Rafano nell'orto

Orto

Rafano

Il rafano è una pianta officinale facilissima da coltivare e con molte proprietà benefiche per la salute. Leggi come fare per coltivarlo.

di Redazione

02 dicembre 2016

L'irrigazione del rafano

Il rafano è una pianta che va annaffiata con regolarità. Possiamo coltivarla in tutte le regioni d'Italia ma è importante evitare di lasciare che affronti lunghi periodi di siccità. Per una coltivazione domestica possiamo bagnare a mano semplicemente con l'ausilio dell'annaffiatoio. Per coltivazioni di più grandi dimensioni, invece, sarà necessario installare un sistema fisso di irrigazione che garantisca il giusto apporto idrico. Rispettando la stagionalità aumenteremo progressivamente gli interventi man mano che arriva il caldo più intenso. In primavera, ad esempio, può essere necessario annaffiare 2 volte a settimana e, se piove spesso, talvolta non è proprio necessario. L'importante è che l'acqua non manchi mai e che il terreno risulti sempre umido. L'annaffiatura sarà più intensa e frequente se abbiamo messo la pianta del rafano in un luogo soleggiato.

Come curare la pianta del rafano

Il rafano, se riesce a trovare l'habitat ideale, addirittura è infestante. In questo caso le cure sarebbero davvero ridotte al minimo essendo più che sufficiente rimuovere di tanto in tanto le erbacce e rinfrescare periodicamente il terreno con una sarchiatura superficiale. Non ha bisogno di sostegni per crescere e resiste abbastanza bene agli agenti atmosferici. Il rafano va seminato come la patata, interrandolo per almeno 8cm e distanziando le piante di 35cm. Potremo completare la coltivazione del rafano riempendo in modo uniforme le zone dell'orto, rinnovando semplicemente le piante, prelevando le vecchie e ottenendone di nuove dalla suddivisione dei cespi. Germoglieranno con facilità e nel giro di poco tempo cresceranno insieme alle altre. In genere non sono necessarie particolari cure.

Terreno e concimazione

Il rafano ama i terreni umidi e sciolti. Se le radici riescono a propagarsi con facilità, il rafano si moltiplicherà anche spontaneamente. Non necessita di un terreno particolarmente ricco ma se dubitiamo che il nostro orto sia troppo arido, possiamo ricorrere ad una concimazione preventiva. Prepareremo la terra con una vangatura, raggiungendo almeno 35cm di profondità. Dopodiché procederemo all'arricchimento con del concime organico o del compost casalingo. Successivamente ricopriremo il tutto con della terra o del terriccio universale. Il rafano potrà essere piantato quando il terreno avrà assorbito le sostanze nutritive. Non dovrebbero essere necessari ulteriori interventi di concimazione, a parte un po' di compost casalingo ben decomposto che può essere aggiunto periodicamente. La pacciamatura può essere utile allo sviluppo della pianta di rafano.

Esposizione e clima

Il rafano è una pianta abbastanza resistente che tollera un clima anche abbastanza rigido. Può essere coltivata a quote collinari, prediligendo il fresco e soprattutto un ambiente caratterizzato da sufficienti piogge. Può sopportare anche brevi periodi di caldo abbastanza intenso ma in questo caso è importante cercare di non far variare troppo il grado di umidità, magari proteggendo la base della pianta con una pacciamatura fatta di sfalci d'erba di orto o di giardino e cortecce. Non deve necessariamente essere messo a tutto sole e può crescere anche nelle zone a mezz'ombra. Come tutte le piante può essere attaccato da patologie e parassiti anche se in genere non occorre utilizzare antiparassitari o prodotti chimici che è meglio evitare. I decotti a base di erbe sono più che sufficienti per tenere lontani i parassiti.

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Domande frequenti

  • Come si effettua la semina del rafano?
    La semina del rafano avviene interrando i tuberi, similmente alla patata. È fondamentale interrare i pezzi per una profondità di almeno 8 cm. Per quanto riguarda il distanziamento, le piante devono essere separate tra loro da circa 35 cm. Questo metodo garantisce una buona radicazione iniziale. Una volta piantati, i tuberi germogliano con facilità e, grazie alla natura vigorosa della pianta, tendono a espandersi rapidamente nell'orto, richiedendo solo una gestione minima dello spazio.
  • Qual è il terreno ideale per coltivare il rafano?
    Il rafano preferisce terreni umidi e sciolti, che permettono alle radici di propagarsi con facilità. Non richiede suolo eccessivamente ricco, ma una preparazione adeguata migliora lo sviluppo. Si consiglia una vangatura profonda almeno 35 cm, arricchita con concime organico o compost ben decomposto prima della messa a dimora. Dopo aver ricoperto con terriccio, si attende che il terreno assorba le sostanze nutritive. Eventuali integrazioni periodiche di compost possono essere utili, ma generalmente la pianta è autosufficiente una volta stabilita.
  • Quanto spesso bisogna innaffiare il rafano?
    Il rafano necessita di irrigazioni regolari per mantenere il terreno costantemente umido, evitando però il ristagno. In primavera, specialmente se non piove, potrebbero bastare due annaffiature settimanali. Durante i periodi di caldo intenso, la frequenza e l'intensità delle innaffiature devono aumentare, poiché l'esposizione al sole accelera l'evaporazione. È cruciale non lasciare che la pianta soffra la siccità. Nelle coltivazioni domestiche basta un annaffiatoio, mentre per aree vaste serve un sistema fisso che garantisca un apporto idrico costante e graduale durante l'estate.
  • Il rafano teme il freddo o il caldo?
    Il rafano è una pianta piuttosto resistente che tollera climi anche rigidi, crescendo bene fino a quote collinari. Predilige il fresco e ambienti piovosi. Sopporta brevi periodi di caldo intenso, purché l'umidità del terreno non vari drasticamente. Per proteggere la base durante le ondate di calore, è consigliabile applicare una pacciamatura con sfalci d'erba o cortecce. Non ha bisogno di protezioni speciali contro il freddo, rendendolo adatto a diverse regioni italiane, dal nord al centro, adattandosi anche a zone a mezz'ombra.
  • Come si gestiscono le infestanti e la crescita del rafano?
    In condizioni ideali, il rafano può comportarsi come una pianta infestante, diventando difficile da contenere una volta stabilito. Le cure minime consistono nella rimozione occasionale delle erbacce circostanti e in una sarchiatura superficiale periodica per rinfrescare il suolo. La pianta non richiede sostegni ed è robusta agli agenti atmosferici. Per rinnovare la coltivazione, è sufficiente prelevare vecchi cespi e sostituire le piante vecchie con nuovi frammenti divisi dai cespi sani, garantendo così una produzione continua e rigogliosa senza interventi complessi.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaPerenne erbacea
EsposizioneSole o mezz'ombra
TerrenoUmido, sciolto, fertile
IrrigazioneRegolare, terreno sempre umido
ConcimazioneOrganica/compost prima della messa a dimora
PotaturaNessuna particolare richiesta
MoltiplicazioneSemina (interramento tuberi) e divisione dei cespi
Malattie e parassitiGeneralmente resistente, controllo con decotti erbali
Difficoltà di coltivazioneFacile, tende a diventare infestante