Alchechengi

Perenni

Alchechengi

L'Alchechengi è un'erbacea che appartiene alle Solanacee. È perenne, e proviene dall'Europa e dall'Asia; è conosciuta anche come Lanterna cinese.

di Redazione

23 gennaio 2017

Quanto innaffiare

L’Alchechengi fiorisce in estate, ma i suoi fiori sono piccoli e non particolarmente ornamentali, mentre i calici rossi che contengono le bacche sono davvero caratteristici e belli da vedere. Questa pianta predilige l’umidità nel terreno, quindi se necessario è bene aumentare le annaffiature che in estate sono comunque frequenti. L'annaffiatura perfetta deve essere eseguita alla sera usando magari l'acqua piovana e se è possibile è bene irrigare senza bagnare le foglie. L’Alchechengi raggiunge anche i 70 centimetri di altezza e vanta una radice profonda che le offre la possibilità di rinnovarsi sempre, superando senza problemi l'inverno. È una pianta che vive anche 8 anni, ma la sua parte verde è velenosa, mentre le bacche mature sono commestibili e tutto l'Alchechengi nel suo insieme è decorativo e grazioso.

Come coltivare

Le bacche dell’Alchechengi si fanno notare fra le verdi bordure oppure sul tavolo di casa dopo l'essiccazione. È una pianta comunque che si può coltivare in vaso, da rinvasare ogni 2 anni; oppure si può mettere a dimora in primavera. Quindi la si può coltivare per seme o con la divisione. Nel primo caso si devono raccogliere in inverno le bacche cadute, per prendere i semi che vanno poi puliti. In piccoli contenitori di sabbia umida si devono posizionare i semi, da ricoprire con altra sabbia. Si consiglia poi di tenerli al fresco fino alla prossima primavera. Dopo le gelate, si può optare per la semina in vaso o nel terreno. Se si preferisce il vaso, versarvi della sabbia, terriccio e torba; mentre per la messa a dimora usare solo del terriccio per semina. Spargere i semi e ricoprirli con della terra; infine togliere le erbacce che tendono ad ostacolare le piantine. La divisione invece non è altro che una talea, cioè una piccola parte di pianta, che va prelevata separando i gambi con rizoma per metterli a dimora in zone ombreggiate, ma luminose; in seguito annaffiare regolarmente.

Come concimare

L'Alchechengi vuole un terreno drenato, ma non troppo ricco di sostanze organiche. Infatti, allo stato spontaneo la pianta cresce nella terra con poco nutrimento, ma quando si deve seminare è meglio somministrare dell'humus o del fertilizzante organico per uno sviluppo adeguato. L'Alchechengi accetta anche terreni sub-acidi o alcalini, ma se si coltiva in vaso si deve somministrare del concime liquido da mescolare con le irrigazioni. Le concimazioni per le piante in piena terra si effettuano ogni 2 anni con fertilizzante organico decomposto distribuito come una pacciamatura e il terriccio va compattato in superficie. In inverno l'Alchechengi non ha bisogno di tante cure in quanto si presenta come una pianta rustica che resiste a temperature anche sotto lo zero. Tuttavia, la pianta deve essere controllata perché si diffonde esageratamente infestando lo spazio intorno a sé.

Esposizione e malattie

L’Alchechengi preferisce l'esposizione tra l'ombra e la luce, anche se deve essere presente una luminosità elevata. La pianta viene colpita da diversi insetti che danneggiano il fusto e le foglie, come l'altica, la leptinotarsa, gli afidi e il ragnetto rosso, oltre alle limacce. L’Alchechengi è una pianta utilizzata sia in passato che al giorno d'oggi per le sue proprietà e caratteristiche, infatti ricorda il sapore dei frutti di bosco ed è un ottimo antinfiammatorio e depurativo. Le sue foglie sono triangolari e di un verde intenso, i fiori invece sono reclinati e bianchi, mentre i frutti sono le bacche rosse e rotonde che si trovano all'interno di calici straordinari, dalla consistenza leggera. Dentro alle bacche ecco i semi rotondi e piatti, utili per la moltiplicazione. Alla fine, l'Alchechengi non è solo una pianta medicinale, ma anche decorativa e molto originale.

