Fiori di albicocco

Domande e Risposte Orto e Frutta

Albicocco

Quando un giovane alberello da frutto, da poco a dimora, porta tantissimi frutti, è consigliabile asportarne alcuni. Ecco i nostri consigli curare al meglio la nostra pianta.

di Redazione

07 giugno 2012

Domanda: devo staccare i frutti dal mio albicocco?

Salve! Questo è il 3 anno da quando ho piantato un albicocco nel mio giardino, è fiorito e adesso è carico di albicoche. Avevo sentito dire che essendo un albero giovane bisognerebbe togliere alcuni frutti (magari i più piccoli) in modo che si possa rinforzare. E' vero? Oppure bisogna lasciare che faccia tutto lui? Grazie! L'anno scorso mi avevano consigliato di fare ciò per il prugno giovane.

Risposa: coltivare un piccolo albicocco

Gentile Corina, complimenti, un albero da frutto pieno di frutti sta ad indicare un coltivatore attento, che è riuscito a dare alla pianta tutto ciò che le serviva. Il fatto che un alberello molto giovano abbia prodotto tantissimi frutti, indica che è sano e sta molto bene; però se i frutti sono veramente molti, si rischia che la pianta impieghi tutti i suoi sforzi per farli maturare tutti, e quindi diventi facile preda dei parassiti, animali o fungini. Oltre a questo, trattandosi di un alberello molto giovane, potrebbe non riuscire a portare a maturazione tutti i frutti, e quindi potrebbero essere scarsamente dolci e profumai. Oppure potrebbero rimanere tante albicocche, tutte mature, ma di dimensioni minuscole. In genere gli alberi in questi casi vanno incontro ad un fenomeno che si chiama cascola dei frutti, ovvero da soli lasciano cadere una buona parte dei frutti ancora acerbi, per riuscire a portare a maturazione i rimanenti, senza dover impiegare tantissime energie per portare a maturazione tutti i frutti. In questi casi si procede manualmente, prima che la pianta sia costretta a farlo da sola, asportando i frutti più piccoli, o creando degli spazi dove i frutti sono vicini e accatastati, in modo anche che tutti i frutti possano ricevere la giusta quantità di sole, e divengano quindi dolci e profumati. Si tratta di una pratica agronomica che viene fatta anche nei frutteti che producono a scopo commerciale, e non solo per cercare di creare frutti grandi, più facilmente commerciabili; la rimozione dei frutticini viene fatta anche per salvaguardare la salute della pianta, pensando anche agli anni futuri; del resto, quando si pone a dimora un albero da frutto in giardino, non si pretende di ricavare cassette piene di frutta già a partire dai primi anni di vita dell’alberello; è meglio levare qualche frutto oggi, per avere maggiore sicurezza del fatto che l’alberello abbia uno sviluppo sano e rigoglioso, e ci porti più frutta nei prossimi anni, quando sarà in grado di farlo.

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Domande frequenti

  • Devo eliminare i frutti dall'albicocco giovane?
    Sì, è altamente consigliabile asportare manualmente una parte dei frutti, specialmente quelli più piccoli o ammassati, quando l'albero è giovane. Questa pratica, detta diradamento, evita che la pianta esaurisca le sue energie cercando di far maturare un numero eccessivo di albicocche. Se lasciati troppi frutti, l'albicocco potrebbe andare incontro alla 'cascola spontanea', lasciando cadere prematuramente gran parte del raccolto, oppure produrre frutti piccoli, insipidi e meno profumati. Eliminare manualmente i frutti in eccesso garantisce che quelli rimanenti ricevano luce sufficiente, sviluppandosi sani, dolci e di buone dimensioni, preservando al contempo la vitalità dell'albero per i raccolti futuri.
  • Quali sono i rischi di non diradare i frutti sull'albicocco?
    Non diradare i frutti su un albicocco giovane comporta diversi rischi. La pianta, sovraccaricata dal peso e dalla richiesta energetica, può indebolirsi notevolmente, diventando più suscettibile all'attacco di parassiti e malattie fungine. Inoltre, il fenomeno della cascola dei frutti diventa probabile: l'albero cercherà di difendersi da solo eliminando una grande quantità di albicocche acerbe per sopravvivere. Anche se la pianta riesce a farle maturare, il risultato saranno frutti di dimensioni minuscole e dal sapore scarso, privi della tipica dolcezza e aromaticità. Il diradamento manuale previene questi sprechi energetici e assicura una produzione di qualità superiore.
  • Come si effettua correttamente il diradamento dei frutti?
    Il diradamento va effettuato manualmente, preferibilmente prima che l'albero sia costretto a compiere la cascola spontanea. Si devono rimuovere i frutti più piccoli, deformi o quelli che crescono troppo vicini tra loro, creando spazi adeguati. L'obiettivo è garantire che ogni albicocca rimasta riceva una corretta esposizione solare e abbia abbastanza risorse nutrizionali per crescere. Non serve eliminare tutti i frutti, ma ridurne il numero in modo proporzionato alla capacità dell'albero, specialmente se giovane. Questa tecnica è standard anche nella frutticoltura commerciale per ottimizzare calibro e sapore del frutto, migliorando la salute complessiva della pianta.
  • L'albicocco giovane produce subito molta frutta?
    Un albicocco giovane che porta molti frutti nel suo terzo anno indica generalmente una pianta sana e ben curata, capace di assorbire efficacemente nutrienti e acqua. Tuttavia, questa abbondanza precoce richiede attenzione gestionale. Sebbene sia un segno positivo della vitalità della pianta, non deve indurre a trascurare il diradamento. La natura tende a sovraccaricare la pianta, causando stress. È fondamentale ricordare che l'obiettivo iniziale della messa a dimora non è ottenere grandi quantitativi immediati, ma formare una struttura vegetativa robusta. Gestire l'abbondanza attuale con il diradamento protegge l'albero e prepara il terreno per produzioni stabili e abbondanti negli anni successivi.

Scheda Tecnica

Prunus armeniaca

Nome scientificoPrunus armeniaca
FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineAsia centrale/Cina
EsposizionePieno sole
TerrenoFresco, drenante, leggero, non calcareo
IrrigazioneRegolare, soprattutto in estate e durante l'allegagione
FiorituraPrimavera (febbraio-aprile)
Altezza4-8 metri
ConcimazioneOrganica in autunno/inverno; azotata in primavera
PotaturaLeggera, per mantenere la struttura aperta
MoltiplicazioneInnesto su portainnesti specifici
Malattie e parassitiMonilia, bolla dell'albicocco, afidi, cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneMedia