fiori lillà
Il capostipite del lillá che tutti conoscono é il genere Syrings vulgaris appartenente alla famiglia delle Oleacee. In origine fu importato dalla Turchia e cominció a decorare e arricchire i giardini inglesi giá attorno alla metá del 1500. Si narra anche che sia stato introdotto in Austria da un ambasciatore di Ferdinando I, l'imperatore, al quale fu donato dai giardini di Costantinopoli. Presto si diffuse in tutti i paesi d'Europa e in Italia giunse verso la fine dello stesso secolo. Si capí subito che si trattava di una pianta di facile coltivazione e ben presto i giardini europei si riempirono di arbusti di lillá, in grado anche di formare delle ricche siepi. Ma il vero luogo d'origine del lillá rimase un mistero fino al 1828, anno in cui finalmente fu scoperto in Romania allo stato selvatico e dopo nelle regioni balcaniche. Ma storicamente, le varietá piú note del lillá, furono studiate e sviluppate a Nancy, da Victor ed Emile Lemoine, nel loro vivaio. L'arbusto del lillá puó raggiungere i 3 metri di altezza, le sue foglie sono tendenzialmente cuoriformi di un colore verde chiaro e il primavera produce grandi "pannocchie" costituite da centinaia di fiorellini a stella. Fiori che, come dice il nome stesso della pianta, possono essere di colore lilla ma anche in altre nuances del viola, rosa o addirittura bianchi. Il profumo é delicato ma molto particolare e facilmente riconoscibile.
LA LEGGENDA E I SIGNIFICATI
Una favola antica narra che il popolo magico delle Fate utilizzasse i fiori di lillá per allontanare le forze del male. Esse amavano stare tra queste piante e laddove ritenevano ci fossero ombre oscure e maligne, coltivavano un lillá, come atto purificatorio contro le forze infestanti. I lillá, secondo il linguaggio dei fiori, assumono significati diversi a seconda del colore. Nelle nuances del viola vuol dire innamoramento anche se in alcune zone del mondo, regalare lillá di questo colore, simboleggia una rottura di fidanzamento. Invece il lillá bianco indica l'ingenuitá e la purezza della fanciullezza. In Italia in particolare il lillá è il fiore dell' "emozione d'amore" e simboleggia la timidezza nel parlare d'amore con la persona amata. Dalla Persia invece origina il significato piú negativo della pianta: lillá qui voleva dire "abbandono" e gli amanti ne donavano un ramoscello alle loro fidanzate per spezzare il legame. Ma anche in America e Inghilterra questo fiore non ha un significato positivo. Addirittura si dice che le donne che portano addosso i lillà difficilmente troveranno marito.
LE PROPRIETÁ
Sebbene il lillá nella specie del Syringa vulgaris, sia noto come magnifica pianta ornamentale, utilizzata a scopo decorativo, soprattutto in occasione di matrimoni e feste in genere, nell'antichitá erano famose anche le sue qualitá terapeutiche e curative. In particolare un decotto realizzato con la corteccia di lillá aiutava a curare le febbri piú alte mentre un infuso con le foglie, se ingerito, era ottimo per il mal di stomaco, la digestione e il fegato. Anche i reumatismi si potevano curare con questa pianta, in particolare con l'olio ricavato dalla macerazione dei fiori. Secondo la leggenda delle fate, l'olio di lillá aveva anche caratteristiche terapeutiche per i problemi psichici. E va sottolineato anche l'uso che si faceva dei lillá per dare vita a profumi da donna e intense essenze aromatiche. Oggi i gemmoderivati del lillá sono utilizzati come tonici del cuore e della circolazione.
ESPOSIZIONE E COLTIVAZIONE
I lillá sono arbusti ideali per arricchire il proprio giardino. La zona dove vengono piantati deve essere un'area soleggiata anche se possono sopportare tranquillamente la mezz'ombra. I terreni prediletti dai lillá sono fertili, capaci di trattenere l'umiditá, profondi e meglio se calcarei. Le concimazioni devono essere regolari ed é consigliabile usare fertilizzanti organici mentre é necessario prevedere, di tanto in tanto, alcune disinfestazioni dai parassiti. I lillá sono arbusti resistenti che non temono il freddo rigido dell'inverno ma nemmeno la calura estiva. Non sono piante che richiedono una cura particolare: in genere l'acqua piovana é loro sufficiente, tuttavia nei mesi piú afosi é consigliabile innaffiarle sporadicamente. Oltre alla varietá da giardino, che se lasciata allo stato selvaggio puó raggiungere anche diversi metri di altezza, esistono anche le tipologie da vaso piú compatte, le cosiddette varietá nane. Queste vanno innaffiate a partire dalla primavera - esattamente da marzo a ottobre - ogni qualvolta la terra é asciutta, mentre l'inverno é considerato il loro periodo di riposo. Alla fine dei mesi freddi, prima della primavera é consigliabile utilizzare un concime granulare a lenta cessione, da mettere alla base delle piante per aiutarle a rinvigorirsi e a rinforzarsi. Per ció che riguarda la potatura, in inverno é opportuno togliere le parti della pianta danneggiate o deboli. Nella bella stagione invece é consigliato fare frequenti cimature per facilitare la nascita di nuove gemme.