.
Difficoltà di coltivazioneFacile