Nashi

Frutteto

Nashi frutto

Nashi frutto è il nome giapponese di una pianta da frutto originaria della Cina. In Europa il Nashi frutto è conosciuto come pero asiatico.

di Redazione

23 gennaio 2017

L'irrigazione

L'irrigazione del Nashi frutto è molto importante se si desidera ottenere una buona allegagione e un'ottima pezzatura dei frutti. La somministrazione di acqua deve avvenire in maniera bilanciata, tenendo conto della fase vegetativa della pianta. In particolare, l'acqua va fornita in misura limitata durante la fase di accrescimento dei germogli, mentre si raccomanda di aumentare la quantità di acqua durante la fase di accrescimento del frutto. Le modalità di somministrazione di acqua devono tener conto dell'estensione della coltivazione. Nel caso di poche piante si può ricorrere alla classica irrigazione a conca. Nel caso di colture più estese si raccomanda l'utilizzo dei moderni impianti di irrigazione a goccia, che consentono di ottenere un'irrigazione uniforme, evitando di avere zone maggiormente irrigate e zone con carenze idriche.

Come coltivare

Il Nashi frutto è una pianta che si adatta molto bene al clima italiano ed è in grado di tollerare tranquillamente il freddo invernale. Al contrario, le gelate primaverili potrebbero creare problemi ai fiori, con conseguente ricaduta sui frutti. L'innesto del Nashi può essere effettuato su piante di pero comune. La potatura invernale consiste nell'eliminazione dei rami che hanno già portato frutto, mentre nella stagione estiva si tagliano i succhioni, e si cerca di mantenere l'equilibrio tra foglie e frutti. Durante la fioritura si possono effettuare dei tagli per accorciare i rami e migliorarne la stabilità. Il Nashi solitamente è molto produttivo, per tale motivo, un mese dopo la fioritura, si raccomanda di procedere al diradamento dei frutti, per ottenere una maggiore crescita e una miglior qualità dei frutti che rimangono.

La concimazione

La concimazione del Nashi frutto prevede la somministrazione di concimi a base di azoto, fosforo e potassio. Nello specifico, l'azoto va fornito attraverso quattro distinti interventi, durante le diverse fasi vegetative. Un primo intervento va effettuato in autunno, quando la pianta assorbirà le riserve di nutrienti che saranno utilizzate a primavera per la ripresa vegetativa. La seconda somministrazione va effettuata durante l'inverno. La terza concimazione a base di azoto va effettuata a primavera, e infine l'ultima in estate. Il fosforo e il potassio vanno forniti in inverno, durante la fase di riposo vegetativo, in quanto essendo poco solubili permangono nel terreno come una riserva. Il fosforo avrà, in fase di ripresa vegetativa, un effetto stimolante sulla pianta. Il potassio va, invece, somministrato in primavera, dopo la fioritura, in quanto favorisce e stimola l'accrescimento dei frutti.

