peperoncino messicano

Frutteto

Peperoncino messicano

Il peperoncino messicano mette allegria alla vista, con i suoi colori che variano dal giallo al rosso intenso. Molto decorativo in terrazzo e nel frutteto, è utilissimo in cucina.

di Redazione

07 giugno 2016

Peperoncino messicano: origini e storia

Cristoforo Colombo scoprì il peperoncino messicano durante il suo viaggio alla scoperta dell’America e lo portò in Spagna da dove poi si diffuse in tutta Europa. Colombo lo definì come "una spezia piccante consumata dagli indigeni". Infatti il peperoncino messicano veniva utilizzato già nella cucina dei Maya per insaporire i piatti. "Peperoncino" (verde, rosso, giallo o arancione), è un termine vernacolare che designa il frutto di cinque specie di piante del genere Capiscum appartenenti alla famiglia delle Solonaceae. Queste piante sono originarie del Messico, dell’America del Sud e dell’Asia e le più diffuse sono le specie Capiscum annuum, Capiscum chinense e Capiscum frutescens. La pianta attualmente viene coltivata in 64 paesi e, fra questi, la sola India produce il 39% della consumazione mondiale di questa spezia. Il peperoncino messicano è utilizzato sia come pianta decorativa, sia per le proprietà medicinali e culinarie.

Peperoncino messicano: varietà

Esistono diverse varietà di peperoncino messicano, le più diffuse sono: p.jalapeno, p.cayenna, p.ciliegia e p.tabasco. Il peperoncino jalapeno, originario di Jalapa, nello Stato di Veracruz, è il più diffuso nel mondo. I suoi frutti sono piccoli coni allungati di colore verde e virano al rosso quando sono maturi. Hanno una nota più pungente che piccante e vengono conservati in salsa o sottoaceto. Il peperoncino di cayenna è diffuso in Messico ma è noto in tutto il mondo e la sua coltivazione risale all’epoca precolombiana. I frutti, lunghi, sottili, rosso brillante, vengono utilizzati soprattutto essiccati. Il peperoncino ciliegia si può trovare in un frutteto ma anche in terrazzo, come pianta ornamentale. I suoi frutti a forma di bacca tonda vengono utilizzati marinati, in polvere, farciti o alla griglia. Il peperoncino tabasco produce frutti a forma di bacca stretta e allungata. Inizialmente verdi, diventano gialli o rossi a maturazione raggiunta. Hanno un sapore fruttato con una nota affumicata. Originari del Messico, sono l’ingrediente principale della famosa salsa Tabasco.

Peperoncino messicano: coltivazione

Il peperoncino messicano è una pianta annuale che ama il caldo, quindi va posta in un luogo ben soleggiato. Per produrre dei buoni frutti ha bisogno di un suolo ricco e ben drenato e di una concimazione regolare durante tutto il periodo di coltivazione. Per fertilizzare il peperoncino messicano si utilizzano spesso concimi ricchi di potassio e fosfati, come la farina d’osso o la cenere di legna. Può essere seminato direttamente nel terreno del frutteto, ad aprile-maggio. Ottima anche la coltivazione in vaso, acquistando le piantine in un vivaio. Il vaso può essere posizionato sul davanzale di una finestra oppure in terrazzo, l’importante è che sia posto in pieno sole. Le annaffiature devono essere regolari, a cadenza settimanale. Durante il periodo caldo, le foglie del peperoncino messicano possono essere attaccate dal ragno rosso, che causa macchie grigie e secchezza fogliare: tagliate le parti infestate e spruzzate la pianta con acqua mista a sapone nero o concime d’ortica.

Raccolta peperoncino

La raccolta ha luogo 5 o 6 mesi dopo la semina e fino all’arrivo dell’inverno. Solitamente i frutti vanno raccolti a maturazione raggiunta; a fine stagione, quelli tardivi, ancora verdi, possono comunque essere staccati dai rami perché continueranno ugualmente a maturare e a colorarsi. Fate attenzione a non raccogliere i peperoncini a mani nude se avete delle ferite, perché sono molto urticanti. Inoltre, quando li manipolate, evitate poi di sfregarvi gli occhi o di toccarvi le labbra: i peperoncini possono causare dei bruciori. Una volta raccolti, i peperoncini messicani vanno fatti essiccare al sole e poi legati in mazzi e appesi in un luogo secco e riparato dall’umidità e dalla luce. Alcuni consigliano di farli seccare anche in forno a 50°. Una volta secchi si conservano per lungo tempo e potete utilizzarli sbriciolandoli in polvere oppure staccandone dei pezzettini da aggiungere durante la preparazione dei vostri piatti piccanti. Nel frigorifero si conservano invece per una settimana nel reparto legumi.

