Erica

Perenni

Erica

Pianta diffusa in gran parte del globo, tappezzante, ama terreni acidi, freschi e umidi; piccoli fiori penduli, in inverno e primavera

di Redazione

17 luglio 2018

Generalità

Il genere Erica è costituito da centinaia di specie di piccoli arbusti, diffusi in gran parte dell’Africa, fino al mediterraneo e in Europa; con il termine, oltre alle molte specie di erica, si indica volgarmente anche l’unica specie esistente di calluna, calluna vulgaris, una piccola pianta strettamente imparentata con l’erica, a cui somiglia fortemente. Visto il numero di specie, è chiaro che esistono eriche assai differenti tra loro; la gran parte delle eriche è costituita da piante tappezzanti, che non superano i 25-35 cm di altezza; esistono però specie più grandi, che possono raggiunge i 150-180 cm di altezza , come Erica arborea. Tutte le specie (compresa la calluna) ha foglie simili ad aghi, sottili ed acuminate, leggermente carnose, portate da fusti sottili, semi legnosi, scarsamente ramificati; in autunno o in primavera le piante si ricoprono di una densa fioritura, presente all’ascella fogliare o all’apice dei rami. I fiori di erica sono minuti, in genere campanulati, costituiti da una corolla quasi cilindrica, di colore bianco, rosa, rosso, porpora. Il fiore più grande è quello di Erica mammosa, che può raggiungere alcuni centimetri di lunghezza. L’Erica è diffusa in Italia, sia nei giardini, come pianta ornamentale, sia nel sottobosco o nei pressi delle zone umide.

Alcune specie di erica Erica arborea

Arbusto sempreverde, molto presente nelle zone collinari del nostro paese; questa specie di erica ha crescita molto lenta e può raggiungere i 3-4 metri di altezza, divenendo un vero e proprio albero, anche se comunemente gli arbusti di erica arborea non superano i due metri. Ha foglie minute, scure, spesso riunite in gruppi di due o di tre. I minuscoli fiori sbocciano tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, e sono di colore bianco, molto profumati. I fusti sono eretti, ben ramificati, e hanno colore rossastro. Il legno di erica arborea viene comunemente chiamato radica, e viene utilizzato per produrre pipe, in quanto è molto duro e presenta una naturale colorazione molto gradevole. Erica arborea si sviluppa sia in terreni leggermente acidi, sia in terreni leggermente calcarei.

Famiglia e genere   Ericaceae, erica, più di 600 specie
Tipo di pianta  Arbusto sempreverde
Esposizione  Luminosa, no luce diretta
Varietà diffuse  E. carnea, E. arborea, E. scoparia, E. mammosa, E. gracilis, Calluna
Terreno  Alcune acido, altre calcareo
Colori  Fiori bianchi, rosa, rossi, viola
Irrigazione  Regolare, mai ristagni
Fioritura  Di solito in inverno
Concimazione  Ogni 15 giorni in primavera
Temperature  Alcune rustiche, la maggior parte no, al massimo 4°C

Erica scoparia

Si tratta di una delle specie di eriche meno decorative, in quanto la fioritura è di colore verdastro, e spesso si confonde tra le foglie, aghiformi, di colore verde chiaro, leggermente carnose; anche questa specie è di grandi dimensioni, e può raggiungere i due o tre metri di altezza; spesso costituisce ampie macchie, in cui è presente anche Erica arborea. Il nome deriva dal fatto che anticamente i rami di erica, semplicemente legai tra loro, venivano utilizzai per produrre scope. I rami venivano utilizzati anche come copertura dei tetti. Sono piante presenti naturalmente nella macchia mediterranea, molto resistenti alla siccità, al caldo ed al vento, adatte a vivere anche nelle zone litoranee.

Erica carnea

Erica diffusa in natura anche in Italia, tende a svilupparsi preferibilmente in terreni calcarei; si tratta di un minuscolo arbusto sempreverde, tappezzante, che non supera i 25-30 cm di altezza; la vegetazione è fitta, e ricoperta da minuscole foglioline aghiformi, di colore verde scuro. A fine inverno, queste eriche producono una bella fioritura d colore bianco o crema, ma in vivaio possiamo facilmente trovare eriche di colore vario, in genere nei toni del rosa. Spesso le piantine di erica carnea vengono colorate artificialmente, e quindi possono avere fiori blu, arancioni, verdi, viola; altrettanto spesso è possibile trovare in vivaio piantine forzate, già in fiore in ottobre o novembre. Ha sviluppo abbastanza rapido e forte resistenza al freddo, è quindi molto adatta per la coltivazione in giardino, possibilmente in una zona umida e fresca.

