fiori orchidea

Orchidee

Fioritura orchidee

Uno degli obbiettivi principali della coltivazione in casa delle orchidee è quello di potere godere della produzione di questi fiori dalle forme inusuali ed accattivanti.

di Redazione

11 maggio 2016

Fioritura orchidee

A differenza di quanto in genere accade per altre piante d’appartamento, uno degli obbiettivi principali della coltivazione in casa delle orchidee è quello di potere godere della produzione di questi fiori dalle forme inusuali ed accattivanti. Non è infrequente, però, che, superata la prima stagione di fioritura, quelle degli anni successivi siano scarse, se non del tutto assenti. Piante in buone condizioni vegetative non riescono a soddisfare le aspettative attese. Molto spesso, infatti, si ignora il fatto che la fase riproduttiva di una pianta e dunque la sua fioritura è il risultato di una serie di elementi fisiologici e ambientali che devono interagire tra loro nella giusta misura. In più, le orchidee in commercio sono generalmente piante provenienti da ambienti tropicali con condizioni di crescita e sviluppo molto differenti da quanto ricreabile allo interno di un appartamento nelle nostre latitudini. Una premessa fondamentale per assicurarsi fioriture abbondanti, capaci di gratificare le cure che questo particolare tipo di piante da fiore necessita, è dunque quello di avere una buona conoscenza del genere di orchidea che si è scelto di allevare. I periodi di fioritura e la durata variano, infatti, da alcuni mesi fino ad un unico giorno all’anno. Così come esistono tipi di orchidea che fioriscono nei vecchi steli già andati a fiore ed altri che li differenziano soltanto sui nuovi germogli dell’anno, elemento questo che dovrà guidare la corretta pratica di potatura. Si tenga presente, ancora, che differenti risulteranno le esigenze idriche se si è di fronte ad una specie epifita o ad una terricola. Queste ultime necessitano di un maggiore apporto idrico al fine di non vedere mai seccare il terriccio nel quale si sviluppa l’apparato radicale.

Fattori ambientali

Tra i fattori ambientali che più influenzano la produzione di fiori vi sono in ordine d’importanza: luce, temperatura e umidità dell’aria. La prima scelta, dunque, deve riguardare il corretto posizionamento della pianta. Le orchidee necessitano di luce per sviluppare i fiori, ma rifuggono dalla esposizione diretta ai raggi solari. L’ambiente, dunque, deve risultare luminoso, ma sufficientemente ombreggiato. Nel caso in cui venissero poste di fronte una finestra è bene che questa sia munita di tende. Ma è l’inverno, forse, la stagione più delicata per queste piante.Non di rado vi sono specie che necessitano anche di 12 ore di luce al giorno. Un alternativa alla luce naturale potrebbe quindi essere un sistema d’illuminazione artificiale. Riguardo la temperatura, è bene assicurare un calore costante evitando eccessive correnti d’aria o il gran caldo secco prodotto dai riscaldamenti interni, dalla cui fonte le piante vanno tenute ad una certa distanza. Durante il periodo estivo, nel caso in cui le temperature esterne non siano eccessivamente elevate, le piante di orchidea possono essere poste fuori in balcone o di fronte una finestra aperta, avendo cura sempre di non esporle ai raggi solari diretti. L’umidità dell’aria è un elemento ambientale da non sottovalutare. Il livello di umidità ideale si aggira intorno al 60% e può essere mantenuto, nei periodi più secchi, attraverso l’uso di vassoi riempiti di ghiaia umida dove posizionare i vasi. Fondamentale, però, è che la composta dei vasi non si imbibisca eccessivamente di acqua per non causare il marciume radicale o l’insorgere di malattie parassitarie che possono compromettere la vitalità della pianta stessa. Delle nebulizzazioni con appositi spruzzatori possono favorire il giusto mantenimento del livello di umidità dell’aria, avendo cura, però, di spruzzare soltanto le foglie e mai direttamente i fiori.

Stimolare la fioritura

Una delle tecniche più diffuse per stimolare la produzione di fiori prevede di sottoporre la pianta a precise differenze di temperatura tra il giorno e la notte. Il principio su cui si basa questa tecnica tiene conto del fabbisogno di alcune specie di un certo numero di ore di freddo per indurre la produzione di gemme a fiore. In genere le differenze di temperatura sono dell’ordine di 5°C, avendo cura, tuttavia, di non sottoporre le piante ad eccessivi stress termici al di sotto dei 10 ° C. Si tenga conto che la temperatura invernale ideale si aggira intorno ai 14 – 16 ° C per molti tipi di orchidee. Generalmente questa tecnica ha la durata di circa un mese e va in ogni caso interrotta nel momento in cui compare il primo stelo a fiore. Una pratica colturale, meno invasiva e rischiosa, che può favorire la produzione di fiori riguarda l’uso, durante il periodo di fioritura, di specifici concimi, facilmente reperibili in commercio, capaci di soddisfare le esigenze di fosforo e potassio della pianta.Grande attenzione va posta nei dosaggi, soprattutto se si tratta di concimi liquidi. Esistono, inoltre, in commercio specifici formulati capaci di integrare i fabbisogni in microelementi. Tra i microelementi che più stimolano la fioritura ricordiamo il magnesio. Non è infrequente che i più esperti coltivatori di orchidee, generalmente conoscitori delle pratiche di potatura, al fine di assicurarsi abbondanti fioriture negli steli fioriferi li accorcino a circa 20 cm dalla base, praticando il taglio subito dopo il nodo da cui si desidera si formino i nuovi germogli.

