Spettacolari vigneti ad Épernay

Uva

Uva per champagne

Lo Champagne, il rinomato spumante francese universalmente conosciuto nacque quasi per caso. L'uva per Champagne alla base della produzione deriva dai vitigni Chardonnay, Pinot noir e Pinot Meunier.

di Redazione

13 ottobre 2016

Dom Pérignon

Lo Champagne è un vino spumante conosciuto in tutto il mondo. Associato alla vita mondana, esso rappresenta il culmine del metodo classico. Se oggi noi siamo in grado di godere di questo straordinario prodotto enologico dobbiamo ringraziare un abate benedettino. Dom Pérignon è il padre di questo vino. Egli ebbe una gran passione per l'enologia tanto da riuscire a rinnovare interi vigneti abbandonati dell'abbazia vicino Épernay, assegnatogli dopo la guerra. Considerato il difficilissimo periodo che stava attraversando, la sua passione lo spinse a compiere esperimenti sull'assemblaggio di uva per ottenere sentori inconfondibili. La geniale intuizione fu quella di utilizzare il pinot nero. Un'uva a bacca nera che con pressatura soffice riesce a dare un mosto chiaro. Non sono note, però, le circostanze circa l'invenzione delle bollicine. L'abate, comunque, riuscì a capire che solo tramite rifermentazione si otteneva il risultato.

Caratteristiche del territorio

La Champagne è la regione francese in cui si produce questo vino. Il territorio si divide in quattro zone: Montagne de Reims, Vallèe de la Marne, Côte de Blancs e Aube. La Montagne de Reims è caratterizzata da terreni gessosi. Questo facilita il drenaggio. I ristagni d'acqua, infatti, non favoriscono una buona qualità di uva. L'esposizione verso sud dei vigneti consente la migliore condizione vegetativa. La zona è caratterizzata anche da un particolare fenomeno climatico. L'aria calda, formatasi durante il giorno, scende verso valle di notte favorendo i vigneti meno soleggiati. Le uve per champagne di questa zona danno vini potenti e strutturati. Il vitigno utilizzato è il Pinot noir. Vallée de la Marne sono colline con struttura calcareo-argillosa. I vini che ne derivano sono caratterizzati da un'accentuata morbidezza. Il vitigno utilizzato è il Pinot meunier. Côte de Blancs ha terreni con grosse riserve d'acqua. In questa zona il vitigno è lo Chardonnay. Infine, in Aube si alleva il Pinot noir. I vini sono morbidi e fruttati.

Metodo Champenoise o classico

La produzione dello Champagne avviene tramite metodo classico. In enologia si usa definirlo anche Champenoise o di rifermentazione in bottiglia. In effetti, si hanno due fermentazioni. La raccolta delle uve avviene con attenzione rivolta alla perfetta maturazione degli acini. L'uva per champagne viene rapidamente portata in cantina e sottoposta a pressatura soffice. Il mosto ottenuto è separato rapidamente dalle fecce e messo nei tini di fermentazione. Questo passaggio è comune per tutti i vini fermi. La fermentazione alcolica durerà fino in primavera. Quindi, il vino verrà imbottigliato con l'aggiunta di lieviti selezionati e zuccheri per avviare la rifermentazione. I lieviti, ormai esausti, formeranno dei residui facilmente separati con sistema del Remuage. I residui si accumuleranno nel collo inclinato della bottiglia e verranno fuori col successivo passaggio del Dégorgement o sboccatura. Quindi, dopo aver aggiunto il liqueur d'expédition la bottiglia sarà tappata ed etichettata.