Erica mammosa

Questa specie, tra le più decorative, è originaria dell’Africa meridionale; non sopporta temperature invernali inferiori ai 5°C, e quindi viene in genere coltivata in vaso. Presenta fusti eretti, sottili, che possono raggiungere il metro di altezza; il fogliame è minuto e compatto, di colore verde chiaro; per tutto l’inverno e la primavera, all’apice dei fusti e all’ascella delle foglie sbocciano grandi fiori tubolari, di colore rosso, rosa, bianco, arancione. Erica decisamente molto decorativa, anche se tra le più delicate; è abbastanza facile da reperire in vivaio e abbastanza semplice da coltivare, a patto di avere un luogo semiombreggiato e fresco, ma non eccessivamente freddo, o soggetto al gelo.

Erica ciliaris

Specie diffusa nelle isole britanniche; produce piccoli tappeti, alti al massimo 45-50 cm, con fogliame denso e compatto e fusti sottili, eretti; all’apice dei fusti sbocciano piccoli fiori campanulati, di colore rosato. Pianta di facile coltivazione e di sviluppo abbastanza rapido, ama luoghi freschi e umidi, e la fioritura avviene durante i mesi più freschi dell’anno. Abbastanza diffusa in natura, erica ciliaris è disponibile anche in vivaio.

Calluna vulgaris

Anche detta brugo, la calluna viene comunemente venduta come erica, viste le forti somiglianze con quest’ultima; molto simile all’erica carnea, la calluna produce ampi cespi compatti, alti fin a 45-55 cm, con fogliame sottile, aghiforme, di colore verde brillante. I fiori sbocciano in inverno e primavera, e sono di colore rosato o bianco. La calluna differisce dall’erica principalmente per le dimensioni del fogliame, e per i fiori, che presentano quattro petali uniti a formare una sora di minuscolo cilindro; mentre l’erica presenta cinque petali.

Coltivare l’Erica

In vivaio troviamo di solito varietà ibride di erica, derivate principalmente dalle specie sud africane; questo perché, nonostante si dimostrino meno resistenti al freddo, la fioritura è assai precoce, ed è quindi semplice ottenere i fiori già all’inizio dell’autunno. Queste varietà però sono spesso molto delicate, e temono temperature inferiori ai 5°C; quando acquistiamo una piccola pianta di erica quindi, non diamo per scontato che resista al gelo, e chiediamo informazioni al vivaista. La gran parte delle specie e varietà di erica sono piante acidofile, vanno quindi coltivate in un terreno per piante acidofile, ed annaffiate, possibilmente, con acqua che non contenga calcare; se non siamo in grado di fornire acqua demineralizzata, periodicamente forniamo alle piantine del concime rinverdente, che ripristinerà nel terreno una giusta quantità di ferro biodisponibile per le piante. L’erica da giardino è tipicamente una pianta che ama il fresco e l’umidità, e teme la siccità ed il forte calore; Infatti, questi piccoli arbusti sempreverdi, tendono a svilupparsi durante i mesi freschi, da settembre fino ad aprile, e ad avere un periodo di riposo vegetativo all’arrivo del caldo. Quindi, contrariamente a quanto avviene per la gran parte elle altre piante, le nostre cure dovranno essere più assidue in autunno e in inverno. Le annaffiature devono essere molto regolari, garantendo un terreno sempre fresco e umido, ma non inzuppato di acqua. Per evitare ristagni, aggiungiamo un poco di sabbia al terriccio per piante acidofile, in modo da aumentarne il drenaggio. Le eriche da giardino possono venire coltivate tranquillamente anche in vaso, si tratta infatti di varietà tappezzanti, che tendono a produrre un apparato radicale abbastanza contenuto. Più viviamo in un luogo caldo e più dovremo posizionare le piante in ombra, in quanto il sole cocente del meridione d’Italia non gioca alle piccole piante. Dopo la fioritura andremo a potare le piante, accorciando tutti i fusti che portano i fiori appassiti; cerchiamo di potare le piante in primavera, subito dopo la fioritura, in quanto queste piante fioriscono sui rami dell’anno precedente, e producono i boccioli floreali già in estate; per questo motivo, una potatura tardiva potrebbe asportare la gran parte della fioritura.