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Domande frequenti

  • Come si coltivano correttamente i peperoncini messicani?
    Il peperoncino messicano richiede esposizione in pieno sole e un terreno ricco, fertile e soprattutto ben drenato. È fondamentale mantenere un'irrigazione regolare, preferibilmente settimanale, evitando ristagni idrici. La concimazione deve essere costante durante tutto il ciclo vegetativo, utilizzando prodotti specifici ricchi di potassio e fosfati, come farina d'ossa o cenere di legna. La semina diretta nel terreno avviene idealmente tra aprile e maggio, mentre per chi dispone di poco spazio è ottima la coltivazione in vaso su balconi o davanzali soleggiati.
  • Quali sono le principali varietà di peperoncino messicano disponibili?
    Le varietà più comuni includono il Jalapeño, originario del Messico, con frutti verdi che virano al rosso, usati spesso sott'aceto; il Cayenna, dai frutti lunghi e rossi brillanti, ideale essiccato; il Ciliegia, piccolo e tondeggiante, perfetto come ornamentale o per preparazioni marinate e grigliate; e il Tabasco, dalle bacche strette che diventano gialle o rosse, base della celebre salsa dal sapore affumicato. Ognuna offre caratteristiche cromatiche e gustative distinte per arricchire la cucina.
  • Come si raccolgono e conservano i peperoncini?
    La raccolta inizia 5-6 mesi dopo la semina e prosegue fino all'inverno. Si consiglia di cogliere i frutti a piena maturazione, ma quelli verdi raccolti a fine stagione matureranno comunque. Per la conservazione, i peperoncini vanno essiccati al sole o in forno a 50°C, poi legati in mazzi e riposti in luogo asciutto e buio. In alternativa, possono essere tenuti in frigorifero nel reparto ortaggi per circa una settimana. Attenzione: maneggiarli con guanti per evitare irritazioni cutanee.
  • Come difendere il peperoncino dal ragno rosso?
    Durante i periodi caldi, il peperoncino è vulnerabile all'attacco del ragno rosso, che provoca macchie grigie sulle foglie e ne causa la secchezza. Per contrastare il parassita, è necessario rimuovere tempestivamente le parti vegetali infestate. Successivamente, trattare la pianta con un decotto di ortica o spruzzare una soluzione di acqua e sapone nero. Questi rimedi naturali aiutano a eliminare gli acari senza danneggiare la pianta, ripristinando la salute del fogliame.
  • Perché bisogna fare attenzione durante la manipolazione dei peperoncini?
    I peperoncini contengono capsaicina, una sostanza urticante che può causare forti bruciori se entra in contatto con lesioni cutanee, mucose degli occhi o labbra. È quindi essenziale non maneggiarli a mani nude, specialmente se si hanno tagli o ferite aperte. Dopo il contatto, lavarsi accuratamente le mani prima di toccarsi il viso. Questa precauzione previene fastidiose irritazioni e dolori immediati, garantendo una manipolazione sicura durante la raccolta e la preparazione culinaria.

Scheda Tecnica

Capsicum spp.

Nome scientificoCapsicum spp.
FamigliaSolanacee
Tipo di piantaAnnuale erbacea
OrigineMessico, America del Sud, Asia
EsposizionePieno sole
TerrenoRicco e ben drenato
IrrigazioneRegolare, settimanale
ConcimazioneRegolare, ricca di potassio e fosfati
PotaturaTaglio parti infestate da parassiti
MoltiplicazioneSemina diretta (aprile-maggio) o acquisto piantine
Malattie e parassitiRagno rosso (macchie grigie, secchezza)
Difficoltà di coltivazioneFacile