Gelsomino

Rampicanti

Gelsomino

Il gelsomino è una pianta sempreverde che conta 200 specie conosciute. La maggior parte delle specie predilige i climi miti e luminosi, ma non sopporta i raggi del sole diretti.

di Redazione

13 gennaio 2016

Gelsomino

Il gelsomino (Jasminum) è una pianta sempreverde prevalentemente rampicante. Il termine deriva dal persiano "ya-samin" (fiore bianco) e per la tradizione araba è il re dei fiori, così importante da profumare il paradiso islamico. Simbolo di Damasco, nota come “città dei gelsomini”, è inoltre il fiore nazionale di Indonesia e Filippine. Le origini del gelsomino sono così antiche che ne sono state trovate tracce nel sarcofago di un faraone egiziano sepolto a Deir-el-Bahri. Comparso in Italia nel XV secolo ad opera dei turchi, fu Cosimo I de’ Medici il primo possessore del gelsomino nel nostro Paese, un primato custodito gelosamente, ma invano, dal signore fiorentino. Nel resto del continente europeo il gelsomino comparve fra il 1524 ed il 1528 grazie ai navigatori spagnoli e portoghesi, in particolare Vasco de Gama che ne entrò in possesso durante i suoi viaggi nelle Indie orientali. La sua diffusione di massa risale al 1730 quando l’Inghilterra entrò in possesso di un gelsomino del Malabar.

Classificazione botanica

Divisione: Angiospermae Famiglia: Oleaceae Genere: Jasminum Specie: delle circa 200 conosciute le più diffuse sono: POLYANTHUM: questa specie è originaria della Cina e sboccia dall’inverno fino alla primavera con profumatissimi fiori bianchi sfumati sul rosa. NUDIFLORUM: noto come “gelsomino di San Giuseppe”, questa specie proveniente dalla Cina fiorisce sui rami spogli a fine inverno, con fiori gialli non profumati. Cresce come rampicante e se privato dei supporti ricade su se stesso e assume la forma di un cespuglio. PRIMULINUM: come la specie precedente, è originaria della Cina con fiori di colore giallo, privi di profumo. Raggiunge i 3 m e tollera abbastanza il freddo e la siccità, inoltre si adatta anche alla mezz'ombra, quindi risulta ottimale per la coltivazione in vaso. OFFICINALIS: più conosciuto come “gelsomino bianco”, è il più diffuso in Europa e ha origine in India, Cina e Iran. Ha foglie caduche, lanceolate e fiori bianchi a cinque petali molto profumati che sbocciano da giugno a settembre. Può raggiungere un’altezza di 15 m e quindi è particolarmente adatto come rampicante. GRANDIFLORUM: famoso come “gelsomino di Spagna” ha una forma ad arbusto, con rami piuttosto tortuosi da qui dipartono i fiori più profumati tra tutte le specie di gelsomini, e per questo è il più usato dall’industria dei profumi. Predilige i climi miti e può raggiungere i 6 m di altezza.

Coltivazione

ESPOSIZIONE E TEMPERATURA: la maggior parte delle specie predilige i climi miti (10 °C - 20 °C) e luminosi, ma non vuole il sole diretto e troppo vento. Il Jasminum nudiflorum e il Jasminum Primulinum, invece, possono resistere a mezz’ombra fino a -15 °C. IRRIGAZIONE E CONCIMAZIONE:: Il terreno deve restare sempre un po’ umido senza però che si creino ristagni d’acqua, molto fastidiosi per il gelsomino. In estate l’orario più adatto è dopo il tramonto, ma anche le ore mattutine sono un buon momento, soprattutto d’inverno. E’ consigliato concimare il terreno a inizio della primavera e dell’inverno con prodotti che contengono azoto, potassio, rame, ferro e zinco. RINVASO E TERRENO: il rinvaso si effettua una volta l’anno in periodi opposti a quelli della fioritura (le specie a fioritura primaverile si rinvasano a settembre mentre le specie a fioritura invernale si rinvasano a marzo). Il terreno ideale è costituito da parti uguali di terriccio fertile (o torba) e sabbia per favorirne il drenaggio. POTATURA: essenziale per mantenere la pianta ordinata e delle giuste dimensioni, ma anche per favorire la crescita di germogli. Va praticata nel periodo primaverile eliminando i rami sciupati, malati o particolarmente ribelli, ma è comunque consigliata dopo ogni rinvaso per favorirne una crescita ordinata. FIORITURA: il periodo dii fioritura varia in base alla specie. La J. Primulinum ad esempio,fiorisce in primavera, il J.Grandiflorum in estate-autunno, mentre il J. Polyanthum ha fioritura invernale. Le foglie sono opposte, sempreverdi o decidue a seconda della specie. I fiori sono di solito piccoli (alcuni arrivano però a 5 cm), tubolari alla base e aperti in petali, il cui numero può variare da 4 a 9. Per la maggior parte profumati, i fiori di gelsomino sono ermafroditi, generalmente di colore bianco, però esistono anche specie i cui fiori hanno sfumature di rosa o giallo. MOLTIPLICAZIONE: avviene soprattutto con le talee. Queste devono essere di legno poco maturo lunghe circa 10 cm e provviste di una porzione del ramo portante e occorre tagliarle con lame affilate per recidere i rami di netto. La talea va posizionata in un terreno che deve essere ricoperto con un telo di plastica, lasciato ad una temperatura di 15-20°C e tenuto un po’ umido in modo costante finché non si notano i nuovi germogli e sarà possibile trapiantare la talea nel vaso finale. La moltiplicazione è possibile anche tramite propaggine, mentre è rara la riproduzione dai semi, piuttosto difficili da trovare.

