Funghi cocco

Funghi

Cocco

Il cocco, o ovulo che dir si voglia, è un fungo apprezzato per il suo sapore delicato. Viene cucinato in tanti modi ma è ottimo gustato anche crudo condito con olio e sale. Nasce nei sottoboschi in presenza di castagni o di querce a fine estate, quando le piogge si alternano a giornate di sole.

di Redazione

03 dicembre 2014

Nozioni generali sul cocco

Il cocco è uno dei funghi più apprezzati nel nostro paese e non solo. Veniva già utilizzato per usi gastronomici già nell'antica Roma e anche allora era molto ricercato. Il suo nome scientifico è amanita caesarea e appartiene a una famiglia che al suo interno presenta anche varietà letali come ad esempio l'amanita phalloides. Il cocco non è molto diffuso in Italia e attualmente trovarne uno significa aver avuto una buona dose di fortuna. Ha un sapore delicato che si presta pene per insaporire pietanze raffinate. E' sconsigliabile avventurarsi alla ricerca di questi funghi se prima non si conoscono bene perché ne esistono numerose specie che gli somigliano ma che hanno un elevato grado di tossicità. in ogni caso è meglio evitare di andare a raccogliere funghi se non si è degli esperti certi del proprio operato.

Caratteristiche principali del cocco

Il cocco cresce spontaneamente nei boschi di latifoglie ma in alcune zone può essere trovato anche in presenza di corbezzoli o eriche mentre in altre nasce al di sotto delle conifere. La sua presenza nel corso degli anni è sempre più diminuita e attualmente è difficile trovarne esemplari nei boschi europei. Cresce nelle zone calde e trova un habitat ideale nei terreni calcarei. Lo sviluppo completo di questi funghi avviene fra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno. E' un classico fungo a ombrello e il suo diametro può oscillare dai sei ai venti centimetri. La superficie del cappello ha una colorazione rosso aranciata ed è lucida. Quando il fungo è ancora immaturo è tutto contenuto all'interno di una volva chiamata uovo creata dalle spore da cui ha origine il cocco.

Come si utilizza

Il cocco è un fungo commestibile che si presta per la realizzazione di numerose preparazioni. Ha un sapore piuttosto delicato e gradevole con un retrogusto dolciastro particolarmente piacevole al palato. Il cocco viene pulito e tagliato a fettine sottili per esser servito crudo in insalata oppure tagliato a dadini e condito solo con olio extravergine d'oliva, sale e una macinata di pepe. Il cocco può essere conservato anche mediante la tecnica del sottaceto oppure dopo averlo essiccato in una zona al riparo dai raggi del sole ma ben ventilata. Tuttavia parte del suo sapore si perde dopo l'essiccatura e sarebbe preferibile mangiarlo fresco per gustare a pieno tutte le sue caratteristiche organolettiche. Qaundo inizia a deteriorarsi, il cocco emana un odore di uova marce.

Avvertenze utili

Il cocco è simile per aspetto ad altri funghi molto noti per la loro tossicità come ad esempio l'amanita muscaria. L'ingestione seppur accidentale di funghi non commestibili può provocare gravi complicanze e addirittura, in alcuni casi, condurre alla morte. Per evitare qualsiasi problema è meglio conoscere bene il cocco e non raccoglierlo mai prima che esca dal suo ovulo. Infatti l'involucro che lo contiene può essere facilmente confuso con altri ovuli meno commestibili. I cocchi hanno le lamelle di un colore giallo molto intenso mentre le varietà velenose presentano una tonalità di verde o giallo più evanescente e meno evidente. Inoltre nelle specie velenose la volva è molto più lontana dal gambo anche se presentano un'identica colorazione.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Come riconoscere correttamente il fungo Cocco (Amanita caesarea)?
    Per identificare con sicurezza il Cocco bisogna osservare diversi dettagli morfologici. Il cappello ha una colorazione rosso-aranciata lucida e può raggiungere i 20 cm di diametro. È fondamentale aspettare che il fungo esca completamente dall'uovo (volva); infatti, da giovane è racchiuso in questa struttura. Le lamelle sono di un giallo intenso e brillante, a differenza delle specie velenose che hanno tonalità più pallide o verdastre. Anche la posizione della volva è un indicatore: nel Cocco è stretta al gambo, mentre nelle Amanite velenose è più distaccata. Non confonderlo mai con l'Amanita muscaria, anch'essa rossa ma con lamelle bianche.
  • Quali sono le condizioni ideali di crescita del fungo Cocco?
    Il Cocco predilige i boschi di latifoglie, crescendo spesso in simbiosi con castagni e querce. Può essere rinvenuto anche presso corbezzoli, eriche e, in alcune zone, sotto le conifere. Ama i climi caldi e i terreni prevalentemente calcarei. La stagione di raccolta va dalla fine dell'estate all'inizio dell'autunno, periodo in cui le piogge si alternano a giornate soleggiate, creando l'umidità necessaria allo sviluppo del fungo. La sua presenza sta diminuendo, rendendolo raro e fortunato da trovare.
  • In quali piatti si può utilizzare il fungo Cocco?
    Grazie al suo sapore delicato e al lieve retrogusto dolce, il Cocco è versatile in cucina. Può essere gustato crudo, affettato sottilmente e condito semplicemente con olio extravergine d'oliva, sale e pepe nero, ideale per insalate raffinate. Alternativamente, può essere tagliato a dadini per primi piatti o contorni. Un altro metodo tradizionale è la conservazione sott'aceto. Si sconsiglia l'essiccazione poiché comporta una perdita significativa delle caratteristiche organolettiche originali; è quindi preferibile consumarlo fresco per apprezzarne appieno il gusto.
  • È pericoloso confondere il Cocco con altri funghi velenosi?
    Sì, il rischio è reale e grave. Il Cocco assomiglia molto ad Amanite velenose come l'Amanita phalloides (fetta d'erba) o l'Amanita muscaria. L'errore è frequente soprattutto quando il fungo è ancora chiuso nell'uovo, poiché involucri simili possono appartenere a specie tossiche. Inoltre, le lamelle delle varietà velenose hanno colori meno intensi (gialli pallidi o verdi). L'ingestione accidentale può causare gravi complicanze fino alla morte. Solo esperti certificati dovrebbero procedere alla raccolta, verificando attentamente lamelle gialle intense e volva aderente al gambo.
  • Come capire se il fungo Cocco è deteriorato?
    Un segno inequivocabile di deterioramento del fungo Cocco è l'emissione di un odore forte e sgradevole, paragonabile a quello delle uova marce. Questo segnale indica che la struttura del fungo si sta degradando e che non è più adatto al consumo umano. Oltre all'olfatto, bisogna prestare attenzione alla consistenza: un fungo fresco deve essere sodo. Se si nota umidità anomala, scolorimenti innaturali o una texture molle, è meglio scartare l'esemplare per evitare rischi per la salute legati a batteri o muffe sviluppatesi durante il decadimento.

Scheda Tecnica

Amanita caesarea

Nome scientificoAmanita caesarea
FamigliaAmanitaceae
Tipo di piantaFungo
OrigineEuropa
EsposizioneSole/Mezzombra
TerrenoCalcereo
IrrigazioneNaturale
FiorituraFine estate - Inizio autunno
Altezza6-20 cm diametro cappello
Difficoltà di coltivazioneDifficile da reperire