Alcune regole per riconoscere lo Champagne

Indicazioni sulla qualità dello champagne sono Gran Cru, Premier Cru e Cru. Questi termini si riferiscono alla provenienza dell'uva. I 17 Gran Cru sono zone della regione della Montagne de Reims. Gli altri sono distribuiti tra Côte de Blancs e Vallèe de la Marne. La caratteristica dell'uva proveniente dai vigneti Cru è particolare, unica ed esclusiva. L'Appelation d'Origine Contrôlée (AOC) corrisponde alla DOCG italiana. Essa si riferisce a prodotti tradizionalmente legati alla loro zona di origine. Il dosaggio degli zuccheri comporta la classificazione degli Champagne in: Brut nature con 3g/l, Extra Brut con 6g/l, Brut con 15 g/l, Extra Dry fino a 20g/l, Sec con zuccheri da 18 a 35 g/l, Demi-sec con zuccheri da 30 a 50 g/l. Oltre questi quantitativi si può definire Doux. La terminologia Crèmant si riferisce a Champagne ottenuti con bassa pressione di rifermentazione, circa 3 atmosfere contro le 4 minime previste.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali vitigni utilizzati per produrre lo Champagne?
    La produzione dello Champagne si basa principalmente su tre vitigni autorizzati: Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier. Il Chardonnay, coltivato prevalentemente nella Côte des Blancs, conferisce eleganza e freschezza grazie ai terreni calcarei. Il Pinot Noir, tipico della Montagne de Reims e dell'Aube, apporta corpo, struttura e potenza al vino. Il Pinot Meunier, diffuso nella Valle della Marna, aggiunge morbidezza e rotondità. L'assemblaggio di queste uve permette ai produttori di creare profili aromatici complessi e bilanciati, sfruttando le caratteristiche specifiche di ciascuna varietà e delle diverse sottozone della regione.
  • Come funziona il metodo classico di produzione dello Champagne?
    Il metodo classico, o champenoise, prevede una doppia fermentazione. Dopo la vendemmia accurata, le uve vengono pressate delicatamente per ottenere un mosto chiaro. Segue la prima fermentazione alcolica nei tini. Successivamente, il vino viene imbottigliato con l'aggiunta di lieviti e zucchero per avviare la seconda fermentazione, detta 'rifermentazione in bottiglia', che crea le bollicine. Dopo il riposo, i lieviti morti formano depositi che vengono rimossi tramite il remuage (rotazione delle bottiglie) e il dégorgement (rimozione del sedimento). Infine, si aggiunge il liqueur d'expédition per regolare il livello di dolcezza prima della chiusura definitiva.
  • Cosa indicano le classificazioni Grand Cru, Premier Cru e Cru?
    Queste classificazioni riflettono la qualità e la reputazione dei vigneti in base alla provenienza geografica. Il termine 'Grand Cru' è riservato alle località considerate eccezionali; attualmente vi sono 17 comuni classificati come Grand Cru, situati principalmente nella Montagne de Reims e nella Côte des Blancs. Il 'Premier Cru' identifica altre 44 località di alta qualità. Queste denominazioni garantiscono che l'uva provenga da aree con caratteristiche pedoclimatiche ideali, influenzando direttamente il profilo sensoriale del vino finale. È importante notare che queste sigle si riferiscono all'origine dell'uva, non necessariamente al contenuto di zucchero dello Champagne finito.
  • Quali sono le differenze tra le varie tipologie di dolcezza dello Champagne?
    La dolcezza dello Champagne è determinata dal dosage, ovvero dalla quantità di zucchero aggiunta dopo il dégorgement. Le categorie principali sono: Brut Nature (0-3 g/l, nessun zucchero aggiunto), Extra Brut (0-6 g/l), Brut (fino a 12 g/l, la più comune), Extra Dry (12-17 g/l), Sec (17-32 g/l, apparentemente secco ma leggermente dolce), Demi-Sec (32-50 g/l, dolce) e Doux (oltre 50 g/l, molto dolce). Questa scala permette di abbinare lo Champagne a diversi piatti o momenti della giornata, offrendo opzioni dal massimo minimalismo aromatico a sapori più dolci e accessibili.
  • Perché il terreno della Champagne è fondamentale per la qualità dell'uva?
    Il suolo della Champagne, ricco di gesso e calcare, è cruciale perché garantisce un eccellente drenaggio dell'acqua. I ristagni idrici sono dannosi per la vite, poiché possono causare marciumi radicali e diluire gli aromi nell'uva. I terreni porosi trattengono l'acqua piovana rilasciandola gradualmente durante i periodi secchi, assicurando stress idrico controllato che concentra i sapori nelle bacche. Inoltre, la composizione calcarea riflette la luce solare e regola la temperatura del suolo, favorendo una maturazione lenta e uniforme delle uve, essenziale per preservare acidità e freschezza necessarie allo spumante.

Scheda Tecnica

FamigliaVitaceae
Tipo di piantaVite da vino
OrigineFrancia (Champagne)
EsposizionePreferibilmente a sud
TerrenoCalcarea, gessosa, argillosa; buon drenaggio
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate
AltezzaVariabile (vite da appoggio/ospite)
ConcimazioneNecessaria per fertilità del suolo
PotaturaInvernale, adatta al metodo di allevamento
MoltiplicazionePropagazione vegetativa (talea, innesto)
Malattie e parassitiOidio, peronospora, fillossera, tignola
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede specifiche condizioni pedoclimatiche)