peperoncino thai dragon

Orto

Il peperoncino thai dragon

Il thai dragon è un peperoncino molto aggressivo e piccante, adatto a gente che vive di sapori piccanti come i thailandesi...scopri come coltivarlo con successo

di Redazione

07 giugno 2016

Il peperoncino thai dragon

Come peperoncino “Thai Dragon” si intendono in realtà diversi tipi di peperoncino coltivati in Thailandia e Cina e considerati un prodotto di base nella cucina asiatica. Hanno tutti la tipica forma a cornetto, più o meno lungo, e fanno parte della specie Capsicum annuum. Sono inoltre diffuse molte denominazioni diverse (Thai, Thai Dragon, Bird’s Eye) che possono designare lo stesso o diversi peperoncini. Qui parleremo della varietà che si trova più facilmente in Europa.

Caratteristiche del Thai Dragon

Gli esemplari producono frutticini a cornetto, lunghi in media da 5 a 10 cm e larghi 1-2. Inizialmente sono di colore verde medio per poi diventare di un bel rosso acceso, con la buccia lucida. La polpa è compatta, ma molto sottile e concentrata sulla parte esterna del frutto: ciò consente una veloce essicazione sia in casa sia al sole. La pianta ha forma espansa, alta quanto larga: di solito cresce fino a 70-100 cm ed è composta da diversi steli che possono necessitare di sostegni, soprattutto in aree particolarmente ventose o piovose. Può essere inserita tranquillamente nell’orto, ma cresce agevolmente anche in vaso, a patto che abbia un diametro di almeno 30 cm e sia profondo altrettanto. Ha però anche buone qualità estetiche: i suoi frutti, rivolti verso l’alto, sono davvero attraenti. È possibile inserire degli individui nelle bordure, al posto di floreali annuali, oppure nelle aiuole formali, creando combinazioni allegre e gradevoli. Interessanti effetti si ottengono anche aggiungendone qualcuno alle composizioni floreali da porre in casa.

Sapore e piccantezza del Thai Dragon

La piccantezza del peperoncino Thai Dragon può essere classificata come medio-alta. Sulla Scala di Scoville si attesta le 50.000 e le 100.000 SHU. È quindi meno “caldo” di quasi tutti gli Habanero, ma più intenso del Calabrese. Teniamo presente che la piccantezza specifica di un frutto può dipendere da molti fattori: clima, terreno, concimazione, irrigazioni. Inoltre la quantità di capsaicina può variare molto anche in frutti provenienti dalla stessa pianta: in generale quelli più piccoli ne contengono di più di quelli grandi. Per accentuare questa caratteristica si consigliano posizioni molto ben esposte (almeno 6 ore di sole al giorno) e abbondante potassio nelle concimazioni. Inoltre, al momento della maturazione dei frutti, è bene ridurre notevolmente le irrigazioni. La raccolta deve avvenire quando i frutti sono quasi totalmente maturi: rossi, ma ancora ben compatti. È importante sottolineare tuttavia che l’estremo “calore” di alcuni piatti orientali è più legato alla quantità di peperoncini impiegati che alla loro specifica piccantezza.

IL PEPERONCINO THAI DRAGON IN BREVE
Famiglia, genere, specie  Solanaceae, Capsicum Annuun, Thai Dragon (varie denominazioni popolari)
Altezza e larghezza  60-100 cm per circa 80 cm
Frutti  A cornetto, lunghi fino a 10 cm e larghi 1-2 cm; prima verdi poi rossi
Fiori  bianchi
Rusticità  Bassa (mai meno di 12°C)
esposizione  Pieno sole
Germinazione dei semi  A 25°-28°C, in circa 8 giorni
Necessità idrica  alta
Terreno  Ricco, fresco, ma ben drenato
Necessità idrica  Media
Terreno  Ricco in materia organica, fresco
Concimazione  Prodotti ad alto tenore di potassio
Uso  Orto, vaso, giardino

