pianta dell'olivo cultivar

Olivo

Olivo cultivar

Olivo cultivar: è largamente diffuso in Italia con circa 500 varietà e in Europa ci sono al massimo 70 tipologie. In Italia ha la fortuna di crescere con grande facilità, perché necessita di una coltivazione marginale.

di Redazione

03 ottobre 2016

Olivo cultivar

Alla macchia mediterranea appartengono diverse piante che caratterizzano la nostra penisola italiana. L'olivo è una di queste piante che cresce non solo nelle zone mitigate, ma anche nelle sponde vicine ai grandi laghi e in alcune zone del Veneto e nel Friuli, in quanto la sua crescita non è condizionata dall'ostilità della terra o dalle zone in cui gli alberi da frutto non possono crescere ma necessita di altro. I principali fattori sono: l'altitudine, le gelate durature, la fisiologia e l'età. Se il clima è mite e non ci sono sbalzi di freddo, la piante crescono meglio e in modo ottimale, senza che i germogli siano bruciati. L'esposizione a Nord è l'ideale e non necessita di troppa acqua. L'olio ottenuto è gradevole, accompagna numerosi pasti ed è venduto sia nel privato che nel pubblico.

Le varietà autoctone diffuse nella penisola italiana

Dal Nord al Sud della nostra penisola, le varietà dell'olivo sono numerose e con caratteristiche specifiche a seconda della regione e della terra in cui crescono. Parlando di cultivar, nelle Marche è diffusa la varietà chiamata Sargano che produce un olio dal gusto fruttato, un po' amaro e un po' piccante, unito al sapore di mela, mandorla fresca e carciofo. In Umbria troviamo la varietà San Felice che produce un olio con le stesse caratteristiche della precedente. La Carboncella è la varietà autoctona del Lazio e della Toscana. Ha caratteristiche simili al Moraiolo, l'olio è fruttato e delicato. Spostandoci in Sardegna, troviamo l'olio San Gliuliano prodotto da diverse cultivar tra le quali: arbequina, bosana, coratina, frantoio, leccino, semidiana e koroneiki.

La tradizione della raccolta delle olive è un vero rito

Un appuntamento fisso e rituale è la raccolta delle olive che si svolge nello stesso periodo, ovvero, da settembre a gennaio e con le stesse azioni che si ripetono. È una tradizione gelosamente rispettata e seguita alla lettera nella metodologia usata per raccoglierle, per lavarle e per sottoporle alla frangitura che, sebbene quest'ultima sia effettuata con macchinari più moderni, segue lo stesso schema nei tempi e nei modi. Nella raccolta delle olive hanno una grande importanza le due attività che sono la brucatura e la bacchiatura. La prima avviene manualmente o con dei rulli. La seconda, invece, è la bacchiatura e si svolge con reti poste alla base prima di raccogliere le olive e successivamente si conclude con la battitura effettuata attraverso strumenti come pertiche o scuotitori. La bacchiatura si svolge con precisione.

La coltivazione delle cultivar da tavola nei paesi esteri

Sebbene l'Italia abbia un numero maggiore di varietà produce nel proprio territorio solo il 10% delle olive da tavola, in quanto preferisce esportarle e assegnare agli altri l'incarico di produrre l'olio. Il consumatore maggiore di olio è l'America, al secondo posto troviamo il nostro paese. All'estero le varietà più diffuse si trovano in Spagna, in Algeria, in Israele, in Morona e in Grecia. Attualmente il settore agroalimentare intende apportare delle innovazioni sia nei macchinari che nelle tecniche di coltivazione e di raccolta per migliorare l'aspetto genetico e individuare nuove varietà più adatte a fattori ostili come parassiti, ostacoli bioetici e tutto ciò che possa creare disturbo alla crescita delle piante e alla produzione dell'olio. Questo tipo di pianta, infatti, può venire attaccata da particolari insetti e da parassiti che possono compromettere in maniera seria le coltivazioni, arrecando un danno economico molto ingente.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali varietà di olivo coltivate in Italia?
    L'Italia vanta centinaia di cultivar autoctone distribuite territorialmente. Nelle Marche predomina il Sargano, noto per oli fruttati con note di mela e carciofo. In Umbria si trova il San Felice, simile al precedente. Nel Lazio e in Toscana è diffusa la Carboncella, affine al Moraiolo per un olio fruttato e delicato. In Sardegna coesistono diverse varietà come Arbequina, Bosana, Coratina, Frantoio, Leccino, Semidiana e Koroneiki, adattandosi alle specificità climatiche locali.
  • Quando si effettua la raccolta delle olive e quali metodi si utilizzano?
    La raccolta avviene tradizionalmente da settembre a gennaio. Si distinguono due fasi principali: la brucatura, manuale o tramite rulli meccanici, e la bacchiatura. Quest'ultima prevede la stesura di reti sotto gli alberi per raccogliere le olive cadute mediante battitura con pertiche o scuotitori meccanici. Nonostante l'uso di macchinari moderni, il processo mantiene schemi tradizionali nei tempi e nei modi, garantendo qualità al frutto prima della frangitura.
  • Qual è l'ambiente ideale per la coltivazione dell'olivo?
    L'olivo prospera in climi miti senza sbalzi termici estremi, resistendo bene anche in zone non ottimali per altri frutti. Predilige esposizioni soleggiate (anche a nord in alcune aree) e tollera terreni marginali, purché ben drenati. Non richiede irrigazioni abbondanti. Fattori critici sono l'altitudine e le gelate prolungate: temperature troppo basse possono danneggiare i germogli. La sua fisiologia permette una crescita robusta in molte regioni italiane, incluse quelle vicine ai grandi laghi.
  • Quali sono le minacce principali per la salute degli oliveti?
    Le coltivazioni di olivo possono subire gravi danni economici a causa di attacchi parassitari e infestazioni di insetti specifici. Tra i nemici biologici più comuni vi sono la mosca dell'olivo, che danneggia il frutto, e patogeni come la rogna o il verticillium. Inoltre, fattori bioetici e condizioni ambientali avverse possono ostacolare la crescita. Per mitigare questi rischi, il settore agroalimentare sta investendo nell'innovazione genetica per sviluppare cultivar più resistenti e resilienti.

Scheda Tecnica

Olea europaea

Nome scientificoOlea europaea
FamigliaOleaceae
Tipo di piantaAlbero sempreverde
OrigineBacino del Mediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, calcareo o argilloso
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraPrimavera (maggio-giugno)
AltezzaFino a 10 metri
ConcimazioneOrganica in autunno/inverno
PotaturaInvernale, per mantenere forma e produttività
MoltiplicazionePropaggine, innesto o talea
Malattie e parassitiMosca dell'olivo, rogna, verticilliosi, cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneMedia (resistente alla siccità dopo l'attecchimento)

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