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Domande frequenti

  • Quali parti dell'Alchechengi sono tossiche e quali possono essere consumate?
    È fondamentale distinguere le parti della pianta: la vegetazione aerea (foglie, fusti e radici) è velenosa e non commestibile. L'unica parte sicura da consumare è la bacca rossa racchiusa nel calice, purché sia completamente matura. Una volta maturata, la bacca assume un sapore dolce simile ai frutti di bosco ed è nota per le sue proprietà antinfiammatorie e depurative. I calici arancioni, invece, hanno uso prevalentemente ornamentale, specialmente se essiccati, ma non sono destinati al consumo alimentare diretto.
  • Come si propagano correttamente i semi di Alchechengi?
    La semina richiede pazienza poiché i semi hanno una germinazione lenta. Il metodo migliore prevede la raccolta delle bacche cadute in inverno per estrarre i semi. Questi vanno puliti accuratamente e posti in piccoli contenitori riempiti di sabbia umida, ricoperti da un sottile strato di altra sabbia. È essenziale mantenere i semi al fresco durante l'inverno (stratificazione fredda) per rompere la dormienza. Solo dopo le ultime gelate primaverili si possono trapiantare le piantine in vasi singoli o direttamente a dimora nel terreno preparato.
  • Quanto spesso bisogna annaffiare questa pianta durante l'estate?
    L'Alchechengi predilige un terreno costantemente umido, soprattutto durante il periodo estativo quando le esigenze idriche aumentano. Le annaffiature dovrebbero essere frequenti, ma è consigliabile effettuarle preferibilmente alla sera per ridurre l'evaporazione. Utilizzare acqua piovana è ideale. Un accorgimento importante è evitare di bagnare le foglie per prevenire possibili attacchi fungini o scottature solari residue; l'irrigazione deve concentrarsi sul colletto e sulle radici. Nonostante la radice profonda, la mancanza di acqua prolungata può stressare la pianta.
  • Si può coltivare l'Alchechengi in vaso? Come gestirla?
    Sì, l'Alchechengi si adatta bene alla coltivazione in vaso, il che aiuta a contenere la sua tendenza espansiva tipica della piena terra. Per la coltivazione in contenitore, utilizzare un mix di sabbia, terriccio e torba garantisce il giusto drenaggio. È necessario rinvasare la pianta ogni due anni per fornire nuovo substrato e spazio alle radici. Durante la stagione vegetativa, integrare le annaffiature con concime liquido specifico per piante da fiore o ortaggi. In vaso, la pianta rimane più compatta rispetto agli esemplari selvatici.
  • Che tipo di terreno e esposizione richiede l'Alchechengi?
    Questa pianta è molto adattabile quanto al pH, prosperando sia in terreni sub-acidi che alcalini. La caratteristica principale del suolo ideale è il buon drenaggio; evita ristagni idrici che potrebbero marcire le radici. Per quanto riguarda l'esposizione, l'Alchechengi tollera bene sia l'ombra parziale che il pieno sole, purché ci sia una luminosità elevata. Non necessita di terreni eccessivamente ricchi di sostanza organica, anzi, nello stato spontaneo cresce bene in terre povere. In piena terra, una concimazione organica ogni due anni è sufficiente per mantenerla vigorosa.

Scheda Tecnica

Physalis alkekengi

Nome scientificoPhysalis alkekengi
FamigliaSolanacee
Tipo di piantaEracea perenne
OrigineEuropa e Asia
EsposizioneDa mezz'ombra a pieno sole (luminosità elevata)
Temperatura minimaResistente al gelo (sotto lo zero)
TerrenoDrenato, sub-acido o alcalino, non troppo ricco
IrrigazioneFrequente in estate, preferire acqua piovana, evitare foglie
FiorituraEstate (fiori bianchi e reclinati)
AltezzaFino a 70 cm
ConcimazioneOrganica/decomposta ogni 2 anni in piena terra; liquida in vaso
PotaturaNon richiesta, la parte aerea muore in inverno
MoltiplicazioneSemina (raccolta semi in inverno) o divisione dei cespi/rizomi
Malattie e parassitiAltica, leptinotarsa, afidi, ragnetto rosso, limacce
Difficoltà di coltivazioneFacile, pianta rustica ma tende a infestare se non controllata

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