Storia del peperoncino in Asia

Come sappiamo il Vecchio Mondo scoprì il peperoncino solo con l’arrivo nelle Americhe, grazie alle esplorazioni di Cristoforo Colombo. All’inizio del 1500 questo prodotto era già estremamente diffuso e utilizzato nella cucina messicana e delle isole caraibiche. Il primo contatto avvenne nell’isola di Hispaniola, una delle prime a venir scoperta ed esplorata. La diffusione del peperoncino fu piuttosto lenta in Europa, contrariamente a quanto successe in Asia. I frutticini vennero portati in Oriente dai Portoghesi (che allora avevano in quell’area il monopolio delle spezie). In Cina, India e Thailandia la popolazione era già abituata ai cibi fortemente speziati e cominciarono subito ad inserire questo nuovo sapore nelle loro ricette. Oggi è diventato davvero indispensabile e, soprattutto in Indocina, si contano sulle dita di una mano i piatti tipici che non ne facciano uso. Bisogna in ogni caso precisare che il peperoncino è andato solo a sostituire altre spezie in uso precedentemente, cui viene mescolato ancora oggi. Prima del 1600 si faceva infatti ampissimo impiego del pepe che veniva macinato e unito a tutte le pietanze. Si usava in tutte le sue declinazioni, da quello nero (il più forte) al bianco, al grigio, ma anche verde (raccolto acerbo e usato da fresco o in salamoia). Ancora oggi quest’ultimo è considerato indispensabile alla riuscita di molti piatti. Apprezzatissimo è anche il pepe di Sichuan: è meno piccante, ma aggiunge un aroma agrumato e dolce. Altro aroma comunissimo era lo zenzero: in Oriente sono diffuse molte varietà a noi sconosciute e che si differenziano per caratteristiche note fruttate. Era, ed è, grattugiato abbondantemente in ogni piatto oltre ad essere la base di molti soffritti. A tutte queste spezie è per di più attribuito un importante ruolo antisettico.

Come coltivare il thai dragon

Il peperoncino Thai Dragon è ideale per chi voglia iniziare la coltivazione di questa aromatica: è una delle specie più semplici da far crescere, dà un raccolto abbondante e raramente viene attaccata da parassiti o crittogame. Come ottenere le piantine? Le piantine di peperoncino Thai Dragon non si trovano facilmente, se non in vivai specializzati in questo tipo di colture. Chi volesse sperimentare questa varietà specifica può crescere uno o più esemplari direttamente da seme: le bustine sono piuttosto comuni in commercio o presso rivenditori in internet. Semina La semina può essere effettuata in casa o in serra riscaldata (per anticipare la coltura): in questo caso si può cominciare già a gennaio-febbraio, anche a seconda delle nostra collocazione geografica. Se vogliamo seminare all’esterno dovremo invece aspettare almeno aprile. Teniamo presente che la germinazione avviene solo con temperature tra i 20 e i 25°C e che le prime foglioline si vedono dopo 8-10 giorni. Scegliamo un substrato leggero, ma capace di mantenersi umido a lungo. Volendo si possono spargere i semi su della carta assorbente, vaporizzando spesso e trasferendo nei vasetti allo spuntare della prima radichetta.

Trapianto ed esposizione Thai Dragon

Il trapianto in vaso o in piena terra deve essere attuato solo quando le temperature siano stabilmente al di sopra dei 18°C, indicativamente nel mese di maggio. Le piantine devono aver raggiunto i 10 cm di altezza. L’apparato radicale è molto superficiale e fragile e va quindi trattato con la massima delicatezza. Scegliamo un’area ben soleggiata e al riparo dai venti forti. Predisponiamo da subito uno o più tutori per esemplare, legandovi gli steli mano a mano che crescono. La distanza tra un esemplare e l’altro deve essere di almeno 50 cm sulla fila e tra le file.

IL CALENDARIO DEL PEPERONCINO THAI DRAGON
Semina in casa  Gennaio-marzo
Semina all’aperto  Aprile-maggio
Trapianto  maggio
Cimatura  Giugno-luglio
Raccolta  Luglio-ottobre
Concimazione di fondo  novembre

Terreno, concimazione e irrigazione

Il substrato dei peperoncini deve essere ricco in materia organica, lavorato in profondità e capace di mantenersi fresco a lungo. L’ideale è, in pieno campo, lavorare l’appezzamento già in autunno inglobando una buona quantità di ammendante organico. Al momento della messa a dimora potremo, in ogni buchetta, aggiungere un cucchiaio di concime granulare per ortaggi, ad alto tenore di potassio (molto adatti sono quelli specifici per pomodori). All’allegagione possiamo aiutare ulteriormente la pianta con qualche somministrazione di un prodotto liquido con le stesse caratteristiche. Le irrigazioni devono essere sempre abbondanti, ma l’acqua va distribuita ad una certa distanza dal colletto per evitare l’insorgere di patologie. Evitiamo anche di bagnare le foglie. Soprattutto in estate è bene procedere la sera o la mattina per scongiurare uno shock termico alle radici.

In vaso

Questo tipo di peperoncino è molto semplice da crescere in vaso. Un buon substrato si può ottenere mescolando del terriccio per piante fiorite con un poco di stallatico stagionato e qualche manciata di sabbia. Sul fondo è importante creare uno spesso strato drenante con ghiaia o argilla espansa.

Cure colturali Thai Dragon

Per mantenere il terreno sempre fresco e evitare l’insorgere di infestanti è bene pacciamare il piede delle piante con materiale di sfascio (erba, paglia o foglie sane). Piante ben accestite con fiori e frutti abbondanti si ottengono effettuando frequenti cimature. Una volta che la pianta avrà raggiunto la sua dimensione definitiva eliminiamo gli eventuali nuovi getti laterali o basali e limitiamo l’ulteriore crescita (che andrebbe a discapito delle maturazione dei frutticini già presenti). Preferiamo sempre la qualità alla quantità.

