Ravanello semina

Coltivazione Ortaggi

Semina ravanelli

La semina ravanelli può essere fatta in vaso o pieno campo e dopo poco tempo si otterrà il primo raccolto. Non è necessario avere particolari competenze per avere buoni risultati.

di Redazione

15 dicembre 2016

La semina dei ravanelli e l'irrigazione

La semina dei ravanelli può essere iniziata con i primi giorni di primavera e protrarsi per tutto il corso dell'estate. È consigliabile operare con più semine ripetute, in modo da raccogliere il prodotto a scalare, soddisfacendo le esigenze periodiche della cucina ed ottenendo ravanelli sempre freschi. Si tratta, infatti, di una coltivazione velocissima che dalla semina al raccolto potrebbe anche durare soltanto 30 giorni. Dovremo porre particolare attenzione alla questione delle annaffiature. A seconda del periodo lasceremo che le piogge naturali svolgano questo ruolo senza interventi supplementari. Col caldo più intenso, invece, aiuteremo le piantine a svilupparsi annaffiando manualmente, senza però esagerare. È importante cercare di mantenere un apporto idrico costante e moderato. Il ravanello teme lunghi periodi di siccità ma non ama neppure le annaffiature troppo abbondanti.

Come prendersi cura dei ravanelli

Dopo la semina dei ravanelli dovremo preoccuparci di diradare le piantine. Il ravanello ha una buona capacità di germinazione e i piccolissimi semi saranno sicuramente troppi rispetto allo spazio che andranno a ricoprire. Per evitare di spargere troppi semi, nelle operazioni manuali potremo essere aiutati dall'aggiunta di una manciata di sabbia che mescoleremo ai semi. In questo modo limiteremo notevolmente il numero delle piantine seminate. Dovremo comunque lasciare almeno 7-8cm fra uno e l'altro per far sviluppare bene i ravanelli. Non dovremo spaventarci vedendo spuntare una parte rossa in superficie. Il ravanello cresce in questo modo, ingrossando sottoterra nel giro di pochi giorni. Potrebbe essere utile suddividere l'area di coltivazione dei ravanelli in più zone per scaglionare le operazioni di semina, diradamento e raccolto.

Terreno e concimazione

La parte interessante dal punto di vista culinario è quella che cresce sottoterra. Un'irrigazione insufficiente potrebbe rendere il ravanello secco ed estremamente piccante. Al contrario, con un terreno troppo umido potrebbe svilupparsi troppo la parte aerea e poco la radice. Per una crescita corretta il ravanello ha dunque bisogno di una terra ben preparata. Potremo intervenire con anticipo vangando e lavorando con energia fino a oltre 20cm di profondità. All'occorrenza aggiungeremo della sabbia o del terriccio universale. Per la coltivazione all'interno dei vasi potrebbe essere necessario mettere delle palline di argilla espansa sul fondo dei contenitori in modo da favorire la fuoriuscita dell'acqua in eccesso. Sono sconsigliati, sempre per motivi di drenaggio, i sottovasi. La terra andrà fertilizzata solo se necessario e in anticipo rispetto alla semina di almeno un mese, utilizzando prodotti naturali ben decomposti.

Clima e malattie

La semina del ravanello può essere effettuata e portare a ottimi risultati produttivi in tutte le regioni d'Italia, sia nelle zone di pianura che a quote collinari. Va collocato dove i raggi del sole arrivano per alcune ore del giorno. Durante il periodo estremamente caldo è sconsigliato cimentarsi nella coltivazione dei ravanelli. Trattandosi di una pratica molto veloce potremo semplicemente ovviare seminandone un po' di più prima dei mesi di Luglio e Agosto e fare un'ultima semina successivamente a Settembre per avere sempre ravanelli freschi. In caso sia proprio necessario seminare nei mesi torridi è raccomandato evitare l'esposizione a tutto sole. Il ravanello, visto anche il breve ciclo vitale, non teme particolari malattie. Si possono formare tuttavia marciumi dovuti principalmente all'apporto idrico esagerato o il cattivo drenaggio del terreno. Il ravanello può essere consociato con le lattughe.

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Domande frequenti

  • Quando è il momento migliore per seminare i ravanelli?
    La semina può iniziare con i primi giorni di primavera e protrarsi per tutta l'estate. È fondamentale effettuare semine ripetute e scalari per garantire un raccolto continuo e ravanelli sempre freschi. Attenzione però: durante i periodi di caldo estremo intenso (luglio-agosto) la coltivazione è sconsigliata perché il calore eccessivo rende il frutto legnoso e piccante. Una buona strategia è seminare abbondantemente prima di luglio e riprendere a settembre.
  • Quanto tempo impiegano i ravanelli per arrivare a maturazione?
    Il ravanello è una delle colture più veloci in assoluto. Dalla semina alla raccolta possono passare persino solo 30 giorni. Questa rapidità permette di inserire questa verdura facilmente in rotazioni colturali o in spazi ridotti. Essendo un ciclo così breve, non richiede grandi investimenti energetici o temporali, rendendolo ideale anche per chi ha poca esperienza nell'orto.
  • Come gestire correttamente l'irrigazione dei ravanelli?
    L'apporto idrico deve essere costante e moderato. Il ravanello teme fortemente la siccità prolungata, che causa frutti secchi e dal sapore eccessivamente piccante, ma soffre anche gli eccessi idrici che favoriscono marciumi e uno sviluppo squilibrato verso la parte aerea. In primavera spesso bastano le piogge naturali, mentre d'estate sarà necessario irrigare manualmente, evitando ristagni d'acqua nel terreno.
  • È necessario diradare le piantine di ravanello?
    Sì, il diradamento è essenziale. I semi hanno un'ottima capacità di germinazione e tendono a nascere fitti, competendo per lo spazio. Se non si dirada, i ravanelli rimarranno piccoli e deformati. Lasciare almeno 7-8 centimetri tra una pianta e l'altra garantisce lo sviluppo corretto della radice. Per facilitare la semina e il diradamento, si consiglia di mescolare i semi a un po' di sabbia fine.
  • Quali sono i requisiti del terreno ideali per i ravanelli?
    Il ravanello necessita di un terreno ben preparato, lavorato in profondità (almeno 20 cm) e ben drenante. Un suolo compatto o pesante ostacola la crescita della radice. Se il terreno è troppo umido o privo di drenaggio, la pianta svilupperà molta foglia ma poca radice commestibile. Per le coltivazioni in vaso, è cruciale usare terriccio universale e garantire un ottimo drenaggio sul fondo, evitando i sottovasi che trattengono l'acqua.

Scheda Tecnica

FamigliaBrassicacee
Tipo di piantaOrtaggio a radice
OrigineAsia meridionale / Europa
EsposizioneSoleggiata (parziale in estate)
Temperatura minima5°C
TerrenoSciolto, drenante, ricco di sostanza organica
IrrigazioneCostante e moderata, mai eccessiva
FiorituraPrimavera-Estate (se non raccolta)
Altezza15-20 cm
ConcimazioneLeggera, con prodotti naturali decomposti
PotaturaNessuna
MoltiplicazioneSemina diretta
Malattie e parassitiMarciumi radicali (da eccesso idrico), attacchi di pulce terrestre
Difficoltà di coltivazioneFacile