Come, quando e quanto innaffiare.
La tapioca è coltivata principalmente in paesi sudamericani, soprattutto in Brasile e nelle Filippine, pertanto necessita di climi caldi (eventualmente ricreati anche artificialmente) per svilupparsi. È necessario interrare la parte apicale del tubero o un'altra zona avente almeno una gemma, in modo da permettere la crescita delle foglie. Durante i primi tre mesi a partire dall'interramento, la pianta è molto sensibile alla carenza d'acqua, quindi necessita di essere idratata costantemente: il periodo ideale per l'interramento è pertanto quello dell'inizio delle piogge. Superato questo trimestre critico, invece, la pianta tollera egregiamente periodi di carenza d'acqua, quindi può e deve essere idratata meno assiduamente. Allo stesso modo, interrare la pianta in terreni eccessivamente umidi influisce negativamente sul suo sviluppo, in quanto volumi troppo elevati di acqua intorno alla zona apicale della pianta provocano il suo marcimento.
Cure ed attenzioni da dedicare alla pianta.
È necessario fornire alla tapioca un terreno molto fertile ed argilloso, caratteristiche che favoriscono l'accumulo di sostanze nel tubero ed impediscono la formazione di acquitrini dannosi. Soprattutto durante i primi tre mesi di crescita è importante rimuovere in modo regolare e minuzioso ogni tipo di erbaccia che potrebbe competere con la pianta durante questa delicata fase. Nel caso si decida di coltivare più piante di tapioca in un unico giardino, è bene tenere in conto che esse richiedono almeno 3 metri di distanza l'una dall'altra e che la crescita verticale si può estendere fino a 2 metri (tuttavia la lunghezza, per la variante non selvatica, è mediamente di 80 centimetri circa). La raccolta, effettuata a mano per non danneggiare il tubero, dev'essere attuata a 10-12 mesi circa dall'interramento.
Quando e come concimare la tapioca.
La tapioca ha bisogno di un terreno fertile per accumulare sostanze nutritive e quindi crescere. Pertanto, non appena si hanno sintomi di carenza di fertilità del terreno, è importante implementare le sostanze perse attraverso l'ausilio di concimi organici (quali compost e torba, utili soprattutto nel primo trimestre) e minerali (necessari nella fase di sviluppo della pianta, dal terzo mese in poi); allo stesso tempo non si deve somministrare un'eccessiva quantità di composti azotati al terreno di coltura, in quanto la pianta - sia nella varietà coltivata che in quella selvatica - tende ad accumulare nel sottile strato di corteccia un'elevata quantità di acido cianidrico, tossico per la salute umana.Terreni adeguati alla crescita della tapioca sono anche quelli contenenti funghi: infatti tra la tapioca e i funghi si crea un rapporto simbiotico che favorisce l'assorbimento di fosforo da parte della pianta.
Potenziali malattie e parassiti.
La tapioca è particolarmente sensibile al virus del mosaico della tapioca (african cassava mosaic virus), molto simile a quello che attacca le piante di tabacco, che può essere sia trasmesso per contatto diretto, sia veicolato da alcuni insetti. I più comuni parassiti della pianta sono invece il Phenacoccus manihoti, insetto appartenente alla famiglia delle cocciniglie il quale si nutre delle foglie di tapioca e rilascia una tossina che provoca l'appassimento delle foglie, e l'acaro Mononychellus tanajoa; questi problemi possono essere risolti a valle con l'ausilio di antiparassitari, oppure a monte con la scelta di interrare varietà resistenti. In ogni caso è di fondamentale importanza mettere in quarantena le piante danneggiate (sia da virus che da parassiti) per evitare la propagazione delle malattie a tutte le altre piante o eventualmente ad altre specie presenti.