Parassiti e malattie

Generalmente l’erica muore a causa di errate condizioni di coltivazione, che favoriscono lo svilupparsi di muffe e marciumi. Un terreno asfittico, sempre bagnato, con acqua stagnante, soffoca l’apparato radicale. Posizioni eccessivamente soleggiate, in stagioni con clima caldo, possono portare al totale disseccamento della parte aerea, con conseguente morte dell’intero arbusto. Un clima assai asciutto favorisce lo svilupparsi di parassiti quali cocciniglie e acari, che rovinano il fogliame vistosamente. Condizioni di coltivazione con forte umidità e scarsa ventilazione possono favorire lo sviluppo della botrite, una muffa grigiastra che rovina irreparabilmente la vegetazione. Molte eriche poi muoiono a causa di scarse annaffiature, soprattutto se posizionate in luogo molto soleggiato; questo fatto è spesso dovuto al modo in cui vengono coltivate in vivaio; spesso le piante vengono forzate a fiorire all’inizio dell’autunno, con posizionamento in serre con clima particolare, spesso diverso da quello presente in natura. Per questo motivo, capita spesso che piccole piante di erica muoiano dopo pochi giorni, in modo apparentemente immotivato. Altro motivo di sofferenza per le eriche è la clorosi: la coltivazione delle specie acidofile in un terreno calcareo ne causa il rapido scolorimento, e in seguito forti sofferenze, che possono portare a carenza di germogli e anche alla morte delle piccole piante.

Propagare l’erica

Le eriche producono tantissimi minuscoli semi, che purtroppo non sono sempre fertili; oltre a questo, le varietà di erica che troviamo in vivaio sono di solito ibridi, e quindi, se volgiamo propagare piante identiche alla pianta madre, non possiamo affidarci ai semi. In genere questi minuscoli arbusti si propagano per talea legnosa in primavera inoltrata o in estate. Si prelevano da piante sane e rigogliose dei rametti, cercando di scegliere rami che non portino fori o boccioli; nella parte bassa del rametto, per circa un terzo della sua lunghezza, si asportano le foglie, tagliandole con una forbice ben affilata. Quindi si immergono le talee così preparate in un terriccio costituito da torba e sabbia in parti uguali, già ben annaffiato. Per favorire la produzione di radici, è consigliabile immergere le talee in ormone radicante, prima che nel terreno. Il vassoio con le alee andrà tenuto in luogo luminoso, ma ombreggiato, co n una temperature minima superiore ai 10°C, e annaffiator regolarmente, fino a che non vedremo i primi germogli delle piccole nuove piante.

Eriche bicolor

Girando per vivai si possono trovare anche delle eriche molto particolari come per esempio queste eriche bicolor che vedete in foto. Si tratta ovviamente di 2 esemplari di eriche fiorite posizionate all'interno dello stesso vaso. Non esistono piante che fioriscono in due colori diversi e quindi, per creare un effetto cromatico molto particolare, alcuni vivaisti abbinano eriche di 2 colori nello stesso vaso. Per quanto riguarda l'immagine sopra si tratta di due esemplari di erica gracilis, un'erica dalle caratteristiche particolari sia per lo sviluppo che per le caratteristiche del fiore. L'erica gracilis, come suggerisce già il nome, è una pianta delicata originaria dell'Africa che alle nostre latitudine necessita di passare la parte più fredda dell'inverno in casa o in serra. Si tratta di piante a fioritura autunnale ed invernale che raggiungono un'altezza di 35-45 cm. I fiori di questa varietà di erica sono molto particolari ed hanno una forma globosa e compaiono sui germogli laterali della pianta a germogli di 3-4. Il colore dei fiori varia a seconda della varietà di erica gracilis che abbiamo e possono essere rosa (vernalis- fioritura fra ottobre e novembre)bianchi (alba - fiorisce fra settembre e ottobre).

