asparagi

Coltivazione Ortaggi

Coltivazione asparagi

Prima di iniziare con coltivazione asparagi bisogna tenere in considerazione alcuni fattori che contribuiscono ad ottenere un buon raccolto. Ecco i consigli di giardinaggio.it

di Redazione

27 luglio 2016

Coltivazione asparagi

La coltivazione degli asparagi richiedere l’individuazione di uno spazio specifico dedicato: in altre parole, occorre destinare una parte dell’orto esclusivamente a questo alimento, escludendolo dal regime di alternanza delle altre coltivazioni. L’asparago deve essere collocato in una zona soleggiata, su un terreno tendenzialmente sabbioso e molto drenante, preferibilmente in zone collinari o pianure caratterizzate da climi temperati. E’ assolutamente vietato realizzare una asparagiaia nel punto in cui precedentemente erano presenti carote, fagioli, erba medica, barbabietole e patate: si corre il rischio, infatti, di un’infezione chiamata rizoctoniosi. L’impianto deve essere eseguito nei primi giorni di primavera o nei mesi autunnali, partendo dalle zampe, vale a dire dalla parte formata da gemme, radice e rizoma. Questa porzione va interrata e coperta a una profondità di almeno venti centimetri, tenendo conto che una zampa di ottima qualità si distingue per lo sviluppo omogeneo ma soprattutto per radici di grosse dimensioni, sane e turgide, color crema. Ogni anno è opportuno effettuare una concimazione organica, prestando molta attenzione all’apporto idrico. Soprattutto nei mesi estivi, infatti, si verifica un notevole consumo di acqua, che richiede di bagnare il terreno non appena diviene asciutto. Negli altri mesi dell’anno, invece, bisogna irrigare al massimo due o tre volte alla settimana, nelle prime ore del mattino o di sera; la somministrazione di acqua, d’altra parte, va evitata nel corso della raccolta, dalla seconda quindicina di marzo all’inizio di giugno. La pianta comincia a emettere i turioni quando a livello del rizoma la temperatura della terra arriva a circa undici o dodici gradi: i turioni non sono altro che germogli, di colore verde violaceo o bianco, alquanto carnosi, che devono essere raccolti nel momento in cui sporgono dal suolo di otto o nove centimetri. Essi non vanno strappati, ma semplicemente rimossi, eventualmente aiutandosi con un coltellino apposito.

La raccolta e il ciclo delle piante

La raccolta deve essere moderata al massimo a due asparagi per pianta, in modo che, soprattutto nei primi anni, le zampe siano in grado di allargare l’apparato radicale. E’ bene ricordare che sono tre le fasi che costituiscono il ciclo delle piante: l’allevamento, che riguarda i primi due anni, caratterizzati da uno sviluppo vegetativo accentuato e da un raccolto contenuto; la fase produttiva, che parte dal terzo anno, con un aumento della produttività che rimane costante per circa otto anni; e infine la fase decrescente, con i raccolti che, a cominciare dal decimo anno, decrescono progressivamente. La coltivazione degli asparagi può essere portata a termine con qualunque genere di terriccio, addirittura roccioso, a patto che esso sia in grado di assicurare un drenaggio eccellente. Occorre, naturalmente, rimuovere con una vanga le diverse erbe infestanti, arando il suolo con cura e pazienza; il concime scelto deve essere ricco di potassio e fosforo.

Mettere a dimora le radici

La messa a dimora delle radici richiede attenzione e dedizione, ma non conoscenze particolari: l’asparago, infatti, non è una pianta dai bisogni particolari. Le lavorazioni più importanti richieste da una asparagiaia sono due, vale a dire la sarchiatura e la rincalzatura. La prima è indispensabile per rimuovere le malerbe, che rischiano di sottrarre alla pianta elementi nutritivi e acqua; la seconda, invece, serve a limitare l’espansione delle zampe, che fuoriescono, e a proteggere i turioni, rendendoli meno fibrosi e più teneri sbiancandoli.