Principali cause di mancata fioritura

Un errore di coltivazione, anche durante il periodo di riposo, può compromettere irrimediabilmente la produzione di fiori della stagione. Le principali cause che possono portare al fallimento di una o più stagioni di fioritura possono essere così schematizzate: • inadeguate condizioni di luce; • cattive o inadeguate condizioni di temperatura (troppo bassa o troppo alta); • irrigazione eccessiva o insufficiente; • attacchi parassitari alle gemme a fiore; • eccesso di concimazione azotata e/o di prodotti antiparassitari caustici; • errori di potatura.

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Domande frequenti

  • Come posso far rifiorire la mia orchidea se non produce fiori?
    Per stimolare la rifioritura, è fondamentale replicare le condizioni naturali della pianta. Innanzitutto, verifica l'esposizione: le orchidee amano la luce ma odiano il sole diretto, quindi posizionale vicino a una finestra con tende. Un fattore chiave è la differenza termica tra giorno e notte, ideale intorno ai 5°C, mantenendo la temperatura notturna sopra i 10°C. Inoltre, riduci la concimazione azotata e utilizza fertilizzanti specifici ricchi di fosforo e potassio. Infine, controlla attentamente l'umidità dell'aria (intorno al 60%) usando vassoi con ghiaia umida, senza bagnare mai i fiori.
  • Quando devo tagliare lo stelo fiorifero dopo la fioritura?
    La potatura dello stelo dipende dal tipo di orchidea e da come fiorisce quella specifica specie. Alcune orchidee producono nuovi fiori sugli stessi steli vecchi, mentre altre formano germogli solo sui nuovi rami. In generale, se decidi di accorciare lo stelo per favorire nuovi getti, effettua il taglio immediatamente sopra il nodo (l'anello sulla canna) da cui desideri che spunti il nuovo germoglio. Molti esperti consigliano di tagliare a circa 20 cm dalla base. Aspetta sempre che i fiori appassiscono completamente prima di intervenire per non stressare inutilmente la pianta.
  • Quanta acqua devo dare alle orchidee per evitare il marciume?
    Le esigenze idriche variano se la tua orchidea è epifita (che cresce sugli alberi) o terricola. Quelle terricole richiedono un substrato che non si secchi mai completamente, ma bisogna fare attenzione a non inzuppare la composta per evitare il marciume radicale. Le epifite, invece, preferiscono un ciclo di asciugatura più rapido. In entrambi i casi, l'umidità ambientale è cruciale: mantienila intorno al 60% nebulizzando solo le foglie (mai i fiori) o usando vassoi con ghiaia e acqua. Evita assolutamente i ristagni d'acqua nel sottovaso.
  • Quali sono le cause principali per cui la mia orchidea non fiorisce?
    La mancanza di fioritura è spesso dovuta a errori di coltivazione cumulativi. Le cause più comuni includono: luci insufficienti o troppo intense (sole diretto brucia le foglie), sbalzi termici estremi o correnti d'aria fredda/calda, e irrigazioni irregolari (né troppa né poca acqua). Anche un'eccessiva concimazione azotata favorisce le foglie ma blocca i fiori. Altri fattori critici sono gli attacchi parassitari sulle gemme e errori di potatura. Assicurati che la pianta riceva circa 12 ore di luce diffusa giornaliera e che la temperatura invernale si attesti tra i 14 e i 16°C.
  • Posso usare la luce artificiale per far fiorire le orchidee in inverno?
    Sì, la luce artificiale è un'ottima alternativa in inverno quando le giornate sono corte. Molte specie di orchidee hanno bisogno di almeno 12 ore di luce al giorno per innescare la formazione delle gemme floreali. Utilizza lampade specifiche per la crescita delle piante (full spectrum) posizionate a una distanza adeguata per fornire illuminazione supplementare senza surriscaldare la pianta. Questo metodo aiuta a compensare la scarsa luminosità naturale e supporta il processo fotosintetico necessario per produrre energia per la fioritura.

Scheda Tecnica

FamigliaOrchidaceae
Tipo di piantaEpifita o Terricola
OrigineAmbienti tropicali
EsposizioneLuminosa ma ombreggiata, no sole diretto
Temperatura minima10 °C
TerrenoSubstrato specifico (non terriccio comune)
IrrigazioneModerata, evitare ristagni, umidità aria ~60%
FiorituraVariabile da 1 giorno a diversi mesi, dipende dalla specie
ConcimazioneSpecifici per orchidee, ricchi di Fosforo e Potassio
PotaturaTaglio steli fioriferi dopo il nodo desiderato (es. a 20 cm)
Malattie e parassitiMarciume radicale, attacchi parassitari alle gemme
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede controllo clima e umidità)