Patologie e cure

Il Nashi frutto è una pianta abbastanza resistente. Tra le problematiche che possono interessare il Nashi ci sono la carpocapsa, ossia il baco che attacca le piante appartenenti alla famiglia delle pomacee, e la psilla del pero. In entrambi i casi i trattamenti sono necessari solo se l'attacco è talmente massiccio da compromettere il raccolto. Tra i parassiti che possono attaccare il Nashi ci sono il colpo di fuoco, il marciume nero e la ticchiolatura. Nel caso del colpo di fuoco, non esiste una vera e propria cura che consente di eliminare il problema. Pertanto, l'unica cosa che è possibile fare è la prevenzione, evitando di utilizzare attrezzi sporchi, in particolare forbici non sterilizzate durante la potatura. Nel caso in cui dovesse manifestarsi questa problematica la soluzione è drastica e prevede l'eliminazione della pianta malata per evitare la diffusione della malattia. Per quanto riguarda il marciume nero e la ticchiolatura sarà sufficiente ricorrere ad anticrittogamici specifici.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali differenze di coltivazione tra il Nashi e il pero comune?
    Il Nashi (Pyrus pyrifolia) si innesta facilmente sul pero comune, ma presenta esigenze specifiche. Richiede un'irrigazione più costante e bilanciata, specialmente durante la fase di accrescimento del frutto per garantire pezzatura ottimale. Diversamente dal pero europeo, il Nashi è particolarmente vulnerabile alle gelate primaverili che possono danneggiare i fiori, riducendo il raccolto. Inoltre, la sua elevata produttività impone un rigoroso diradamento dei frutti circa un mese dopo la fioritura per evitare che i rami si spezzino e per migliorare la qualità del singolo frutto. La potatura deve gestire attentamente l'equilibrio tra vegetazione e produzione.
  • Come si effettua correttamente la concimazione del Nashi?
    La concimazione del Nashi segue un calendario preciso per massimizzare l'efficienza dei nutrienti. L'azoto va distribuito in quattro interventi: autunno (per le riserve invernali), inverno, primavera e estate. Fosforo e potassio, essendo meno solubili, vengono somministrati principalmente in inverno come riserva nel terreno; il fosforo stimola la ripresa vegetativa primaverile, mentre il potassio viene integrato anche in primavera post-fioritura per favorire lo sviluppo del frutto. È fondamentale rispettare questi tempi per supportare le diverse fasi fenologiche della pianta senza sprechi.
  • Cosa fare in caso di attacco di colpo di fuoco batterico?
    Il colpo di fuoco batterico è una patologia grave per il Nashi e non esiste una cura definitiva una volta manifestatasi. L'unico approccio efficace è la prevenzione rigorosa: disinfettare sempre gli attrezzi da potatura (forbici, seghe) prima di passare da una pianta all'altra per evitare contaminazioni crociate. Se la malattia si manifesta, la soluzione drastica ma necessaria è l'abbattimento e la distruzione immediata della pianta infetta per impedire la diffusione del batterio alle piante sane vicine. Non tentare di salvare la pianta infetta, poiché diventerebbe un serbatoio di infezione.
  • Quando e perché bisogna diradare i frutti del Nashi?
    Il diradamento dei frutti del Nashi va eseguito circa un mese dopo la fioritura. Questa operazione è cruciale perché il Nashi è una pianta estremamente produttiva; lasciare troppi frutti porta a dimensionamenti ridotti, minore qualità e rischio di rottura dei rami per sovraccarico meccanico. Rimuovendo parte del frutto prematuramente, si concentra la linfa sulle bacchette rimanenti, garantendo frutti più grandi, dolci e sani. Il diradamento manuale o chimico aiuta anche a prevenire il fenomeno dell'alternanza di produzione, assicurando raccolti costanti anno dopo anno.
  • Quali parassiti e malattie colpiscono comunemente il Nashi?
    Le principali minacce fitosanitarie per il Nashi includono insetti come la Carpocapsa (che intacca i frutti) e la Psilla del pero (che deforma foglie e germogli). Tra le patologie crittogamiche e batteriche spiccano il Marciume nero, la Ticchiolatura e il temutissimo Colpo di fuoco batterico. I trattamenti contro insetti e funghi sono consigliati solo in caso di attacchi massicci che compromettono il raccolto. Per il colpo di fuoco, invece, la prevenzione igienica è prioritaria. Monitorare regolarmente la chioma permette di intervenire tempestivamente con prodotti specifici (anticrittogamici) solo quando necessario, riducendo l'impatto ambientale.

Scheda Tecnica

Pyrus pyrifolia

Nome scientificoPyrus pyrifolia
FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero da frutto
OrigineCina
EsposizioneSoleggiata
TerrenoFresco, drenante, fertile
IrrigazioneBilanciata; limitata in accrescimento germogli, aumentata in accrescimento frutto. A goccia preferibile.
FiorituraPrimavera (tarda rispetto al pero europeo, vulnerabile a gelate tardive)
AltezzaVariabile in base all'innesto e potatura (solitamente medio-alta)
ConcimazioneAzoto (autunno/inverno/primavera/estate), Fosforo e Potassio (inverno/primavera)
PotaturaInvernale (rami fruttiferi); Estiva (succhioni, equilibrio foglia/frutto, stabilità rami); Diradamento frutti a 1 mese dalla fioritura
MoltiplicazioneInnesto su pero comune
Malattie e parassitiCarpocapsa, Psilla del pero, Colpo di fuoco batterico, Marciume nero, Ticchiolatura
Difficoltà di coltivazioneMedia (resistente, ma sensibile a gelate primaverili e richiede gestione idrica/concimazione precisa)