Raccolta Thai Dragon

I frutti cominciano a maturare generalmente 70 giorni dopo il trapianto. Teniamo però presente che in questo è determinante il clima, l’esposizione e anche la qualità del terreno. La pianta è estremamente produttiva: ogni esemplare può fornire anche più di 200 frutticini. Aspettiamo che assumano la tipica colorazione rossa e raccogliamoli quando al tatto risultino compatti, ma leggermente cedevoli.

Conservazione

I peperoncini Thai Dragon danno il loro meglio quando sono utilizzati freschi: uniscono la media piccantezza ad un ottimo gusto dolce. Raccogliamoli quindi all’occorrenza durante il periodo vegetativo. Ad ogni modo i frutti si conservano molto bene in frigorifero per almeno una settimana. In alternativa è possibile essiccarli esponendoli al sole: per velocizzare il processo poniamoli su dei vassoi di alluminio. A questo scopo scegliamo solo quelli perfettamente integri e privi di muffe. Un’ottima alternativa è anche il forno a bassa temperatura (60-80°C), possibilmente ventilato oppure l’uso degli appositi essiccatori a ventola.

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Domande frequenti

  • Quanto è piccante il peperoncino Thai Dragon?
    Il Thai Dragon presenta una piccantezza medio-alta, attestandosi tra le 50.000 e le 100.000 unità Scoville (SHU). Questo lo rende significativamente meno intenso degli Habanero, ma più caldo del classico peperoncino calabrese. La percezione del calore può variare in base a fattori ambientali come clima, terreno e concimazione, nonché dalla dimensione del frutto: solitamente i frutti più piccoli concentrano maggiore quantità di capsicina rispetto a quelli di grandi dimensioni.
  • Quando e come si seminano i semi di Thai Dragon?
    La semina interna in casa o serra riscaldata può iniziare da gennaio a marzo, mentre quella diretta in esterni richiede temperature stabili, consigliabile da aprile a maggio. I semi germinano in 8-10 giorni mantenendo il substrato a 20-25°C. Si consiglia un terreno leggero ma trattenente l'umidità. Un metodo efficace è germogliare i semi su carta assorbente umida, trapiantando nel vaso appena appare la prima radichetta, per proteggere l'apparato radicale fragile durante il trapianto definitivo.
  • Quali cure colturali sono necessarie per massimizzare la produzione?
    Per ottenere raccolti abbondanti, è fondamentale effettuare frequenti cimature: una volta raggiunta la dimensione definitiva, eliminare i nuovi getti laterali o basali concentra l'energia della pianta sulla maturazione dei frutti esistenti. È essenziale pacciamare il piede con erba o paglia per mantenere l'umidità e contrastare le infestanti. Inoltre, usare supporti/tutori è necessario poiché la pianta, espansa e alta fino a 1 metro, rischia di piegarsi sotto il peso dei frutti, specialmente in zone ventose.
  • Come si raccolgono e conservano i frutti del Thai Dragon?
    La raccolta inizia circa 70 giorni dopo il trapianto, quando i frutti diventano rossi e compatti ma leggermente cedevoli al tatto. Il Thai Dragon eccelle se consumato fresco per il suo gusto dolce abbinato alla piccantezza. Se conservati in frigorifero, restano buoni per almeno una settimana. Per una conservazione lunga, possono essere essiccati al sole su vassoi di alluminio, in forno ventilato a 60-80°C, o con essiccatori dedicati, selezionando solo frutti sani e integri.
  • È possibile coltivare il Thai Dragon in vaso?
    Assolutamente sì, il Thai Dragon si adatta bene alla coltivazione in vaso, purché le dimensioni siano adeguate: il contenitore deve avere un diametro e una profondità minimi di 30 cm. Il substrato ideale si ottiene mescolando terriccio per fioriere, stallatico stagionato e sabbia per migliorare il drenaggio. Fondamentale creare uno spesso strato drenante sul fondo con ghiaia o argilla espansa per evitare ristagni idrici che potrebbero danneggiare le radici superficiali e fragili della pianta.

Scheda Tecnica

Capsicum annuum

Nome scientificoCapsicum annuum
FamigliaSolanaceae
Tipo di piantaEracea annuale
OrigineThailandia e Cina
EsposizionePieno sole (almeno 6 ore)
Temperatura minimaMai sotto i 12°C
TerrenoRicco, fresco, ben drenato
IrrigazioneAbbondante ma non stagnante
FiorituraFiori bianchi
Altezza60-100 cm
ConcimazioneAlto tenore di potassio
PotaturaCimatura frequente per qualità
MoltiplicazioneSemina (gennaio-marzo interno, aprile esterno)
Malattie e parassitiRara attacco parassitari/crittogame
Difficoltà di coltivazioneFacile

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