Pianta peperoncino

Le origini del peperoncino

Il peperoncino è una pianta che si crede abbia origine fra le montagne comprese fra il Brasile e la Bolivia, esportato grazie agli uccelli e alla popolazione nativa che hanno portato i semi fuori dalle loro zone di origine. Successivamente il peperoncino piccante è stato una pianta utilizzata e coltivata dal 5500 a.C. in Messico e in Perù dove era la sola spezia che veniva usata per la preparazione dei cibi. Venne importata in Spagna, da Cristoforo Colombo nel 1493, come pianta ornamentale e poi utilizzata successivamente come spezia. Fra il 1500 e il 1600 spedizioni spagnole e portoghesi portarono piante di peperoncino anche in Africa e in Asia e grazie alla sua capacità di acclimatarsi facilmente ne favorì la diffusione, divenendo la spezia più diffusa ed utilizzata, avendo costi contenuti per la coltivazione.
Peperoncino

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Storia del peperoncino

Il peperoncino (capsicum sp.) fa parte della famiglia delle Solanaceae, la stessa cui appartengono il pomodoro, la melanzana, la patata e il tabacco. Le prime tracce del consumo alimentare di questa spezia da parte dell’uomo sono state ritrovate in Perù e risalgono a circa 8500 anni fa, ma la sua coltivazione si diffuse in seguito in tutta l’America Latina. In Europa giunse grazie a Cristoforo Colombo ed ebbe subito un grande successo, dovuto soprattutto alla facilità di coltivazione anche nel nostro continente (a differenza di altre spezie). Venne quindi soprannominato “pepe dei poveri” da cui “peperone” e anche “peperoncino”.

Il primo paese in cui divenne popolare fu la Spagna, ma subito dopo arrivò nel Sud Italia, che all’epoca faceva parte degli ampi domini iberici. Da noi venne immediatamente apprezzato (a differenza della melanzana e del pomodoro, considerati velenosi) per il suo basso costo e per le virtù antisettiche e conservanti.

Questa solanacea si diffuse però anche moltissimo in altre zone geografiche in particolare nel Sud-est asiatico, dove ancora oggi viene messa a coltura massicciamente ed è entrata a far parte di numerosi piatti della tradizione. Un po’ ovunque, inoltre, la ricerca e la selezione si sono scatenate per ottenere frutti di svariate forme e dimensioni e, soprattutto, con diversi gradi di piccantezza e specifici retrogusti.
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Varietà

Tipologie di peperoncino La pianta del peperoncino è un arbusto perenne a vita breve. Le piante hanno una forma variabile a seconda della specie, possono essere a cespuglio con foglie di colore verde e fiori bianchi, oppure avere la forma di arbusto di diverse dimensioni. La resistenza alle condizioni atmosferiche dipende dalla tipologia, infatti ci sono varietà che resistono anche a temperature sotto zero per brevi periodi o alcune che non resistono ad una insolazione eccessiva. Il colore dei fiori varia per ogni specie fra il bianco e il viola. Le principali colture domestiche sono: il Capsicum annuum che comprende i peperoni dolci, il peperoncino comune, quello di Cayenna e il Jalapeno; il Capsicum chinense, comprendente l'Hahanero; il Capsicum frutescens che include il Tabasco; il Capsicum pubescens che include il rocoto.

In Italia vantiamo alcune produzioni tipiche quali il piccante tondo calabrese (ottimo da farcire), il superpiccante diavolicchio calabrese e il piccante arancione di Stromboli.

Tra le varietà internazionali molto noti sono il Cayenna, il Jalapeno, il Tabasco e l’Habanero.

Ultimamente si sta diffondendo però una vera e propria passione per le cultivar piccantissime ed è ormai molto semplice trovarle in commercio anche in comuni vivai. Alcune tra le più ambite sono: Jamaican Scotch Bonnet, Naga Morich, Habananero Chocolate, Habanero Orange, Trinidad Scorpion chocolate, Dorset Naga, Aji, Habanero Red Savina.

IL PEPERONCINO IN BREVE
Tipo di piantaPerenne coltivata come annuale, erbacea
Altezza/larghezzaFino a 80 cm/fino a 45 cm
ColturaFacile
Necessità idricheMedio-alta
CrescitaNormale
Rusticitàbassa
EsposizioneSole, mezz’ombra a Sud
Moltiplicazionesemina
SuoloRicco, ben drenato
Distanza tre le file, sulla fila50 cm, 40 cm
Temperatura/ giorni per germinazione16°C / 8-10 giorni


Classificazione botanica

Appartiene alla famiglia delle Solanaceae, è però un genere molto ampio, con numerosissime specie, sottospecie e cultivar.

Per comprendere meglio questo mondo ecco una veloce rassegna delle principali specie coltivate.

 Il capsicum annuum è il peperoncino più diffuso nel nostro paese. È caratterizzata da fiori con cinque o sei petali di color bianco o viola. I frutti si declinano in una ampia gamma di forme e colori e diversi gradi di piccantezza. Appartengono a questa categoria alcuni dei più conosciuti: dal Cayenna al Jalapeño.

 Il capsicum chinense si è diffuso in Italia solo negli ultimi anni, grazie ad alcuni coltivatori appassionati. Questa specie, infatti, è molto apprezzata perché comprende gli esemplari più piccanti in assoluto. Ha fiori dal bianco al verde chiaro e frutti a piccola lantera o a piramide. Un famoso esponente è senza dubbio l’Habanero, in tutte le sue declinazioni (orange, red, chocolate).

 Il capsicum frutescens è mediamente diffuso da noi. È però molo conosciuto per un suo famoso esponente, il tabasco impiegato per la produzione di una salsa messicana piccante e acidula. La sua qualità è importante perché apporta anche un retrogusto delicatamente fruttato e inconfondibile.

 Il capsicum pubescens è da noi poco comune. Viene apprezzato soprattutto per la sua buona rusticità. Proprio per questa sua resistenza fu tra i primi ad essere addomesticato dall’uomo

 Infine il capsicum baccatum produce frutti solo mediamente piccanti e leggermente amari, molto interessanti per creare abbinamenti culinari.

Esistono poi ancora almeno altre 20 specie, poco conosciute e diffuse che vengono però utilizzate per creare ibridi.