Bignonia

Rampicanti

La Bignonia

La Bignonia appartiene alle Bignoniacee; è sempreverde e rampicante, ma delicata. Tra le varie specie spicca la Campsis radicans dal veloce sviluppo.

di Redazione

19 gennaio 2017

Come annaffiare

La Bignonia non ha bisogno di abbondanti annaffiature per svilupparsi, quindi è bene non irrigarla troppo frequentemente; sarà sufficiente bagnare il substrato una volta al mese. Questa pianta essendo rampicante ha bisogno d'acqua nei momenti di siccità e di un terreno con un ottimo drenaggio, per evitare i negativi ristagni idrici. Comunque sia il terreno ideale è quello profondo e soffice, ma le irrigazioni vanno aumentate solo in caso di alte temperature e poche precipitazioni. Se la Bignonia è coltivata in serra o in vaso deve essere annaffiata una volta ogni sette giorni, mentre se è tenuta in casa una volta ogni due settimane. La sua fioritura è estesa e splendida, con bei fiori grandi nei colori dell'arancio o del rosso che ravvivano gli angoli dei giardini e le cancellate, anche se esistono altre specie dai fiori gialli, ma meno diffuse.

Come coltivare

La coltivazione della Bignonia può essere eseguita per talea o per seme. La talea di questa pianta è il germoglio laterale che deve far crescere le proprie radici in piccoli vasi contenenti del terriccio di torba e sabbia. I vasetti vanno tenuti a 20°C per ottenere nuove piante che andranno poi interrate in primavera oppure posizionate in vasi più grandi. Anche la potatura è importante per la Bignonia e dovrà essere effettuata in primavera. L'intervento sarà caratterizzato dalla rimozione di rami esageratamente grossi o secchi, ma andranno tolti anche quelli vecchi, malati o danneggiati dagli agenti atmosferici. Alla fine, la potatura aiuta molto la fioritura perché favorisce la nascita di nuovi germogli e quindi lo sviluppo di fiori dai colori vivaci e a volte molto accesi. Le foglie poi si presentano dentellate e verdi chiare.

Come concimare

La Bignonia cresce bene con un terreno arricchito da fertilizzante organico maturo da sistemare in autunno o in primavera. In alternativa si può usare il concime che si scioglie lentamente nel terreno. Della Bignonia ci sono specie particolari che non superano le temperature intense dell'inverno come quelle al di sotto dei 7°C. Infatti oltre questo valore la pianta rischia un impatto così forte da causare addirittura la morte. Fortunatamente si può mantenere vivo l’apparato delle radici con una pacciamatura. Solo così la Bignonia sopravvive ai rigori invernali e riuscirà a vegetare fino alla successiva primavera. Esistono però diverse varietà di questa pianta, infatti alcune crescono bene in zone calde, altre invece si possono trovare nei luoghi più freddi, mentre altri tipi di Bignonia sono coltivati solo per ornamento o sono semplicemente spontanei.

