Piantagione di goji

Rimedi Naturali

Goji coltivazione

La coltivazione del goji si sta diffondendo rapidamente anche in Europa. Originaria dell'estremo oriente, questa pianta produce bacche di colore rosso o arancione intenso, rinomate per le loro proprietà benefiche. Sono di grande tendenza tra chi vuole prendersi cura di se in modo naturale.

di Redazione

15 ottobre 2014

Il goji: le origini

Il goji, ovvero il lycium barbarum, è una solanacea originaria dell'estremo oriente. Oggi questa specie si può trovare in tutto il mondo, e in alcuni luoghi cresce anche in modo spontaneo. Il suo nome è stato creato negli anni settanta dall'etnobotanico nord-americano Bradley Dobos, ma in alcune regioni della Cina viene coltivato da migliaia di anni, ed è un elemento essenziale della sua medicina tradizionale. Il goji è un arbusto perenne che può raggiungere i 3 metri d'altezza, dalle foglie oblunghe e che produce un' infiorescenza di colore viola. Il frutto è una piccola bacca carnosa dalla forma oblunga, con un diametro di 1-2 centimetri e dal colore rosso intenso, che racchiude interessantissime proprietà antiossidanti. La bacca ha un sapore che può ricordare vagamente quello del mirtillo.

Coltivazione del goji

La coltivazione del goji è abbastanza semplice. L'arbusto cresce bene in piena terra e in posizione soleggiata. Preferibilmente andrebbe piantato in primavera o inizio autunno, avendo l'accortezza di lasciare abbastanza terreno attorno per facilitarne lo sviluppo, trattandosi di un arbusto che può raggiungere i 2 metri d'altezza con la tendenza a formare folti cespugli intricati. Si può coltivare anche in vaso, ma in questo caso le dimensioni che raggiungerà saranno un po' più ridotte. Le annaffiature poi dovranno esser più abbondanti rispetto a quelle di una coltivazione in piena terra, facendo però attenzione ai ristagni d'acqua nei sottovasi, per evitare il marciume radicale. Trascorsi i primi 4-5 anni, la pianta, se coltivata in terra, avrà raggiunto la sua maturità e sarà in grado di far fonte da sola alle proprie esigenze idriche.

Clima e posizione

Il goji è un arbusto forte e rustico, che può sopravvivere anche a gelate che vanno dai -15°C ai -17°C, adattandosi quindi perfettamente ai nostri giardini. Non ha bisogno di grosse cure, ma tuttavia bisogna tener presente che fruttifica sui rami nuovi, per cui la pianta andrà potata ogni anno a tale scopo. Se lo vogliamo inserire all'interno di un'aiuola, potremmo affiancarlo ad altri frutti di bosco, come i lamponi, i mirtilli o il biancospino, unendo così alle caratteristiche ornamentali la possibilità di raccogliere delle bacche golose ma anche ricche di proprietà e di eccellenti valori nutrizionali (facendo però molta attenzione: la pianta è infatti dotata di spine). Il goji generalmente non viene colpito da particolari malattie, ma i molluschi, come le lumache, vanno ghiotti del suo fogliame.

Le bacche di goji

In Asia le bacche del goji sono largamente utilizzate nella medicina tradizionale cinese, dove vengono impiegate da millenni, ma anche in cucina, per preparare zuppe, minestre e gustose salse per accompagnare la carni. In occidente invece sono state introdotte da pochi anni, e stanno diventando molto di moda. Principalmente sul mercato si possono trovare sotto forma di bacche essiccate o di succhi. Le bacche possono essere consumate a colazione, sia essiccate che reidratate, mischiate a cereali, yogurt o latte e a della frutta fresca. Queste bacche hanno un incontrastato potenziale antiossidante, aiutano a supportare le funzioni del sistema immunitario, quelle del sistema cardiocircolatorio e sono utili a chi segue una dieta ipocalorica poiché possiedono un basso indice glicemico e un effetto saziante.

Domande frequenti

  • Come si coltiva il goji in Italia?
    Il goji (Lycium barbarum) è facile da coltivare in Italia grazie alla sua rusticità. Predilige posizioni soleggiate e terreni ben drenati. È preferibile piantarlo in primavera o inizio autunno, lasciando spazio sufficiente dato che può crescere fino a 3 metri. Resiste bene al freddo, sopportando gelate fino a -15/-17°C. In vaso richiede annaffiature più frequenti rispetto alla piena terra, ma attenzione ai ristagni idrici che causano marciume radicale. Dopo 4-5 anni in terra, la pianta diventa autosufficiente nell'irrigazione.
  • Quali sono le proprietà benefiche delle bacche di goji?
    Le bacche di goji sono rinomate per il potente effetto antiossidante. Supportano le funzioni del sistema immunitario e cardiocircolatorio. Hanno un basso indice glicemico e un effetto saziante, risultando ideali per diete ipocaloriche. In Asia sono usate da millenni nella medicina tradizionale, mentre in Occidente si consumano spesso secche o come succo. Possono essere mangiate a colazione con cereali, yogurt o frutta fresca, offrendo un sapore simile al mirtillo.
  • Quando e come potare il goji?
    La potatura del goji va effettuata annualmente perché la pianta fruttifica sui rami nuovi. Tagliare i rami vecchi stimola la produzione di nuova vegetazione portatrice di fiori e frutti. Essendo un arbusto che tende a formare cespugli intricati e dotati di spine, la potatura aiuta anche a mantenerne la forma ordinata e facilita la raccolta delle bacche. Intervenire dopo la fioritura o in inverno, a seconda degli obiettivi produttivi specifici.
  • Il goji teme il freddo?
    No, il goji è un arbusto molto resistente al freddo. Può sopravvivere a temperature che scendono fino a -15°C o -17°C, adattandosi perfettamente ai climi europei. Questa robustezza lo rende adatto a molti giardini italiani senza necessità di protezioni speciali invernali. Tuttavia, come tutte le piante, le giovani piantine potrebbero beneficiare di una leggera protezione nelle prime stagioni dopo l'impianto per stabilizzarsi meglio nel nuovo ambiente.
  • Ci sono parassiti da temere per il goji?
    Il goji è generalmente poco soggetto a malattie gravi. L'insetto principale da monitorare sono i molluschi, in particolare le lumache, che sono ghiote del suo fogliame. Inoltre, se coltivato in vaso, bisogna fare attenzione ai ristagni d'acqua nei sottovasi, che possono provocare il marciume radicale. Una buona drenatura del terreno e il controllo dei molluschi con esche specifiche o barriere fisiche sono sufficienti per mantenere la pianta sana e produttiva.

Scheda Tecnica

Lycium barbarum

Nome scientificoLycium barbarum
FamigliaSolanacee
Tipo di piantaArbusto perenne spinoso
OrigineEstremo Oriente (Cina)
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, fertile
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraInfiorescenze viola
AltezzaFino a 3 metri
PotaturaAnnuale, sui rami nuovi
Malattie e parassitiMolluschi (lumache), marciume radicale
Difficoltà di coltivazioneFacile