Come migliorare la qualità del turione (cioè la parte commestibile)

Infatti, il turione risulta di qualità migliore se rimane interrato, mentre la luce lo rende fibroso e lo inverdisce nel momento in cui esso esce in superficie. Le parti secche dell’asparago devono essere recise prima che inizi la ripresa vegetativa. Per quel che riguarda le consociazioni, gli asparagi crescono in condizioni ottimali con le insalate (in particolare la lattuga), i ravanelli e i fagiolini. L’asparago, che deve il proprio nome a un termine persiano che vuol dire “germoglio”, fa parte della stessa famiglia dell’aglio, vale a dire quella delle liliacee. E’ una pianta perenne dioica, il che significa che i fiori femminili e i fiori maschili si trovano su esemplari diversi, con rizomi che costituiscono il reticolo sotterraneo da cui si dipanano i turioni, che rappresentano, in ultima analisi, la parte commestibili. Per altro i turioni, se vengono lasciati crescere senza interventi da parte dell’uomo, sono in grado di superare un’altezza di un metro e mezzo. Tra le varietà più conosciute e apprezzate dell’asparago, si segnalano quello bianco di Verona, quello rosa di Mezzago, quello verde di Altedo e quello bianco di Badoere. Il terreno esercita un’influenza notevole nella coltivazione degli asparagi: a non cambiare, sono le loro qualità depurative e diuretiche, che li rendono ortaggi nutrienti e gustosi.

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Domande frequenti

  • Quando e come si raccolgono correttamente gli asparagi?
    La raccolta avviene dalla seconda quindicina di marzo fino a giugno, quando i turioni emergono dal suolo di 8-9 centimetri. È fondamentale non strappare gli asparagi, ma tagliarli delicatamente alla base con un coltello apposito. Nelle annate iniziali, per favorire lo sviluppo radicale, si consiglia di raccogliere al massimo due asparagi per pianta. Evitare assolutamente di irrigare durante il periodo di raccolta per preservare la qualità del raccolto.
  • Quali sono le fasi del ciclo vitale dell'asparago?
    Il ciclo si divide in tre fasi principali. I primi due anni sono dedicati all'allevamento: la pianta sviluppa vigorosamente l'apparato radicale con un raccolto minimo. Dal terzo anno inizia la fase produttiva, che dura circa otto anni con resa costante. Dopo il decimo anno, si entra nella fase decrescente, dove la produzione diminuisce progressivamente. Per ottimizzare la crescita, è necessario destinare un'area specifica dell'orto, esclusa dalla rotazione delle colture.
  • Come preparare il terreno e quali consociazioni sono consigliate?
    L'asparago predilige terreni sabbiosi, ben drenanti e soleggiati. È vietato piantarlo dove precedentemente crescevano carote, fagioli, erba medica, barbabietole o patate, per prevenire la rizoctoniosi. Sono invece ottime le consociazioni con insalate (lattuga), ravanelli e fagiolini. Il terreno deve essere lavorato profondamente per eliminare le erbe infestanti e arricchito con concime ricco di potassio e fosforo. La sarchiatura regolare è essenziale per togliere le malerbe senza danneggiare le radici.
  • Cosa sono la rincalzatura e perché è importante per la qualità?
    La rincalzatura consiste nell'interrare parzialmente la base dei turioni man mano che crescono. Questo accorgimento tiene gli asparagi al buio, impedendo loro di diventare verdi e fibrosi a causa della luce solare. Gli asparagi mantenuti sotto terra restano bianchi, teneri e di qualità superiore. Inoltre, questa pratica limita l'espansione eccessiva delle zampe fuori terra e protegge i germogli, migliorando notevolmente il sapore e la consistenza del prodotto finale.

Scheda Tecnica

Asparagus officinalis

Nome scientificoAsparagus officinalis
FamigliaLiliacee
Tipo di piantaPerenne dioica
OrigineAsia occidentale / Persia
EsposizionePieno sole
TerrenoSabbioso, drenante, anche roccioso
IrrigazioneModerata, evitare durante la raccolta
FiorituraPrimavera/Estate (fiori separati su piante diverse)
AltezzaFino a 150 cm se non raccolta
ConcimazioneOrganica, ricca di potassio e fosforo
PotaturaRecisione parti secche prima della ripresa vegetativa
MoltiplicazioneDa zampe (radici/rizomi)
Malattie e parassitiRizoctoniosi (evitare consociazione con carote, fagioli, ecc.)
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede pazienza e spazio dedicato)