Raccolta di uva sangiovese

Uva

Potatura uva

La vite fa parte del nostro vissuto collettivo, arriva da lontano, è sedimentata nelle zone più arcaiche della nostra memoria. La tecnica di potatura dell'uva veniva tramandata da padre in figlio, da nonno in nipote. Gesti antichi, ancora oggi largamente utilizzati.

di Redazione

04 ottobre 2016

L'importanza della potatura

Per fare in modo di assicurare una buona produzione di uva, la vigna va potata ogni anno. Potare l'uva è una delle operazioni più delicate di questa coltura. La vite è un rampicante che ha foglie caduche, e in una sola stagione sviluppa tantissima vegetazione. Oltre a dover dare una "direzione" alla crescita va in qualche modo controllata, si rischia, altrimenti, l'inselvatichimento. La potatura assicura all'uva, a primavera, una rigogliosa e più forte rinascita. Deve essere effettuata tenendo conto anche della conformazione del terreno. Le uve pinot dalle quali si ottiene lo champagne, devono essere tenute basse, in modo da crescere il più possibile vicino alla terra. Diverso è per la qualità sangiovese, dove la pianta arriva anche ai due metri di altezza. Sbagliare potatura dell'uva, significa inficiare il raccolto.

Gli stili di potatura

Ci sono diversi stili o metodi per la potatura dell'uva. Il guyot, semplice e doppio, viene utilizzato dove il terreno non è particolarmente fertile ma sufficientemente asciutto. Questa tecnica di potatura dell'uva, viene utilizzata per viti che non superano il metro di altezza. Sul fusto portante si lascia un solo ramo fruttifero, che verrà indirizzato a crescere lungo il filare. Alla base del tronco rimarrà uno sperone che servirà, negli anni successivi, per lo svecchiamento della pianta. La variante guyot doppio prevede, invece, di lasciare due rami fruttiferi con una dozzina di gemme, che cresceranno contrapposti tra loro lungo il filare. La potatura a pergola prende il nome dell'impianto che sosterrà la pianta stessa. Si lascia crescere il fusto verticalmente fino al raggiungimento della parte alta del pergolato; due o più rami laterali verranno indirizzati lungo i filari orizzontali. Questa potatura farà sì che la vegetazione della vite sia copiosa. Lo stile cordone è invece simile al guyot, ma prevede un'altezza della vite di circa due metri.

Le prime potature

Quando la vite è giovane necessita di una potatura particolare che viene detta di "formazione". Tramite questa potatura, alla vite viene indicata la strada che dovrà percorrere negli anni a venire. La potatura di formazione viene effettuata a fine inverno, in modo da scongiurare il pericolo delle gelate, prima, però, che le gemme si ingrossino. Nel momento della potatura di formazione le viti sono già state messe a dimora, tenendo conto della varietà e del tipo di filare che si vuole ottenere. Sui fusti giovani bisogna ben equilibrare la germinazione sia orizzontale che verticale, così da facilitare uno sviluppo omogeneo della pianta stessa. Solo in seguito si andrà ad operare, tramite potature, sulla forma. I giovani tralci vengono recisi in modo che abbiano 10 o 12 gemme ognuno. Questi diventeranno i portatori della fruttificazione.

Potatura uva: gli anni successivi

Dopo 4 o 5 anni in cui si è intervenuti sulla pianta di uva effettuando potature di formazione, si passa alle potature vere e proprie. Queste vengono fatte ogni anno. Tra gennaio e febbraio, in pieno inverno, quando la vite ha perso tutto il fogliame. Nelle potature guyot, come detto, si lascerà uno sperone che l'anno successivo si lascerà crescere e prenderà il posto del fusto "vecchio". In questo modo si rinnova la vigna continuamente. Nelle potature a pergola o a sperone si lasciano per più anni gli stessi tralci a frutto. Li si accorciano solamente, ma si mantengono sempre gli speroni. La potatura dell'uva è un rito e ci sono figure professionali specifiche. Il potatore, a volte, viene chiamato appositamente per la sua bravura o esperienza. Soprattutto in aziende agricole di nuova formazione è consigliato farsi affiancare, inizialmente, da qualcuno che possa consigliare ed effettuare fisicamente le prime potature. Una vigna ben impostata darà, nel corso degli anni, soddisfazioni e uve di qualità superiore.

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per potare la vite?
    La potatura principale si effettua durante il riposo vegetativo, generalmente tra gennaio e febbraio, quando la vite ha perso completamente le foglie. È fondamentale intervenire dopo il rischio di forti gelate invernali, ma prima che le gemme inizino a gonfiarsi. Questo periodo permette alla pianta di risvegliarsi in primavera con una vigorosa rinascita e riduce lo stress fisiologico legato alla perdita di linfa. Evitare assolutamente di potare in estate o in autunno inoltrato, poiché si indebolirebbe eccessivamente la pianta prima dell'inverno.
  • Quali sono le differenze principali tra potatura Guyot e Pergola?
    La potatura Guyot è adatta a terreni meno fertili e asciutti, mantenendo la pianta bassa (sotto il metro). Prevede un unico ramo fruttifero guidato lungo il filare e uno sperone di rinnovo. La Pergola, invece, richiede strutture elevate e favorisce una vegetazione molto copiosa; il fusto cresce verticalmente verso il pergolato e i rami laterali si distribuiscono orizzontalmente. Scegliere il sistema giusto dipende dall'altezza desiderata, dalla varietà di uva e dalla conformazione del terreno.
  • Come si esegue la potatura di formazione sui giovani tralci?
    La potatura di formazione avviene a fine inverno sulle viti appena messe a dimora. L'obiettivo è indicare la struttura futura della pianta. Si selezionano i germogli principali e li si recidono lasciando solo 10-12 gemme ciascuno. Questi diventeranno i futuri portatori di frutta. È cruciale bilanciare la crescita sia orizzontalmente che verticalmente per garantire uno sviluppo omogeneo. Dopo 4-5 anni di formazione, si passerà alle potature produttive definitive.
  • Quante volte all'anno va potata la vite?
    La vite va potata annualmente per garantire una buona produzione e controllare l'eccessiva vegetazione rampicante. Esiste la potatura invernale (principale, da gennaio a febbraio) e quella estiva (verde), quest'ultima usata per diradare foglie e grappoli. Ogni errore nella potatura invernale può compromettere seriamente il raccolto. Mantenere la pianta sotto controllo evita l'inselvatichimento e assicura che l'energia della pianta vada alla maturazione dei frutti piuttosto che allo sviluppo eccessivo di foglie.

Scheda Tecnica

Vitis vinifera

Nome scientificoVitis vinifera
FamigliaVitacee
Tipo di piantaRampicante deciduo
OrigineAsia occidentale e Europa meridionale
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, preferibilmente calcareo o argilloso-siliceo
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera (maggio-giugno)
AltezzaDa 1 m (Guyot) a oltre 2 m (Cordone/Pergola)
ConcimazioneOrganica in autunno/inverno, azoto in primavera
PotaturaInvernale (gennaio-febbraio); estiva (diradamento)
MoltiplicazionePropaggine, talea innestata
Malattie e parassitiOidio, peronospora, tignola, cocciniglia
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede tecnica specifica)