Giardinaggio · Parassiti e Malattie

Bruco americano, Iphantria

Aggiornato il 07 settembre 20113 capitoli5 domande frequenti
bruco americano

Combattiamo il Bruco Americano

Questo lepidottero (fam. Arctiidae) è una specie di origine nord-americana (Stati Uniti, Canada), è stata introdotta in Europa nel 1940 e in Italia tra il 1975 e il 1977. Partendo dalla Val Padana, si è diffusa rapidamente in tutta l'Italia settentrionale e centrale, attraverso i mezzi di trasporto, causando gravi danni alle latifoglie presenti nelle aree verdi urbane, lungo le strade e le linee ferroviarie.

Scheda tecnica

Adulto: farfalla bianca candida o punteggiata di nero (forma tipica). Apertura alare 25-30 mm; antenne filiformi nelle femmine e pettinate nei maschi; Uova:di colore verde pallido, vengono deposte riunite in placche incollate per lo più sulla pagina inferiore delle foglie; Larva: di colore bruno-giallastro con il capo nero e la regione dorsale grigia, ricoperta da lunghi peli bianchi e neri. Alla maturità raggiunge la lunghezza di 30-35 cm; Crisalide: marrone lucente, presenta la parte terminale (cremaster) provvista di spine, con apice appiattito. Si forma all'interno di un bozzolo di radi fili sericei. Le larve neonate dapprima erodono una delle superfici fogliari e poi, una volta cresciute, mangiano l'intera foglia della quale restano solo le nervature principali. Possono attaccare circa 200 specie, con netta prevalenza per le latifoglie arboree ed arbustive. Tra quelle che vengono impiegate nelle alberature stradli e nei parchi si ricordano: gelso, aceri, platani, tigli, olmi, ippocastani, frassini, pioppi, salici etc. (mai le conifere). Fra le piante d'interesse agrario si segnalano diversi fruttiferi: melo, pero, noce, susino, vite. I nemici naturali sono rappresentati da predatori, parassitoidi e microrganismi patogeni. Recenti studi mettono in evidenza come questi fattori giochino un ruolo importante nel limitare le infestazioni del fitofago (Marchesini et al., 1997). Tra i predatori, sono stati osservati diverse specie di ragni ed insetti come la crisopa, la forbicina e le vespe. Anche gli uccelli possono svolgere un'efficace azione di contenimento. Tra i microrganismi patogeni isolati, particolarmente attivi sulle crisalidi svernanti, risultano i funghi entomopatogeni.

Vari metodi di lotta

1. Meccanica: tagliare e bruciare i nidi sericei biancastri non appena le larve hanno iniziato la loro attività trofica. Questa operazione va eseguita a partire dalla metà di Maggio per le larve della prima generazione e ripetuta a metà Agosto per quelle della seconda generazione; 2. Biologica: per i trattamenti in ambienti pubblici si consiglia l'uso del BACILLUS THURINGIENSIS (var. KURSTAKI) tenendo conto che: · È un prodotto a bassa tossicità e rispetta gli insetti utili; · Agisce per ingestione, va quindi impiegato quando le larve sono ancora giovani e iniziano a mangiare voracemente la vegetazione (circa 20 giorni dopo la schiusura delle uova); · È sensibile ai raggi solari, per cui è preferibile distribuirlo all'imbrunire; · Le dosi d'impiego indicate variano da 100 a 300 g/hl a seconda dello stadio di sviluppo delle larve. E' importante bagnare bene la vegetazione (10-15 litri di sospensione per pianta a seconda delle dimensioni). 3. Chimica: si possono impiegare con buoni risultati i seguenti principi attivi: piretrine naturali, diflubenzuron, tebufenzide, feflubenzuron, piretroidi di sintesi. Le trappole a feromoni sessuali, rappresentano un valido strumento per rilevare l'andamento dei voli e individuare il momento più opportuno per intervenire.

Domande frequenti

  • Quali piante viene attaccata dal bruco americano?
    Il bruco americano (Hyphantria cunea) attacca prevalentemente le latifoglie arboree ed arbustive, colpendo oltre 200 specie diverse. Tra le piante ornamentali più colpite ci sono il gelso, gli aceri, i platani, i tigli, gli olmi, gli ippocastani, i frassini, i pioppi e i salici. Interessa anche diverse piante da frutto come il melo, il pero, il noce, il susino e la vite. È importante notare che questo parassita non attacca mai le conifere.
  • Come riconoscere il danno causato dalle larve?
    Le larve neonate iniziano erodendo la superficie di una foglia, ma crescendo diventano molto voraci e consumano l'intera lamina fogliare, lasciando intatte solo le nervature principali. Un altro segno distintivo è la presenza di nidi sericei biancastri, costruiti dalle larve per ripararsi, spesso visibili sui rami. La larva matura è lunga 30-35 mm, ha il capo nero, corpo bruno-giallastro con regione dorsale grigia e peli bianchi e neri.
  • Quando effettuare la lotta meccanica contro i nidi?
    La lotta meccanica consiste nel tagliare e bruciare i nidi sericei biancastri non appena le larve iniziano la loro attività trofica. Questo intervento deve essere eseguito due volte l'anno: a partire dalla metà di maggio per le larve della prima generazione e nuovamente a metà agosto per quelle della seconda generazione. Rimuovere i nidi riduce drasticamente la popolazione di parassiti nella stagione successiva.
  • Come usare correttamente il Bacillus thuringiensis?
    Il Bacillus thuringiensis (var. kurstaki) agisce per ingestione, quindi va applicato quando le larve sono giovani e stanno mangiando attivamente, circa 20 giorni dopo la schiusa delle uova. Poiché è sensibile ai raggi solari, il trattamento va effettuato preferibilmente all'imbrunire. Le dosi variano da 100 a 300 g/hl; è fondamentale bagnare bene la vegetazione con 10-15 litri di sospensione per pianta, adattando la quantità alla dimensione dell'albero.
  • Quali prodotti chimici sono efficaci contro il bruco americano?
    Tra i principi attivi chimici efficaci contro Hyphantria cunea vi sono le piretrine naturali, il diflubenzuron, il tebufenzide, il flufenzuron e i piretroidi di sintesi. L'utilizzo di trappole a feromoni sessuali è consigliato come strumento di monitoraggio per rilevare l'andamento dei voli degli adulti e determinare il momento ottimale per intervenire con i trattamenti, massimizzando l'efficacia e minimizzando l'impatto ambientale.

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