grappoli di uva da vino

Uva

Uva vino

L'uva vino ha una storia antichissima e meravigliosa; essa coincide con la nascita della civiltà. Esistono tante varietà di uva vino, tutte con specifiche caratteristiche.

di Redazione

14 ottobre 2016

Caratteristiche generali dell'uva da vino

L'uva da vino, attraverso un processo elaboratissimo di fermentazione alcolica (totale o parziale), genera una delle bevande più famose e importanti al mondo. L'Italia è il massimo coltivatore di uva vino, ma anche altri importanti paesi come Francia e Spagna producono notevoli quantità di questo genere. L'uva è un frutto apprezzatissimo per le grandi caratteristiche organolettiche e nutrizionali. Infatti è ricca di carboidrati (glucosi e fruttosio, nella misura del 15%), di fibre e con buone quantità di proteine; mentre è decisamente scarsa di grassi (solo lo 0,1%). Su 100 g abbiamo un apporto di 61Kcal. Ha inoltre una buona quantità di sali minerali (molto potassio, ma anche fosforo e rame) e vitamine (quelle del gruppo B e la vitamina C). La specie di vite dalla quale derivano tutti i vitigni è la Vitis vinifera, pianta originaria dell'Europa e dell'Asia occidentale.

Le uve più utilizzate dai viticoltori

In Italia esistono tantissimi tipi di uve autoctone (455, un vero record mondiale). Ma non tutti hanno una grande diffusione e coltivabilità, poiché alcune varietà sono strettamente legate a un determinato territorio. Per cui possiamo avere anche una piccolissima produzione con solo pochi ettari coltivati di alcune specie. Quindi le uve più utilizzate dai viticoltori sono quelle che rispondono a determinati requisiti commerciali e ambientali, oltre che ai fondamentali aspetti organolettici per relativi alla tipologia di vino che si vuole produrre. Da questo punto di vista, quello che corrisponde meglio a questi requisiti è il Sangiovese, che da solo copre il 10% delle superfici vitate delle uve. Altri vitigni importanti e diffusi sono il Trebbiano toscano, il Montepulciano, il Catarratto bianco siciliano e il Barbera.

Le uve da vino più pregiate

La varietà più diffusa non coincide con quella più pregiata. Ricordiamo, infatti, che ci sono uve molto pregiate che crescono in territori specifici e molto limitati. L'elenco delle uve da vinificazione eccellenti è comunque lungo; prenderemo in considerazioni quelle universalmente riconosciute come tali. Va ricordato che una varietà è buona relativamente al vino; questo è spesso il prodotto di una miscelazione di diverse specie di uve. Sicuramente sono da menzionare le seguenti: Chardonnay (diffuso in Francia e nel nord Italia), il Barbera (omonimo del famoso Barbera, appunto), il Nebbiolo (uno dei più antichi), il Moscato D'Asti (tra i più pregiati al mondo), il Merlot (rosso, originario di Bordeaux), la Falanghina (bianco campano), l'Aglianico (una eccellenza, forse il migliore di tutti, è diffuso in Basilicata, nel vulture), il Nero D'avola (siciliano), il Primitivo (apprezzatissimo di origine pugliese), il Fiano (che produce il meraviglioso Fiano di Avellino) e il Greco (campano, produce il Greco di Tufo, uno dei bianchi migliori al mondo).

Trattamenti per uva vino

Sono molteplici le insidie che minacciano una produzione di questo tipo. Queste insidie, però, grazie ad un costante impegno, possono essere scongiurate o attutite. Per evitare problemi alle piante è indispensabile intervenire attraverso trattamenti specifici e risolutivi. Questi trattamenti sono effettuati tramite fitofarmaci. Per effettuarli è necessario rivolgersi a enti e federazioni locali di viticoltori, poiché relativi all'annata e alla tipologia e dimensione del vigneto. Per la muffa (pericolosa per il calo dell'acidità, soprattutto la Botrytis cinerea) e la prematura fermentazione, si utilizza il metabisolfito di potassio, cospargendo gli acini d'uva. L'uva, una volta ottenuto il mosto, verrà sottoposta a processi di correzione di acidità (aggiunta di acidi), di incremento alcolico (con un grammo di zucchero si otterrà un incremento proporzionale dello 0,6% di alcolicità).

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali varietà di uva da vino coltivate in Italia?
    L'Italia vanta un record mondiale di varietà autoctone, con circa 455 tipologie registrate. Tra le più diffuse e commercialmente rilevanti spiccano il Sangiovese, che copre il 10% delle superfici vitate nazionali, seguito dal Trebbiano Toscano, Montepulciano, Barbera e Catarratto Bianco. Tuttavia, la scelta della varietà dipende fortemente dal territorio specifico e dagli obiettivi enologici, poiché molte specie sono strettamente legate a microclimi particolari.
  • Come si classificano le uve da vino più pregiate?
    Le uve più pregiate non coincidono necessariamente con quelle più diffuse. Varietà come il Nebbiolo, il Moscato d'Asti, il Merlot, l'Aglianico, il Nero d'Avola, il Primitivo, il Fiano e il Greco sono universalmente riconosciute per la qualità del vino che producono. Spesso la grandezza di un vino deriva da miscele di diverse specie, e il valore è legato sia alla varietà che al territorio di coltivazione, specialmente per quelle a denominazione protetta.
  • Quali sono i nutrienti principali contenuti nell'uva da vino?
    L'uva è ricca di carboidrati semplici, principalmente glucosio e fruttosio, che costituiscono circa il 15% del peso totale. Fornisce 61 kcal per 100 grammi ed è costituita prevalentemente da acqua. Contiene discrete quantità di fibre, proteine e sali minerali come potassio, fosforo e rame, oltre a vitamine del gruppo B e vitamina C. È invece povera di grassi, presenti solo nello 0,1%.
  • Come si gestiscono le malattie fungine come la Botrytis cinerea?
    La Botrytis cinerea e altre muffe rappresentano rischi seri per la produzione, riducendo l'acidità e rovinando gli acini. Per contrastarle si utilizzano fitofarmaci specifici sotto la supervisione di enti viticoli locali. Un trattamento comune prevede l'uso di metabisolfito di potassio, che viene cosparsa sugli acini per prevenire la muffa e la prematura fermentazione, proteggendo così la salute del raccolto prima della vendemmia.
  • Cosa succede durante la fase di correzione del mosto post-vendemmia?
    Dopo la spremitura, il mosto subisce processi di correzione chimica per ottimizzare il vino finale. Si interviene sull'acidità aggiungendo acidi se necessaria, e sull'alcolicità mediante l'aggiunta di zucchero. Ogni grammo di zucchero aggiunto permette di ottenere un incremento proporzionale dello 0,6% del tenore alcolico durante la fermentazione, garantendo le caratteristiche organolettiche desiderate per il tipo di vino prodotto.

Scheda Tecnica

Vitis vinifera

Nome scientificoVitis vinifera
FamigliaVitaceae
Tipo di piantaVite rampicante
OrigineEuropa e Asia occidentale
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, preferibilmente calcareo o sabbioso
IrrigazioneModerata, essenziale in estate e durante l'allegagione
FiorituraPrimavera inoltrata (maggio-giugno)
AltezzaVariabile, può superare i 10 metri se non potata
ConcimazioneAzoto in primavera, potassio e fosforo in autunno
PotaturaInvernale (alla dormienza), estiva (diradamento foglie)
MoltiplicazionePropaggine, innesto, talea
Malattie e parassitiPeronospora, Oidio, Botrytis cinerea, Tignola, Afide fillossera
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede gestione specifica delle malattie fungine)