Usi e proprietà benefiche

Oltre al classico uso decorativo di spazi esterni e interni, questo fiore è impiegato in numerosi campi a seconda delle sue caratteristiche benefiche. In medicina è usato come calmante e sedativo ma anche per alleviare i dolori mestruali: se strofinato su pancia e reni stimola infatti il flusso sanguigno. Cura anche alcuni dolori uterini e facilita il parto. In psicologia è noto per le sue proprietà antidepressive, alleviando l’ansia e stimolando al tempo stesso l’ottimismo e l’azione, in quanto aiuta la produzione di encefalina nell’ipotalamo. Anche l’omeopatia si giova del gelsomino per contrastare influenza e raffreddore, ma anche disturbi come shock, ansia e cefalea. Da molti considerato un potente afrodisiaco, è impiegato anche in cucina all’interno di tisane e confetture, ma è nel campo della cosmesi che trova il suo utilizzo più ampio, grazie alla sua azione anti-età che stende le rughe e contrasta il rossore. Inoltre la sua gradevole fragranza lo rende una pianta ideale per creare profumi, produzione che in Italia si concentra in Liguria, Calabria e Sicilia.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali specie di gelsomino e come differiscono?
    Le specie più comuni includono il Jasminum polyanthum, originario della Cina, con fiori bianchi/rosa profumati e fioritura invernale; il Jasminum nudiflorum, detto 'di San Giuseppe', che fiorisce a fine inverno con fiori gialli non profumati sui rami spogli; il Jasminum primulinum, simile al precedente ma con fiori gialli e buona tolleranza alla mezz'ombra; il Jasminum officinale ('bianco'), rampicante alto fino a 15m con fiori bianchi profumati da giugno a settembre; e il Jasminum grandiflorum ('di Spagna'), arbustivo, molto profumato, usato in profumeria, che fiorisce in estate-autunno.
  • Come si coltiva correttamente il gelsomino in termini di esposizione e irrigazione?
    La maggior parte delle specie preferisce climi miti (10-20°C) e posizioni luminose, ma va protetta dal sole diretto e dai venti forti. Alcune specie resistenti al freddo tollerano la mezz'ombra. L'irrigazione deve mantenere il terreno costantemente umido senza mai creare ristagni idrici, che sono dannosi. In estate, annaffiare preferibilmente dopo il tramonto o al mattino presto; in inverno ridurre le quantità. Il substrato ideale è una miscela pari di terriccio fertile e sabbia per garantire un ottimo drenaggio.
  • Quando e come effettuare la potatura del gelsomino?
    La potatura è essenziale per contenere le dimensioni e favorire la crescita di nuovi germogli. Si esegue principalmente in primavera, eliminando i rami secchi, malati o eccessivamente lunghi. È inoltre consigliabile potare subito dopo il rinvaso per indirizzare la crescita. Le tempistiche variano leggermente in base alla specie: per quelle a fioritura primaverile, il rinvaso e la potatura leggera avvengono a settembre; per quelle a fioritura invernale, a marzo. Evitare potature drastiche fuori stagione per non asportare le gemme fiorali.
  • Quali sono le proprietà benefiche e gli usi del gelsomino?
    Il gelsomino ha numerose applicazioni oltre a quelle decorative. In medicina tradizionale viene usato come calmante e sedativo, utile per alleviare dolori mestruali e uterini, e stimola il flusso sanguigno se applicato sulla pelle. In psicologia, le sue essenze sono note per effetti antidepressivi, riduzione dell'ansia e aumento dell'ottimismo, influenzando positivamente la produzione di encefalina. Viene impiegato in omeopatia contro influenze e cefalee, in cucina per tisane e confetture, e in cosmesi per le sue proprietà anti-età e lenitive. È inoltre fondamentale nella produzione di profumi.
  • Come si moltiplica il gelsomino attraverso le talee?
    La moltiplicazione principale avviene per talea di legno poco maturo. Prelevare rametti di circa 10 cm, assicurandosi che includano una porzione del ramo portante. Utilizzare lame affilate per effettuare tagli netti. Posizionare la talea in un substrato umido e coprire con un telo di plastica per creare un microclima umido. Mantenere la temperatura tra 15-20°C e il terreno costantemente umido fino alla comparsa dei nuovi germogli. Una volta radicate, le talee possono essere trapiantate nei vasi definitivi. La moltiplicazione per seme è rara e difficile, mentre la propaggine è un'alternativa valida.

Scheda Tecnica

Jasminum spp.

Nome scientificoJasminum spp.
FamigliaOleaceae
Tipo di piantaSempreverde, rampicante o arbustiva
OrigineAsia, Africa, Europa meridionale
EsposizioneMite, luminosa, proteggersi da sole diretto e venti forti
TerrenoFertile, ben drenato, miscela di terriccio e sabbia/torba
IrrigazioneRegolare, terreno sempre leggermente umido, evitare ristagni
FiorituraVariabile in base alla specie (inverno, primavera, estate-autunno)
AltezzaDa pochi metri fino a 15 m (es. J. officinale)
ConcimazionePrimavera e inverno, con prodotti contenenti azoto, potassio, microelementi
PotaturaPrimaverile, eliminare rami secchi/malati, post-rinvaso
MoltiplicazioneTalee di legno poco maturo (preferita), propaggine, semi (raro)
Malattie e parassitiSensibile a ristagni idrici, afidi, cocciniglie (da inferire standard)
Difficoltà di coltivazioneMedia

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