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Domande frequenti

  • Perché la mia Erica sta ingiallendo e perdendo le foglie?
    L'ingiallimento (clorosi) è il sintomo principale di un terreno troppo alcalino o calcareo. Le Eriche sono acidofile e necessitano di suolo acido; se coltivate in terra calcarea o innaffiate con acqua del rubinetto ricca di calcio, non riescono ad assorbire il ferro, portando allo scolorimento e infine alla morte. Per risolvere il problema, è fondamentale cambiare il substrato con terra specifica per piante acidofile e utilizzare esclusivamente acqua piovana o demineralizzata per le irrigazioni. Inoltre, somministrare periodicamente un concime chelato al ferro può aiutare a recuperare la pianta.
  • Come devo annaffiare correttamente l'Erica per evitarne la morte?
    L'Erica teme sia la siccità che i ristagni idrici. Il terreno deve rimanere costantemente fresco e umido, mai inzuppato d'acqua stagnante che causerebbe marciumi radicali. Innaffia frequentemente, specialmente in autunno e inverno quando la pianta è in attività vegetativa, e assicurati che il substrato abbia un ottimo drenaggio (puoi aggiungere sabbia). Evita assolutamente di lasciare l'Erica in sottovaso con acqua ferma. Se vivi in zone calde, aumenta la frequenza delle annaffiature e posiziona la pianta in ombra per ridurre l'evaporazione e lo stress termico.
  • Quando e come potare l'Erica dopo la fioritura?
    La potatura va eseguita subito dopo la fine della fioritura, generalmente in primavera. Poiché l'Erica emette i boccioli floreali sull' legno dell'anno precedente, una potatura tardiva rimuoverebbe i fiori futuri. Accorcia i fusti che hanno portato i fiori appassiti, ma evita di tagliare troppo in profondità nel legno vecchio e nudo, poiché la pianta fatica a ricacciare da vecchie porzioni lignificate. Rimuovi solo i rami secchi o danneggiati e dai una leggera sfoltitura per mantenere la forma compatta e favorire la circolazione dell'aria.
  • Qual è la differenza tra Erica e Calluna (Brugo)?
    Sebbene siano entrambe Ericacee e molto simili, la Calluna vulgaris (Brugo) si distingue principalmente per i fiori, che hanno quattro petali saldati a formare un piccolo cilindro, mentre l'Erica ha fiori con cinque petali distinti. Inoltre, il fogliame della Calluna è solitamente più brillante e compatto. Colture: la Calluna è spesso più rustica e tollerante verso terreni meno acidi rispetto ad alcune specie di Erica, ma richiede comunque un'umidità costante. Entrambe fioriscono prevalentemente in inverno e primavera, offrendo colore nel periodo freddo.
  • Posso coltivare l'Erica in vaso?
    Sì, l'Erica si presta bene alla coltivazione in vaso, specialmente le varietà più delicate come l'Erica mammosa o l'Erica gracilis che non tollerano il gelo intenso. Usa un vaso sufficientemente ampio con fori di drenaggio e riempilo con un mix specifico per piante acidofile, eventualmente mescolato con sabbia per migliorare il drenaggio. Tieni il vaso in posizione luminosa ma protetta dal sole diretto estivo. Controlla l'umidità del substrato con maggiore frequenza rispetto alla messa a dimora in piena terra, poiché i vasi si asciugano più velocemente.

Scheda Tecnica

Erica spp., Calluna vulgaris

Nome scientificoErica spp., Calluna vulgaris
FamigliaEricaceae
Tipo di piantaPiccolo arbusto sempreverde, tappezzante o semiarbustivo
OrigineEuropa, Africa, Mediterraneo
EsposizioneLuminosa, preferibilmente mezz'ombra; proteggersi dal sole diretto estivo
Temperatura minimaVariabile: da -5°C (E. carnea) a +5°C (E. mammosa/gracilis)
TerrenoAcido, fresco, umido, ben drenato; ricco di sostanza organica
IrrigazioneRegolare e abbondante; terreno sempre umido ma mai zuppo; acqua piovana o demineralizzata
FiorituraAutunno-Inverno-Primavera (varia in base alla specie)
AltezzaDa 25 cm (tappezzanti) a 3-4 m (E. arborea)
ConcimazioneConcimante per acidofile ogni 15 giorni in primavera/autunno; integratori ferrosi
PotaturaLeggera dopo la fioritura, eliminando i fiori appassiti e accorciando i fusti
MoltiplicazioneTalea legnosa in tarda primavera/estate
Malattie e parassitiMarciumi radicali (ristagni), clorosi (calcare), cocciniglie, acari, botrite
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede terreno acido e gestione accurata dell'acqua)

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