Esposizione e malattie

La Bignonia è facile da coltivare anche in giardino, quindi in condizioni ottimali la pianta potrà essere tenuta anche tutto l'anno. Ma per assicurare una buona crescita ed un riparo adeguato è bene posizionare la pianta vicino a pergolati o muri dato che è una specie rampicante. Inoltre vive bene se esposta in zone ombreggiate per usufruire del sole soltanto nelle ore fresche della giornata. La primavera è una stagione che presenta diverse escursioni termiche e frequenti piogge, quindi con queste condizioni si diffondono con maggior vigore le malattie fungine. Le stesse malattie attaccano la pianta inesorabilmente, ma possono essere contrastate e quindi curate con l'uso di un fungicida da somministrare prima che le gemme assumano grosse dimensioni. Anche i parassiti possono attaccare la Bignonia, come gli afidi, cocciniglie e ragnetto rosso. Così è doveroso alla fine dell'inverno utilizzare un insetticida adeguato e preventivo.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quanto spesso devo annaffiare la bignonia?
    Le esigenze idriche variano in base alla collocazione. In piena terra, le annaffiature devono essere modeste, bastando bagnare il substrato circa una volta al mese, aumentando la frequenza solo durante periodi di siccità o alte temperature. È fondamentale garantire un ottimo drenaggio per evitare ristagni idrici dannosi. Se la pianta è coltivata in vaso o in serra, l'irrigazione va intensificata a una volta ogni sette giorni. Per le bignonie coltivate in ambienti interni, la frequenza consigliata scende a una volta ogni due settimane. In generale, evita eccessi di acqua per prevenire problemi radicali.
  • Qual è la temperatura minima tollerata dalla bignonia?
    La bignonia è una pianta sensibile al freddo intenso. Molte specie non sopravvivono a temperature inferiori ai -7°C, poiché il gelo può causare danni fatali all'apparato radicale. Tuttavia, esistono diverse varietà adattabili a climi diversi: alcune prosperano in zone calde, altre tollerano meglio il freddo, mentre altre sono coltivate principalmente per ornamentazione o sono spontanee. Per proteggere le radici dalle gelate invernali, specialmente nelle zone più rigide, è essenziale applicare uno strato di pacciamatura alla base della pianta, permettendole di sopravvivere e vegetare nuovamente in primavera.
  • Come e quando si pota la bignonia?
    La potatura della bignonia si effettua preferibilmente in primavera. L'intervento consiste nella rimozione accurata dei rami secchi, vecchi, malati o danneggiati dagli agenti atmosferici. È importante eliminare anche i getti esageratamente grossi per mantenere la forma della pianta. Questo taglio è cruciale non solo per la salute della pianta, ma soprattutto per stimolare la fioritura: favorendo la nascita di nuovi germogli, si garantisce uno sviluppo vigoroso di fiori dai colori vivaci e accesi. Una potatura corretta migliora quindi sia l'estetica che la capacità produttiva della bignonia.
  • quali malattie e parassiti colpiscono la bignonia?
    La bignonia è soggetta ad attacchi fungini, particolarmente attivi in primavera grazie alle frequenti piogge e alle escursioni termiche. Per prevenirli, si consiglia l'uso di fungicidi prima che le gemme raggiungano dimensioni significative. Tra i parassiti animali, gli afidi, le cocciniglie e il ragnetto rosso rappresentano le minacce principali. Per difendere la pianta, è raccomandabile intervenire alla fine dell'inverno con un insetticida adeguato, agendo in modo preventivo. Un trattamento tempestivo permette di contrastare efficacemente questi agenti patogeni e parassitari, salvaguardando la salute e la bellezza della pianta.
  • Come si moltiplica la bignonia?
    La moltiplicazione della bignonia può avvenire tramite talea o seme. Il metodo più comune prevede l'utilizzo di talee prelevate dai germogli laterali. Queste vanno poste in piccoli vasi contenenti un mix di terriccio di torba e sabbia per favorire l'emissione delle radici. I vasetti devono essere mantenuti a una temperatura costante di 20°C. Una volta sviluppate, le nuove piantine possono essere messe a dimora in giardino in primavera o trasferite in vasi di maggiori dimensioni. La semenza è un'altra opzione, sebbene la talea garantisca risultati più rapidi e sicuri per la riproduzione.

Scheda Tecnica

FamigliaBignoniaceae
Tipo di piantaRampicante sempreverde
EsposizioneSole parziale/ombreggiata (ore fresche)
TerrenoProfondo, soffice, ottimo drenaggio
IrrigazioneModerata; mensile all'aperto, settimanale/bisettimanale in vaso/serra
FiorituraEstiva (arancio, rosso, giallo)
ConcimazioneFertilizzante organico maturo (autunno/prima vera) o a lento rilascio
PotaturaPrimavera; rimuovere rami secchi, vecchi o danneggiati
MoltiplicazioneTalea (germogli laterali) o seme
Malattie e parassitiMalattie fungine, afidi, cocciniglie, ragnetto rosso
Difficoltà di coltivazioneMedia (pianta delicata, richiede cure specifiche)

Potrebbe interessarti anche