Il peperoncino calabrese

Il peperoncino calabrese

Tra tutte le regioni italiane quella tradizionalmente più legata al gusto piccante è senz’altro la Calabria. In quell’area il peperoncino viene utilizzato in un gran numero di preparazioni ed è diventato parte di una vera e propria identità culinaria. Bisogna però precisare che questa spezia è diffusa e apprezzata in tutto il Sud del nostro paese, cioè in Basilicata in Puglia e in Campania.

La coltivazione, anche grazie al clima favorevole, è molto diffusa e alcune tipologie di peperoncino sono diventate comuni e strettamente legate ad alcuni impieghi specifici.

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Origini del peperoncino Calabrese

Il legame del Sud Italia con i peperoncini è antico. La pianta fa parte della famiglia delle Solanaceae ed è originaria del Continente Americano. In particolare proviene dalle aree comprese tra Ecudor, Perù, Cile, Bolivia e Brasile: la sua coltivazione si sviluppò in quella stessa area e poi, separatamente, in Messico e nei Caraibi. Fu proprio in quelle isole che Colombo ebbe il primo contatto con questa spezia piccante. Il primo riferimento storico al peperoncino, da parte di un occidentale, è infatti datato 1494. Il navigatore genovese ne capì da subito le potenzialità e decise di portarlo in Europa.

In Spagna vi fu all’inizio un po’ di perplessità ; dapprima risultarono preferite le varietà poco o per nulla piccanti. Il chili venne invece apprezzato, nella penisola iberica, dalla parte di popolazione che aveva origini arabe, molto più avvezza all’utilizzo massiccio delle spezie. Cominciò quindi a diventare un ingrediente indispensabile in un gran numero di ricette del Maghreb.


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L’arrivo in Italia

varietà calabresi peperoncino Con tutta probabilità la coltivazione e l’uso del peperoncino giunsero nel Sud Italia proprio grazie alle influenze dei popoli arabi. Trovò da subito largo impiego: fu molto apprezzato per il suo gusto, ma anche per le virtù antisettiche e la sua utilità nella conservazione dei cibi, preziosissime nei paesi a clima caldo.

Il clima del nostro meridione era inoltre tra i più adatti alla sua coltivazione, in particolare delle varietà discendenti dalla specie frutescens.

In Italia il primo a parlarne in un trattato fu, nel 1635, Tommaso Campanella: non a caso era proprio di origini calabresi. Già nel 1811 era diventato un prodotto di primo piano: Vincenzo Padula scrisse che era impiegato praticamente in ogni pietanza. La sua importanza andò aumentando in quanto unico mezzo per condire e dare sapore ai cibi. Si diffuse anche l’abitudine di utilizzarlo come merce di scambio.


Condizioni di coltivazione

Il radicamento del peperoncino in Calabria è dovuto anche alle caratteristiche pedoclimatiche del territorio: questa pianta vi cresce molto facilmente, trovando condizioni simili ai paesi di origine. Il terreno è al contempo ricco, ma ben drenato e il clima molto temperato. La messa a dimora si effettua già nel mese di gennaio visto che le temperature raramente scendono sotto i 7-8°C. In questa maniera è possibile raccogliere molto più precocemente e anche più volte nell’arco dell’anno. La presenza del mare inoltre evita che vi sia un caldo troppo intenso che potrebbe danneggiare frutti e foglie, causando bruciature e disidratazione.

Tutte queste condizioni favoriscono anche una ragguardevole concentrazione di capsaicina.

IL PEPERONCINO CALABRESE IN BREVE
Famiglia, genere, specie Solanaceae, capsicum frutescens, diverse cultivar
Tipo di pianta Orticola perenne coltivata come annuale
Colore dei fiori Bianco
Colore dei frutti Rossi, verdi
Altezza a maturità Da 45 a 70 cm
Larghezza a maturità Circa 60 cm
Rusticità Non rustica; teme gelate improvvise al di sotto gli 8°C
Temperatura di germinazione <20°C
Terreno Ricco, fresco, ma ben drenato
Necessità idrica Media
Esposizione Sole
Uso Orto, vaso e giardino
Semina Da dicembre ad aprile
Messa a dimora gennaio (in Calabria); aprile-maggio (Centro-Nord)
Raccolta Da luglio ad ottobre